DichiarazioniFormula 1

Masi ammette: “Non avrei fatto iniziare il Q3”

Il direttore di gara ha riflettuto sulla tardiva bandiera rossa che sabato avrebbe potuto evitare l’incidente di Norris

Criticato da molti, primo fra tutti da Vettel, per aver messo i piloti a rischio, Masi ha avuto tempo di rivedere le sue decisioni prese durante il Q3

Il Gran Premio del Belgio è stato oltremodo complicato. Quest’anno la pioggia ha reso il circuito di Spa-Francorchamps difficilmente praticabile per l’intero fine settimana. Provocando incidenti sia nella Formula 1 che nelle altre categorie minori. E il terribile impatto che ha riguardato Lando Norris durante il Q3 nella giornata del sabato ha subito messo in cattiva luce Michael Masi, il direttore di gara. Il quale sarebbe colpevole di non aver mostrato bandiera rossa prima dell’inizio dell’ultima sessione di qualifiche. Nonostante piloti come Sebastian Vettel l’avessero richiesta per le condizioni troppo pericolose del tracciato.

Intervistato la domenica sera al termine del GP, Masi ha ammesso che col senno di poi probabilmente non avrebbe dato inizio al Q3 in quel momento. Ha infatti dichiarato che, grazie al confronto con i vari piloti, ha potuto rendersi conto di quanto fossero critiche le condizioni del circuito: “Sabato sera ho parlato con un certo numero di piloti per avere un loro feedback, il che è stato molto costruttivo.“, ha affermato “E in base a quello che mi hanno detto, avendo sperimentato le condizioni di questo circuito e tutto il resto, col senno di poi probabilmente non saremmo partiti“.

MASI: “SONO IMPORTANTI I FEEDBACK DEI PILOTI”

Il direttore di gara è riuscito a comprendere la natura del suo errore grazie al confronto con i piloti. I quali lo hanno aiutato a gestire la situazione: “Il senno di poi è una cosa fantastica. Il suo lato positivo infatti è aver potuto ricevere i riscontri dei piloti che hanno girato su questo circuito in quelle condizioni. Perché ogni circuito è un po’ diverso. Dal modo in cui l’acqua esce, dal modo in cui reagiscono gli pneumatici, eccetera. Devi trattare tutto nel suo merito“.

Il motivo di quel tentennamento, stando alle parole dello stesso Masi, deriverebbe dalla difficoltà di adattarsi ai cambiamenti. Questi ultimi derivati dalle diverse condizioni metereologiche e di pista. Bisogna studiare ogni circostanza, e non esiste una soluzione valida per tutti gli scenari: “Penso che io impari da ogni singolo giorno. Mi hanno dato un importantissimo feedback su ciò che può e non può accadere. Il che ovviamente ha aiutato il mio processo per oggi [ndr. domenica]. Tutti quelli con cui ho parlato erano molto disposti a dire ‘questa è la finestra di ciò che possiamo e non possiamo fare’, e questo è stato estremamente utile“.

E sarebbe questo il motivo per cui i team radio dei piloti vengono presi tanto in considerazione dalla FIA: “Quello che abbiamo sempre fatto, e abbiamo incoraggiato i piloti a farlo durante i primi giri di formazione, è incentivare i piloti a darci un feedback via radio. Lo abbiamo fatto a Hockenheim nel 2019, e in Turchia nel 2020. Ovunque. Perché ovviamente è un feedback dal vivo da parte loro in quel momento di ciò che possono e non possono affrontare in base a quel particolare circuito“.

Alessia Verde

Di Napoli, classe 2002. Sono appassionata di letteratura e di teatro, e studio per poter specializzarmi in questi due campi. Con la Formula 1 e i motori è stato amore a prima vista. Tifosa della Rossa nonostante tutto, la Formula 1 è tra le cose che più mi emozionano al mondo. Ma ciò che mi emoziona di più è potervela raccontare.

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