2019Formula 1

La Formula 1 progredisce, ma solo nella tecnologia

Il Circus fa continui progressi in campo tecnologico, ma utilizza ancora un metodo rudimentale come la sepiolite per le perdite d’olio

La Formula 1 fa sempre di più progressi per quanto riguarda la tecnologia. Invece per una perdita d’olio da una monoposto in pista, viene utilizzato qualcosa di rudimentale come la sepiolite. Il direttore di gara di Formula 1, Michael Masi, afferma che questo è comunque il modo migliore per risolvere il problema, sottolineando l’importanza di agire immediatamente in caso si verifichi una perdita d’olio da una vettura mentre è in pista. Pertanto, il direttore di gara del Circus ha assicurato che non esista un metodo migliore della sepiolite.

“E’ una soluzione fantastica e funziona davvero bene, nonostante sembri così rudimentale. E’ qualcosa che è stato utilizzato in tutto il mondo per molto tempo. In questo momento non conosco altre soluzioni possibili”, ha così affermato a riguardo Masi, nelle dichiarazioni rilasciate al portale americano Motorsport.com. La controversia sull’uso della sepiolite è nata durante l’ultimo Gran Premio d’Ungheria. Sabato, al termine della gara di Formula 2, una delle monoposto ha lasciato una scia d’olio e i commissari hanno continuato a utilizzare la sepiolite, prima dell’inizio della terza sessione di prove libere della Formula 1. Masi insiste sul fatto che è stata fatta la cosa giusta e non c’erano alternative migliori.

“Sapevamo che i primi giri sarebbero stati un po’ polverosi, come abbiamo visto in TV, ma dopo, tutto si è stabilizzato. Perciò ritengo che questa sia la soluzione migliore e l’abbiamo visto chiaramente. Il giro di Lewis Hamilton è stato di due secondi più veloce, rispetto a quello effettuato il giorno precedente. La macchia è stata coperta, come mostrato nella sessione, e non si è verificato alcun incidente a causa di essa. Dopo un leggero scompiglio iniziale, le vetture poi sono state in grado di girare in totale normalità, quindi non ritengo che possa esserci un metodo alternativo migliore” ha così concluso.

Emanuela Aceto

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