DichiarazioniFormula 1

L’incubo Mercedes: ogni gara è ormai un’incognita

George Russell ha manifestato tutta la sua frustrazione nel parlare dei passi avanti (e indietro) fatti dalle Frecce d’Argento fino a oggi

In Mercedes qualche passo avanti è stato fatto, ma non pare sufficiente per giocarsela davvero

La grande solidità e continuità mostrata dal giovane pilota inglese, che fin qui è riuscito a piazzarsi sempre tra i primi cinque della griglia, mette un po’ in secondo piano le numerose difficoltà della Mercedes, che non ha iniziato la stagione come pensava. Dunque, a parte qualche sprazzo di reale competitività, la linea generale seguita dalla W13 è quella che porta abbastanza lontano gli uomini delle Frecce d’Argento dalle performance necessarie per impensierire seriamente i diretti rivali di Ferrari e Red Bull. Qualche passo in avanti è stato compiuto, senza dubbio, ma il livello attuale non è ancora sufficiente. La preoccupazione maggiore per i campioni del mondo in carica è proprio legata alla mancanza di costanza nell’arco delle settimane.

E’ ormai palese infatti che a Brackley non riescano del tutto a prevedere il comportamento delle monoposto nelle varie piste del calendario. Un’incertezza che sta diventando un vero tarlo. Russell non si è lasciato sfuggire qualche parole di sconforto a riguardo, nonostante i soddisfacenti risultati sin qui ottenuti.

Incubo Mercedes: Russell mette le mani avanti

Il numero 63 di casa Mercedes è proiettato su Silverstone, prossima tappa del mondiale e casa delle Frecce d’Argento. Quali sono le aspettative? Potremo effettivamente assistere a una “rinascita” tecnica? “Mi piacerebbe pensare che la natura ad alta velocità della pista si adatti maggiormente a noi, ma non ci sono garanzie. Ogni circuito su cui siamo stati ci ha gettato nell’ignoto“, ha spiegato George a MotorsportWeek, “Affrontiamo problemi diversi ad ogni gara a cui andiamo. Mi piacerebbe pensare che saremo più competitivi, ma non lo so“.

Gli anglo-tedeschi assicurano che non è facile per loro trovare una quadra e hanno spiegato che, anche con configurazioni differenti, non ottengono i risultati sperati: “Risolviamo un problema e cadiamo in un’altra trappola. Abbiamo gareggiato con la vettura più alta, poi più bassa, e le prestazioni non sono migliorate né peggiorate. Quando corri più alto hai effetti di un certo tipo, quando sei in basso ne hai di diversi. Non sembra esserci nessun punto a nostro favore al momento; è un qualcosa di davvero difficile da superare“, ha poi concluso.

Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, ho una Laurea Triennale in Lingue Straniere e una Laurea Magistrale in Linguistica, entrambe conseguite nella Capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, spazio, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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