IntervisteScuderia Ferrari Club

La voce dei Ferrari Club: SFC Catanzaro

F1world ha avuto il piacere di intervistare Mimmo Tiriolo, il presidente del club del capoluogo calabrese, attivo sul territorio dal 1985

ATTIVO SUL TERRITORIO DAL 1985, LO SCUDERIA FERRARI CLUB DI CATANZARO CONIUGA LA PASSIONE PER IL CAVALLINO CON L’IMPEGNO SOCIALE

La passione per la Ferrari è un qualcosa di inspiegabile che va oltre il semplice tifo sportivo. E’ pura emozione per la gloriosa storia, speranza per il futuro, ma anche orgoglio per il Made in Italy. Sotto lo stemma del Cavallino Rampante vi sono persone di tutte le età e interessi unite da una passione implacabile. Passione non soltanto dettata dal noto passato della Scuderia Ferrari in Formula 1, ma anche nell’intero Motorsport. Gli Scuderia Ferrari Club offrono le migliori occasioni per poter condividere tale passione, e noi di F1world abbiamo avuto il piacere di intervistare il presidente del Club di Catanzaro, Mimmo Tiriolo.

Quando è nato il vostro sodalizio?

“Il Ferrari Club di Catanzaro è nato nel 1985 e da allora è sempre stato attivo. Nel 1995 il club è uscito dal circuito ufficiale Ferrari per le nuove norme statutarie e la riforma dei club voluta dalla stessa Ferrari. Ma nel 2013 siamo poi rientrati nei Club ufficiali Ferrari come Scuderia Ferrari Club Catanzaro. In questi ultimi anni il club si è collocato sempre nei primi dieci club al mondo per numero di iscritti. Nel 2016 il club ha infatti ricevuto il Premio Best Performance come club con più crescita. Tale premio ci è stato conferito a Maranello nella sala rossa, direttamente dalle mani di Massimo Rivola, ex Direttore Sportivo Ferrari, attualmente AD Aprilia. Nel 2021 il club ha chiuso al quarto posto mondiale”.

Quali sono le vostre attività e come siete organizzati?

“Tantissimi sono gli eventi e le attività che il club effettua durante ogni anno: ritrovi, attività e gite sociali, ma anche premi sportivi. Tra questi vi è l’organizzazione del Premio alla Carriera, che ha come ultimi due premiati in piena pandemia l’ing. Nicola Materazzi nel 2020 e l’ing. Mauro Forghieri nel 2021″.

Qual è stata la miglior giornata a livello di club che ricordate con più emozione?

“Le giornate che ricordiamo con grande emozione sono quelle relative agli incontri con i piloti e le Finali Mondiali, ma anche le giornate dedicate al sociale. In particolar modo quelle dove come protagonisti vi sono i bambini”.

L’IMPEGNO SOCIALE COME FULCRO DI TUTTO

Presente e attivo anche su diversi social, lo Scuderia Ferrari Club di Catanzaro ha un account su Facebook, Twitter, Instagram, Youtube e Tumblr. L’obiettivo del club del capoluogo calabrese è quello di coniugare la passione per il Cavallino Rampante con la solidarietà, affiancando così al brand più conosciuto al mondo un concetto di impegno sociale.

Ciò ha permesso al Ferrari Club di raccogliere fondi in favore di associazioni come: Fondazione Casa del Sollievo Natuzza Evolo, Paravati VV; Centro Onco Ematologico Pediatrico di Catanzaro; Associazione Ematologica UNITALCA, Lamezia Terme CZ; Associazione Nazionale Famiglie SMA, Centro Pediatrico Pugliese/Ciaccio, Catanzaro; ACMO Associazione Calabresi Malati Oncologici, Catanzaro; AIRC “Fondazione ricerca sul cancro” e tante altre.

Ripensando a tutto quello che avete costruito come club, in futuro cosa vi piacerebbe realizzare che non avete ancora potuto fare?

“Negli anni abbiamo fatto tanto e tanto ancora dobbiamo fare. Siamo stati in Italia e all’estero con tante vetture al seguito, ma quello che da tanto tempo sogno è un Coast to Coast in Calabria”.

Quali sono i prossimi appuntamenti che vi vedranno protagonisti?

“Sicuramente il 15esimo Meeting Ferrari in Calabria e il 14esimo Memorial “Luca Zerilli”, oltre al prossimo Premio alla Carriera che sarà conferito a un grande personaggio del Motorsport e che al momento tengo top secret”.

L’INCONTRO CON IL DRAKE E LA “FERRARITE”

La Ferrari ha compiuto 75 anni quest’anno. Ci può raccontare un aneddoto oppure un ricordo a cui è particolarmente legato?

“Sicuramente il ricordo più bello è l’incontro con l’ing. Enzo Ferrari, quando io ero ancora un ragazzino. Il Drake era a Maranello fuori dal suo ristorante “Il Cavallino” e io gli ho donato un quadro. La cosa che ricordo con grande emozione è che a pochi giorni da quell’incontro, l’ing. Ferrari mi ha inviato una lettera di ringraziamento per il dono”.

Cosa rappresenta per Lei la Ferrari?

“Per me la Ferrari è passione, una malattia, che io definisco “Ferrarite” dove ci sono tantissime gioie e anche qualche dolore, ma la Ferrari come dico io, non si discute si ama”.

Oltre alla passione per la Ferrari, cosa vi ha spinto a fondare il club e con quali ideali portate avanti il sodalizio?

“Oltre alla passione che ovviamente è la prima cosa, l’idea è nata quando vidi per la prima volta gareggiare Gilles Villeneuve che considero un mito, così come lo è anche Michael Schumacher. Ma la cosa principale è quella di condividere appunto una passione“.

In queste prime gare la Ferrari ha mostrato una forma smagliante e sembra essere la designata per la conquista dell’iridato. Quali sono le sue sensazioni e aspettative a riguardo?

“Diciamo che era da un po’ che aspettavo che la Ferrari tornasse dove solo lei può stare, cioè al vertice. Effettivamente abbiamo due grandi piloti con una grande vettura e tali ingredienti solitamente portano a ottenere il mondiale, almeno così si spera”.

Arrivare a Imola come favorita può essere un’arma a doppio taglio per il Cavallino Rampante? L’ansia da prestazione potrebbe giocare brutti scherzi?

“Arrivare a Imola come favoriti non è bello, ma effettivamente al momento lo siamo, quindi speriamo bene sia per il pubblico che per la Ferrari e l’Italia stessa”.

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