DichiarazioniFormula 1

Petrov: “Hamilton esagera. Se un pilota fosse omosessuale?”

Il russo non condivide l’attivismo del sei volte campione del mondo. Secondo lui, si sta spingendo troppo oltre

Piovono ancora dure critiche su Lewis Hamilton dopo il GP di Toscana. L’inglese era infatti finito nell’occhio del ciclone per aver indossato una maglia provocatoria, che incitava all’arresto dei poliziotti che uccisero la giovane Breonna Taylor lo scorso marzo

Una mossa quella di Hamilton, c.he, secondo molti, ha oltrepassato i limiti dell’accettabile. Il campione della Mercedes si era infatti presentato prima e dopo la gara, sul podio, con una t-shirt nera che recitava le seguenti fortissime parole: “Arrestate i poliziotti che hanno ucciso Breonna Taylor”. Un gesto che non è certo passato in sordina, e certo questo era l’intento di Lewis, che è stato poi osservato speciale della FIA, che nel proprio regolamento vieta esplicitamente qualsiasi tipo di atteggiamento volto a screditare la Federazione o ad esporre pareri personali di naturale politica o religiosa.
Anche Vitaly Petrov ha detto la sua sul delicato argomento : “Hamilton esagera. Se un pilota fosse omosessuale?“.

 

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It’s been 6 months since Breonna Taylor was murdered by policemen, in her own home. Still no justice has been served. We won’t stay silent. #JusticeForBreonnaTaylor

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PETROV: “SE UN PILOTA FOSSE OMOSESSUALE , LEWIS USCIREBBE CON LA BANDIERA ARCOBALENO?

In vista del GP di Russia questo fine settimana, Vitaly Petrov, ex pilota di Formula 1 e attualmente impegnato con la SMP Racing, ha commentato duramente i gesti plateali di Lewis Hamilton, accusato di essere esagerato e poco rispettoso delle idee altrui. “Hai il diritto di parlare sui tuoi social network o di rilasciare interviste; puoi creare un qualche tipo di movimento sociale, contattare il governo. Tuttavia, credo che lo stesso governo degli Stati Uniti sia già a conoscenza di questi problemi e non li abbia trascurati“, ha dichiarato a Championat, “Penso che la metà degli spettatori non abbia capito affatto di cosa parlasse quella maglia fino a quando non è stata spiegato. E, se un pilota fosse omosessuale, uscirebbe con una bandiera arcobaleno e inviterebbe tutti a diventarlo o cosa? Penso che la FIA non permetterà più tali azioni “, ha detto il russo.

Come riporta Soymotor.com, Vitaly ha poi ricordato il rigido protocollo del Motorsport inerente le cerimonie sul podio e ritiene che l’organizzazione abbia perso il controllo al Mugello. “Quando correvo in Formula 3000, portavo sempre il casco sul podio. Ma in GP2 era già vietato indossare un casco o, ad esempio, una bandiera; era un protocollo rigoroso. In questo momento, in Formula 1, gli organizzatori in qualche modo hanno perso il controllo della situazione. Penso che ora diranno che non si può più fare“, ha continuato.

Infine, ha ribadito di non comprendere la natura del gesto di inginocchiarsi per combattere il razzismo: “Ad essere sincero, anche io non capisco la cerimonia dell’inginocchiarsi. Secondo le nostre tradizioni, ci inginocchiamo solo in due casi: in chiesa, davanti a Dio, e quando si fa la proposta alla futura moglie. Con questo gesto, si cerca di attirare l’attenzione sulla lotta al razzismo. In Russia c’è una mentalità diversa e non abbiamo quel problema di cui parla Hamilton. Deve esserci rispetto per tutti“, ha poi concluso Petrov.

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Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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