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La voce dei fan: «Fernando Alonso, la decisione presa è stata la migliore»

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Come è già successo in ben altre occasioni, anche oggi abbiamo voluto pubblicare una lettera di un appassionato che ci è arrivata attraverso la nostra casella e-mail. A differenza di molti fans, che si sono mostrati amareggiati e delusi dalla decisione di Fernando Alonso di aver lasciato la Ferrari, c’è anche chi accoglie positivamente questa nuova avventura. Definirla lettera, è forse sbagliato, perché più che una lettera, nel vero senso della parola è una piccola analisi personale che ci ha voluto regalare Marcello Cencio, 32enne appassionato di Formula 1, alonsista nel DNA ma non ferrarista, come ci ha scritto.

I veri campioni non riescono mai a rimanere indifferenti al grande pubblico. Velocità, forza mentale, esperienza, tecnica. Si vede chiaramente la differenza tra un pilota bravo e un campione. Ma un campione si vede anche sull’impatto che ha sugli appassionati: si loda, si ama, viene odiato, invidiato. Non sono cose dette qui e la, è tutto vero. Guardate i vari Lauda, Prost, Senna, Schumacher, Alonso. Si, proprio di Fernando Alonso voglio parlare. Fin dal primo momento in cui ho iniziato a seguire la Formula 1 (sarà stato l’89 o il ’90) ho sempre tifato il pilota non la scuderia. Chi tifa la squadra va come i cavalli, col paraocchi: un pilota è un brocco finché non viene a correre per il team che hai nel cuore; nel momento stesso che se ne va, è un traditore. Mi sono innamorato di Prost, dopo il suo ritiro, a fine 1993, ho continuato a vedere la Formula 1 ma senza tifare effettivamente un pilota. Con questo non sto dicendo che i vari Senna o Schumacher fossero delle mezze cartucce, semplicemente nella loro estrema classe, non mi sono entrati nel cuore. Sono tornato a vivere la Formula 1, da tifoso, nel 2001, grazie a Fernando Alonso.

La settimana scorsa si è amaramente conclusa quella che in molti hanno raccontato come una delle più belle storie d’amore della Formula 1 moderna. Per me no, per me sono stati 5 anni di sogni di gloria svaniti iniziati in quella disperata rincorsa mondiale, ad Abu Dhabi, nel 2010. 5 anni in cui si è riusciti a portare a casa appena 11 vittorie, lo stesso che ha portato a casa Massa in 8 anni di Ferrari, e non di certo per colpe ‘dello spagnolo’, come viene additato. Diciamoci la verità, soprattutto nei giorni seguenti, quando ho visto i soliti noti, ferraristi, non tifosi a caso, iniziare a dare del mercenario a Fernando, è aumentata la mia convinzione: sono veramente felice della fine del rapporto tra Fernando e la Ferrari. Il colore che indossa, che sia blu, rosso, verde, grigio o bianco, mi risulta ininfluente. A me, come a tantissimi altri suoi veri tifosi, l’unica cosa che interessa è vederlo sul gradino più alto del podio con la coppa del vincitore e in Ferrari hanno dimostrato di non poterlo mettere in questa situazione. Anni di studi su macchine che si sono rivelati fallimenti a causa di una Galleria del Vento ormai superata, studi a un motore ibrido, che avrebbe dovuto essere il punto di forza della F14T e invece, oltre all’aerodinamica, era la sua più grande debolezza.

