DichiarazioniFormula 1

Pirelli: c’è sintonia con le normative tecniche

L’aumento di downforce sarà limitato nel 2021: una strada che la casa milanese appoggia in pieno

L’aumento dei valori di carico aerodinamico sarà un fattore tenuto rigidamente sotto controllo nel 2021

Durante il lockdown, i team sono arrivati a un accordo atto a limitare lo sviluppo aerodinamico, con la conseguenza che i valori di carico che vedremo sulle vetture dell’anno venturo saranno molto simili a quelli di quest’anno. E dopo i fatti di Silverstone, con le gomme che sono esplose sul finale della gara del 2 agosto, si è votato per un ulteriore contenimento dell’aumento del downforce. Questioni di sicurezza? No, secondo Mario Isola della Pirelli.

Sarebbe più una questione di performance, invece. La casa milanese, a fronte di un carico aerodinamico maggiorato, potrebbe benissimo sfornare pneumatici con elevati valori di pressione. Ma questo finirebbe per compromettere l’efficienza delle gomme. “La FIA ha deciso di limitare l’aumento del downforce – spiega Isola – e non posso affermare di non essere d’accordo. Anzi, mi trovo in sintonia con questa direttiva. Ma non voglio che passi il messaggio che questo sia dovuto a motivi di sicurezza. Se il downforce aumenta, noi come Pirelli possiamo progettare gomme dalle pressioni più elevate”.

QUELLE CONSEGUENZE NON VOLUTE

“A questo punto, però, si scatenerebbero dei problemi non voluti, come il blistering o il surriscaldamento: è il prezzo da pagare se spingi troppo in su l’asticella della ricerca aerodinamica. Nessuno si augura ovviamente di arrivare a questo”. Questa analisi è un po’ la fotografia della gara-2 britannica: con gomme dalle pressioni più elevate, nessuna macchina ha accusato forature, ma sono emersi problemi di blistering. Soprattutto sulla Mercedes.

“A Silverstone-2 è andata bene – prosegue Isola – Abbiamo alzato la pressione degli pneumatici, anche se va detto che non possiamo fare raffronti troppo diretti con Silverstone-1 per il motivo che nessuno, nella seconda gara, ha replicato gli stint da 37-38 giri cui abbiamo assistito nella prima. Ma tutto ha funzionato bene, nel complesso”.

Resta il fatto che aumentare la pressione delle gomme per assecondare l’incremento di downforce è una strada non priva di rischi: “Come ho detto – spiega di nuovo Isola – è un processo che ti porta a numerosi effetti collaterali. C’è una considerazione importante da fare: noi stiamo utilizzando le medesime gomme del 2019, e saranno le stesse che avremo in dotazione anche il prossimo anno. Se le macchine sviluppassero più downforce nel 2021, dovremmo stare al loro passo con lo stesso prodotto del 2019. Per cui sono in accordo con l’idea di limitare l’aumento di carico”

Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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