Formula 1Tecnica F1

La sfida tra tecnici nel 2021 – II parte

“Botte di santa ragione” anche nella seconda parte della stagione. Con soluzioni tecniche veramente estreme

Il recupero autunnale: uno sforzo encomiabile dei tecnici di Brackley per riequilibrare una sfida sempre più ardua

Dopo le disfatte di Austin e Città del Messico il mondiale sembrava indirizzato verso l’Olanda in maniera definitiva. E’ stato in questo periodo che la Mercedes ha veramente raschiato il fondo del barile, introducendo soluzioni estreme, frutto di ricerca, genialità e un bel po’ di “impertinenza”. L’apice lo si è raggiunto col Gran Premio del Brasile, in cui Hamilton ha cambiato il motore e sciorinato tra Sprint Race e Gran Premio della domenica una delle prestazioni più impressionanti dell’intera carriera.

Ad aiutarlo una vettura ben diversa da quella vista appena poche settimane prima. La W12 era diventata tutta a un tratto un vero missile in rettilineo, grazie ad alcuni interventi tecnici volti ad invertire l’inerzia della sfida. Innanzitutto il plenum raffreddato: il motore Mercedes, grazie ad un’adeguata forma dei condotti di aspirazione dell’aria, funzionava con aria più densa, permettendo di sviluppare più potenza. Una soluzione molto al limite, che sfruttava una lacuna regolamentare circa il punto preciso dove misurare la temperatura in ingresso.

Sfida tecnici
© mercedesamgf1.com

Poi l’alettone posteriore “flessibile”. E’ proprio di Interlagos la penalizzazione per l’ala al retrotreno troppo aperta, sia in normali condizioni di marcia sia all’apertura del DRS. Una soluzione subito vietata ma indicativa della volontà dei tecnici di Wolff di andare fino all’estremo limite del regolamento.

Infine il retrotreno abbassato, un vero e proprio azzardo grazie al quale si ponevano le condizioni per lo stallo del diffusore con conseguente incremento della velocità massima. Col rischio, peraltro, di perdere importanti punti di carico aerodinamico nelle curve medio-lente. Ma in quel momento per i tecnici della Mercedes il rischio accettabile era ben più alto del solito.

LE CARTE DELLA HONDA: BATTERIE CON ELETTROLITA ALLO STATO SOLIDO E TENSIONE MAGGIORATA

Nel frattempo alla Honda non erano stati a guardare. E’ dell’ultima parte della stagione l’adozione di una parte elettrica molto rinnovata, con l’utilizzo di una batteria di nuova concezione, capace di garantire un’erogazione prolungata della potenza elettrica. Una tecnologia che ha permesso al fornitore giapponese di colmare gran parte del gap nei confronti dell’avversario, non in termini di potenza massima ma di erogazione dell’energia elettrica.

Sfida tecnici
© mercedesamgf1.com

Quasi mai infatti, nemmeno nei rettilinei più lunghi, la Red Bull ha subito quei fenomeni di “clipping” alla fine degli allunghi frequenti per altre scuderie. La stessa soluzione è stata adottata anche dalla Ferrari, con benefici evidenti. Si è trattato probabilmente dell’ultimo “regalo” del fornitore giapponese alla Red Bull, che dal prossimo anno si troverà comunque dei propulsori tecnologicamente molto avanzati e teoricamente competitivi.

IL BILANCIO FINALE IN VISTA DEL PROSSIMO ANNO

Una sfida all’ultimo sangue, dunque, quella vista nel 2021 tra i tecnici di Mercedes e Red Bull. Chi ne esce vincitore? A dire il vero le due vetture, pur conservando caratteristiche ben distinte, sembrano ancora molto vicine. Potentissima la Mercedes, ma con un bilanciamento più difficile da ottenere e una certa difficoltà nello sfruttamento delle gomme morbide.

Sfida tecnici
© redbull.com

Un vero e proprio capolavoro invece il telaio progettato da Newey, che va un po’ in difficoltà (accentuato sottosterzo) con gomme dure e temperature basse. Però riesce, soprattutto in trazione, a compensare un certo gap di potenza massima della Power Unit. Sfida che si chiude alla pari, dunque? A grandi linee sì, anche se la RB16B è parsa più costante e competitiva su tutto l’arco della stagione.

Quel che è sicuro è che nel 2022 ci aspetta una competizione negli uffici tecnici ancora una volta esasperata. Si spera di pari livello di quella di quest’anno, magari con l’inserimento di altre scuderie. A Maranello fischiano le orecchie?

David Bianucci

Mi chiamo David Bianucci, nato a Prato ma trasferito per amore e lavoro sui colli Euganei in provincia di Padova. Sono uno sportivo a livelli di fanatismo, ho praticato la pallanuoto per vent'anni e ora faccio i campionati di nuoto Master. Ma le sensazioni più forti me le ha sempre regalate la Formula 1, sin da quando a nove anni ho visto il Gran Premio di San Marino del 1981. Sono seguite sveglie notturne per vedere i gran premi asiatici, autentiche fortune spese in riviste specializzate, giornate tra le frasche del Mugello per guardare girare di nascosto Michael Schumacher. Essere diventato nel frattempo Ingegnere Meccanico non ha migliorato la cosa... Scrivo perchè non posso fare niente per evitarlo.

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