Brazilian Grand Prix, Interlagos 6 - 9 November 2014
Quando le cose vanno bene, tifosi dei pilota e della scuderia per la quale corre, a loro volta corrono, mano nella mano. Quando le cose vanno male il filo si spezza e iniziano a guardarsi come se, fino al quel momento, fossero stati dei completi estranei. Ben venga questa aria nuova e questo nuovo capitolo. Non voglio discutere sul futuro della Ferrari, non mi interessa, ma, in base ai dati di oggi, la decisione presa da Fernando è stata la migliore. Si, perché quando disponi del migliore pilota della griglia di partenza non puoi obbligarlo, su 5 stagioni, ad essere in 2 di queste vice campione del mondo come miglior risultato. Non puoi. Tutte le speranze di fine 2009 e l’inizio del 2010, indubbiamente alzarono le mie prospettive. Dopo due anni di supplizio in Renault, in Bahrain si vince la prima gara e, facendo un balzo fino alla Corea, il Mondiale, sembrava davvero nelle sue mani, inespugnabile come una fortezza difesa da centinaia di militari. Dal 2011, ogni stagione è sempre stata più sofferta, a ogni anno la Ferrari mostrava tutte le sue debolezze e le vittorie che ne sono arrivate, ahimè poche, hanno mostrato essere frutto di un talento impressionante, fuori dal comune. Hanno mostrato, ampiamente, chi è stato l’uomo che ha tenuto a galla una zattera che si trovava a navigare contro dei transatlantici. Poche storie: quando disponi del miglior pilota sulla griglia e non riesci a fornirgli un mezzo per lottare alla pari con i suoi avversari, meriti di perderlo, meriti che quest’ultimo scappi e non puoi biasimarlo. Allo stesso modo i tifosi: non puoi sempre incolpare il pilota, un pilota che ci ha messo il cuore, quando invece quella manchevole è la squadra.

 

Tutti gli appassionati che stanno dando del mercenario e del traditore ad Alonso, se ne renderanno presto conto di quello che hanno perso. Ma poi, ad atteggiamenti del genere ci siamo abituati: è successo anche con Schumacher. Quando nel 1995 venne annunciato che sarebbe arrivato in Ferrari, per i Rossi era il demonio in persona, il vile ‘servetto’ di Flavio Briatore. Strano che poi è bastata una vittoria per inserirlo in automatico nell’Olimpo degli Dei. Ha vinto 5 mondiali a Maranello, ha preso parte ai 6 successi nel Costruttori e poi, è bastato il ritorno, ma in un’altra Scuderia, per relegarlo a traditore. Basta parlare di Ferrari. Per il mio pilota si apre un nuovo capitolo. Ripartirà da una McLaren nuova che nulla ha che vedere con quella del 2007: Fernando ha scelto la McLaren-Honda non per i soldi (visto che in Ferrari non è che ne prendesse pochi e visto che non è uno che ne ha poi così bisogno) ma per voglia di tornare a vincere, va in McLaren-Honda spinto da una tradizione motoristica, spinto dall’innovazione e dalle ambizioni dei motoristi che lo hanno sempre detto: torniamo in Formula 1 non per fare numero. Fernando Alonso torna in McLaren per vincere.

L’inverno per me trascorrerà sul filo del rasoio pieno di buone speranze, ancora una volta, per questa nuova avventura che deve iniziare. Sarà durissima, ma lo ha scritto anche il mio pilota: lo mejor está por llegar, il meglio sta per arrivare. Ci credo, come ci credono tutti i suoi tifosi!

Marcello Cencio

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

2 Commenti

  1. Complimenti per l’articolo!
    Sottoscrivo tutto!
    Mi fanno arrabbiare, me già me l’aspettavo, certi commenti imbecilli sui vari siti sportivi (in primis quella rosa) di “tifosi” ferraristi che stanno scrivendo di tutto su Fernando. Dal sopravvalutato al poco “uomo” (che poi mi spiegano cosa vuol dire), al venduto, all’antipatico, “mela marcia” della Ferrari, ecc, ecc… Una volta andato via della loro squadra preferita, dico loro perchè non certo mia, di colpo è odiato. E indovinate cosa? Il “nemico” Vettel ora è un idolo. Non allungo più di tanto ma dico due verità, una su di me e uno sui fans della Rossa di Maranello:
    1. Non ho MAI tifato la squadra/macchina, ma ho SEMPRE tifato il pilota. Per questo sono fan di Alonso dal 2004;
    2. I “tifosi” Ferrari, non saprei se tutti ma una gran maggioranza, sono ridicoli. Vedono solo rosso.

    Un cordiale saluto da un fan e concittadino di Fernando,
    Tonio Rosales

    ¡Puxa Alonso!

  2. Concordo! Anche io tifo il pilota (Jean Alesi ed ora Alonso). e non mi importa su che macchina corra!

    Senza Alonso in questi 5 anni la ferrari sarebbe stata a lottare con scuderie come Sauber e Force India…..Alonso ha corso con una macchina scarsissima e se per 2 volte ha lottato per il mondiale fino all’ultima gara è solo merito del SUO talento!

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