Analisi della redazioneFormula 1Gran Premio Emilia Romagna

Imola, quante storie… ma che brutto senza pubblico. Ferrari in armonia

Sainz e Leclerc, obbiettivi comuni (per ora). Sul Santerno si corre di nuovo senza pubblico. Tetto agli stipendi? Giusto…

Inizia la settimana che ci porta a Imola e alle sue storie: gioie, lacrime, arrivi e partenze. Ma mancherà di nuovo il pubblico a gustarsi Lewis contro Max

Sono passati solo cinque mesi da quel primo novembre, che segnò il ritorno della Formula 1 a Imola con i semafori del via al GP dell’Emilia Romagna. Ci voleva il covid per farlo ritornare, ma come abbiamo riportato qui, l’assessore Penazzi lo vuol far diventare appuntamento fisso. Sarà per placare il rammarico di un pubblico costretto ancora una volta a vedersela in tv. Isolata tutta la zona, i curiosi quest’anno nemmeno ci proveranno a montare su furgoni e seggiolini per sbirciare. E viene solo da rattristarsi: la vera benzina, oltre a quelle che sono nelle monoposto, a Imola era proprio il pubblico.

PATRESE, SENNA E SCHUMI: STORIE DI IMOLA

Andò a sbattere alle Acque Minerali nel 1983, per l’infima gioia del pubblico ferrarista, che vide vincere Tambay. Poi, nel 1992, si riprese il maltolto, arrivando primo al traguardo. Quella di Riccardo Patrese è solo una delle mille favole imolesi, come quella del 2006, ultimo successo ferrarista e ultimo successo della carriera di Schumacher da quelle parti. Nel mezzo, il 1994, il week-end più nero di tutta la storia della Formula 1, che negli anni Settanta, a dire il vero, aveva solo da scegliere in quanto a lutti. Quel giorno se ne va Ayrton, e mille volte ne abbiamo parlato.

I botti di Berger e Alboreto, o di Piquet, sempre con una Williams, non avevano insegnato nulla. Al Tamburello, modificato già dal ’95, finiva una storia e forse un pezzo di questo sport. Già, il pubblico: quello traboccante che dormiva in tenda sin dal giovedì, con fornelli improvvisati e balle di fieno su cui appoggiarsi e dormire meglio. Lo vogliamo, lo rivogliamo. Nei prossimi anni. Per nuove storie da raccontare.

SERENITA’ FERRARI

Domenica si corre alle 15, su un circuito dove è sempre complicato superare e dove, dopo Hamilton, che ha scritto per la prima volta il suo nome su quella pista (dal 2007, quando l’inglese ha esordito, non si correva più lì), sarà Verstappen, fuori per un inciampo su un detrito lo scorso anno, a puntare al bottino pieno per annullare subito i 7 punti di ritardo sul rivale e far capire che questo Mondiale può essere davvero all’insegna della lotta tra i due giovanotti terribili. Seppur Lewis vada per i 37…

Scambio di carezze intanto fra i due piloti della Rossa. Iniziate già alla vigilia di questo Mondiale, irrobustite dalla buona gara in Bahrain. Nessuno partiva con scritto “prima guida” sulla fronte, e la battaglia è aperta. Ma sia dal punto di vista del lavoro di squadra che del comportamento in pista, la tranquillità interna, spesso minata lo scorso anno da una macchina impresentabile e dai nervi tesi tra Charles e Vettel. Il monegasco ha elogiato ancora le qualità dello spagnolo, ma mica si può cantare dopo una gara. La Ferrari è apparsa pronta sul giro secco, meno sul passo gara. Imola, per doveri patriottici e storici, è una pista dove, oltre al valore che sappiamo essere inferiore Red Bull e Mercedes sul passo lungo, un pilota vestito di rosso a Imola deve tirar fuori qualcosa in più.

A tener banco nei giorni scorsi è stata anche la questione stipendi. La crisi del 2009 e il covid in tempi recenti, hanno dato una bella mazzata a un mondo che prima di questi avvenimenti scoppiava di spese folli e vacche grasse, particolarmente nello sport. Ci sentiamo di concordare con Mark Brundle: almeno per gli stipendi ai piloti, serve un nuovo ragionamento. Resta il rammarico per quanto gli altri tagli abbiano rivoluzionato la Formula 1: niente test in pista, aerodinamica varia contenuta, sviluppi pure. Forse qui, invece, tirare una riga non fa male. In fondo, se la Formula 1 vuol apparire sempre più “sostenibile” in accordo con il suo voto alle cause sociali, ridurre gli stipendi pare qualcosa di sensato e coerente. E il budget cup, che siamo convinti abbia dettato legge anche su questo possibile cambiamento (30 milioni al massimo per i due piloti e le riserve), acquisisce sempre più centralità. Will see. Intanto, godiamoci Imola, storie e ricorsi. Anche senza gli attori non protagonisti, quelli che dormivano in tenda, magari con una bandiera rossa appesa fuori, in attesa di sentire i motori rombare.

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