2018Formula 1

McLaren-Indy e il gioco delle alleanze con Chevy

Una preview alquanto prematura e speculativa della Indy 500 dal punto di vista della McLaren, in cerca di un partner tra i team motorizzati Chevy

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Fernando Alonso ci riprova. Lo spagnolo correrà la 500 Miglia di Indianapolis il prossimo 26 maggio, al volante di una McLaren, le cui alleanze sono tuttora da definire.

Il fallimento dell’edizione 2017 ha lasciato una ferita aperta nella carriera di Alonso, che al GP di Abu Dhabi chiuderà la propria carriera in Formula 1, gettandosi così all’inseguimento della Tripla Corona. L’ultimo tassello per conquistarla è proprio l’iconica corsa nel circuito permanente più longevo del mondo.

E’ ora attesa una serie di dettagli circa le modalità con cui McLaren preparerà il proprio ritorno allo storico evento. Zak Brown a seguito dell’annuncio a Interlagos ha confermato che verrà formato un team separato, costituito da personale esterno alla Formula 1 ma parte di McLaren Racing.

Il prossimo passo riguarda il fornitore del propulsore, che con ogni probabilità sarà Chevrolet. Occorre inoltre specificare che una McLaren motorizzata Honda non s’ha da fare per motivi legati alla partnership terminata prematuramente lo scorso anno, non tanto per la presenza di Alonso in sè.

Stabilito officiosamente il fornitore, è opportuno esaminare le opzioni che McLaren dovrà considerare per quanto riguarda un’alleanza tecnica, di cui necessita ogni team che si accinge a muovere i primi passi nella serie. Inizialmente Michael Andretti aveva rivelato che sarebbe stato coinvolto nel supporto del team capitanato da Zak Brown, ma l’incompatibilità di fondo impedirebbe inesorabilmente l’attivazione di tale rapporto.

L’autorevole Marshall Pruett ha dichiarato nel proprio podcast lo scorso weekend che il COO di Honda Performance Development Steve Eriksen sarebbe intenzionato a porre il banner del costruttore giapponese su tutte le vetture Andretti e Harding Racing. Quest’ultimo nella stagione appena conclusa era motorizzato Chevrolet, ma a partire dalla prossima passerà dalla parte di Honda e se prima era designato come un papabile team alleato per l’ingresso di McLaren, ora appare blindato sotto l’egida dei giapponesi.

Il team deve pertanto proseguire nella sua ricerca di un alleato, ma non uno qualsiasi. Deve infatti offrire una star-quality che permetta di competere per la vittoria, come Andretti gli aveva garantito lo scorso anno. Tra i top di Chevrolet c’è il Team Penske, ma non esiste somma di denaro oppure offerta che tenga per permettere a Roger di dimezzare alle proprie chance di vittoria, offrendo le proprie risorse a un’altra scuderia con un pilota del calibro di Alonso.

AJ Foyt Racing, Carlin e Meyer Shank Racing sono tutti in fase di crescita e/o assestamento, mentre la posizione di Ed Carpenter Racing risulta più attraente e potrebbe imporsi come il perfetto candidato per stringere la tipologia di rapporto che sta perseguendo McLaren.

Ora che potrebbe essere stato individuato il team papabile, è importante precisare che McLaren tornerà al Brickyard e con un ruolo meno dipendente da un costruttore già presente sulla griglia non solo per Alonso. E’ nell’interesse del dipartimento Racing a Woking di espandersi oltreoceano, dove Zak Brown si è sempre orientato per la ricerca di nuovi partner, volendo mettere in comunicazione le serie automobilistiche con uno sguardo sull’Automotive. McLaren prima di tutto è un’azienda, con un settore automobilistico ben sviluppato e avviato. Pertanto le mire espansionistiche overseas sono indubbiamente un motore immobile per rilanciare il marchio in territorio americano, peraltro patria del CEO.

Un altro punto di discussione riguarda lo schieramento delle vetture sulla griglia di Indianapolis. McLaren si assicurerà che la campagna Indy 500 del 2019 non venga portata avanti solamente da Alonso, procurandogli uno o più compagni di squadra. Ci sono numerosi piloti di esperienza ai quali si può guardare con interesse, in America, come il plurititolato NASCAR Tony Stewart (nome citato nell’ultima edizione del podcast di Pruett) così come nell’ambito dei campionati FIA. Dall’ingresso del padre di Nicholas Latifi nel corpo di azionisti della McLaren si è discusso sulla possibile entrata del pilota canadese nel programma IndyCar della squadra di Woking, qualora avesse preso forma. Attualmente Nicholas è impegnato con il team Dams in F2, ricoprendo inoltre il ruolo di test driver della Force India.

Come dimostrato, le opzioni non mancano, soprattutto se si tratta di un evento isolato, ma la priorità in questo momento è di incontrare e ufficializzare una partnership tecnica. Una volta risolta tale questione, si passerà alla line-up, per poi operare in un campo più pragmatico come i test o addirittura la partecipazione a una corsa previa per permettere al team neonato di esercitarsi e arrivare al 26 maggio con una buona dose di pratica alle spalle.

 

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Beatrice Zamuner

Mi chiamo Beatrice, ho 20 anni e faccio parte di F1World da 4 anni. Ho frequentato il Liceo Classico Franchetti a Mestre e ora studio lingue a Ca Foscari. Da un anno scrivo anche in inglese e attualmente scrivo e realizzo video per MotorLAT. L’interesse per la F1 è nato dalle vittorie di un giovane ma carismatico Fernando Alonso. Da grande vorrei diventare giornalista sportiva, perché ritengo che unire passione e professione sia la cosa migliore che un individuo possa attuare in tutta la propria vita.

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