Analisi della redazioneFormula 1Formula E

Il futuro della Formula 1 è davvero spacciato?

Qualifiche Sprint, griglie invertite, zavorre: i commissari sono alla ricerca di qualsiasi espediente pur di rendere il loro spettacolo nuovamente interessante

Sembra convinzione comune che la Regina del Motorsport possa presto perdere la sua corona. Ma è questo l’inevitabile declino della Formula 1?

Siamo ormai abituati ai futili tentativi di dare un nuovo volto al futuro della Formula 1. Rincorrendo il vano obiettivo di rendere la categoria regina delle corse automobilistiche più divertente, più emozionante. E dunque più economicamente fruttuosa. Perché sì, non possiamo certo negare che negli ultimi anni la massima formula abbia perso non poca parte del suo folto gruppo di appassionati. E che il dominio tecnologico Mercedes abbia gravato negativamente sulla competitività per la lotta al Mondiale.

Al tedio e all’insoddisfazione dei tifosi il quartier generale della Formula 1 cerca da anni rimedi. Inventando soluzioni sempre più ridicole per poter vincere il suo nemico maggiore: la pennichella della domenica pomeriggio. Ed è proprio questo il motivo per cui il nostro sport viene massacrato da proposte quali griglie invertite, zavorre sulle monoposto più veloci, e qualifiche sprint. O addirittura l’idea di invertire ogni fine settimana piloti e scuderie, facendo così diventare la massima formula un semplicissimo gioco delle sedie. Secondo il quale se oggi guidi una Mercedes, domani ti ritroverai dietro il volante di una Haas.

E la prova tangibile dell’inadeguatezza di tali soluzioni consiste proprio nel nuovo format provato a Silverstone e a Monza, con risultati a dir poco insoddisfacenti. Di fatto, la sprint race non va a costituire il mezzo per rendere ancora più imprevedibile ed emozionante il weekend di gara. Al contrario, non fa altro che dare al tifoso le stesse identiche e noiosissime immagini della domenica pomeriggio. E regalargli un altro riposino post pranzo.

PIU’ PILOTI, PIU’ COMPETIZIONE! O FORSE NO?

Tra le tante inefficienti proposte, forse una potrebbe davvero essere la chiave per salvare il futuro della Formula 1. Forse, permettere di far arrivare il numero di monoposto disponibili nel Circus a trenta, invece che soltanto venti, potrebbe davvero risolvere quello che è il reale problema della categoria regina: la mancanza di competizione. Trenta talentuosi piloti, quindici diverse scuderie, tanti differenti motori in pista. Insomma, è la soluzione giusta! E invece no. Ti rendi conto che sarebbero capaci di rendere inadeguata anche la più brillante delle soluzioni.

La proposta che Toto Wolff continua spesso a presentare, difatti, non prevede l’entrata di altre cinque squadre nel Circus. Ma di aumentare il numero di monoposto disponibili per ogni scuderia a tre vetture. Una tragedia! Perché sì, se si considerano gli attuali equilibri di potere in pista, gli unici due, o massimo tre, team dominanti avranno più possibilità di monopolizzare il podio. E anche gran parte della top 10! Certo, non sarebbe mica la prima volta che una scuderia corre con più di due monoposto.

Ma con le attuali condizioni che vigono nel nostro sport, questa sì che sarebbe la morte della Formula 1. Soltanto considerando i team minori, infatti, sviluppare una monoposto in più e assumere il personale che se ne occupi potrebbe recare un danno non indifferente alle loro casse. Con il risultato che dopo pochi anni queste scuderie potrebbero essere anche costrette a lasciare il Circus. Insomma, in questo modo l’egemonia delle solite due squadre invece di diminuire, aumenterebbe.

QUAL E’ LA GIUSTA FORMULA PER IL FUTURO?

Ma è uno solo lo scoglio più grande, la paura più forte concernente il futuro della Formula 1. In un ambiente pervaso, nel bene e nel male, dalla nostalgia del passato, con la delusione del presente che spinge sempre più tifosi a disinteressarsi di questo sport, la vera minaccia è rappresentata dal vero e proprio significato di futuro. Da una Formula 1 che, per adeguarsi alle esigenze sempre più importanti del nostro pianeta e del periodo storico che stiamo vivendo, abbandoni per sempre il carburante per passare a un motore 100% elettrico.

Perché sì, quello davvero sarebbe dissacrante. Come si può accettare di cambiare in toto il volto della Formula 1?! Quale danno possono recare, in proporzione a tutte le automobili del mondo, venti monoposto che girano in tondo per poche volte al mese? Quella sì che sarebbe la sconfitta del nostro sport… Ma se in realtà non fosse così? In fondo, uno dei tanti obiettivi della Formula 1 è sempre stato quello di rappresentare l’avanguardia tecnologica.

E guardando alla sua cugina già totalmente elettrica, la Formula E, la competizione in quel campo questa stagione è stata serratissima. Difatti, in un settore su cui le case automobilistiche hanno più volontà di investire è più probabile raggiungere un livello alto per diverse scuderie in griglia, e non soltanto per le solite due. Insomma, sarebbe ora di smetterla di cercare soluzioni ridicole per dare nuova vita alla massima formula. Ma lasciare per davvero che la Regina dell’automobilismo abbia un futuro. Comprendendo che, forse, è soltanto uno il futuro che ci si apre davanti.

 

Alessia Verde

Di Napoli, classe 2002. Sono appassionata di letteratura e di teatro, e studio per poter specializzarmi in questi due campi. Con la Formula 1 e i motori è stato amore a prima vista. Tifosa della Rossa nonostante tutto, la Formula 1 è tra le cose che più mi emozionano al mondo. Ma ciò che mi emoziona di più è potervela raccontare.

Altri articoli interessanti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button

Lascia il tuo contributo

Ciao, non vogliamo riempire il tuo monitor di pubblicità, ma questi banner ci aiutano a darvi contenuti di qualità. Se vedi questo messaggio perché hai attivo un sistema di AdBlock che elimina gli annunci pubblicitari.