2019

Honda vincente: il merito è dell’upgrade introdotto in Francia!

Yamamoto e Tanabe riflettono sull’upgrade che ha raddrizzato la stagione del costruttore nipponico

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Una partnership implica una sorta di arricchimento, ed è il caso di Red Bull e Honda. Dopo un prezioso anno di lavoro con la Toro Rosso, il costruttore nipponico ha abbracciato la filosofia di Milton Keynes, ammettendo nel corso del 2019 di aver cambiato il proprio approccio.

In Ungheria Honda ha riconosciuto di aver accantonato la propria filosofia conservativa a fronte di un aumento di potenza, dopo il debutto di successo della specifica numero 3 della sua power unit al Paul Ricard e in particolare dopo una ‘contromisura’ adottata per il round austriaco.

Capisco perché Max mette a confronto il GP di Francia e il GP d’Austria. -ha dichiarato il managing director di Honda Masashi Yamamoto- Abbiamo imparato molto dal Canada e dalla Francia, specialmente per quanto riguarda il caldo. Allora abbiamo messo a punto una contromisura prima di andare in Austria e ha funzionato molto bene.”

“Come dice Max, abbiamo imparato a spingere con il motore in determinate condizioni.”

Malgrado in termini di potenza il deficit di Honda rispetto a Mercedes e Ferrari sia ancora ampio, è necessario evidenziare come gli aggiustamenti attuati in Austria abbiano portato la power unit giapponese a guadagnare terreno su una Mercedes zoppicante. A Spielberg, infatti, i problemi di surriscaldamento della Mercedes hanno portato il team tedesco a limitare la potenza.

Parola d’ordine affidabilità

L’inarrestabile processo di sviluppo Honda in Austria è quindi stato fondamentale nel corso delle tappe estive, nonostante Tanabe sia del parere che all’affidabilità venga riservata la priorità assoluta.

Anche se abbiamo poca potenza, possiamo correre, mentre un problema di affidabilità non ci dà la possibilità di farlo. Per questo cerchiamo sempre il giusto equilibrio tra performance e affidabilità. Secondo me in primo luogo va garantito un certo livello di affidabilità, e poi si può procedere con la ricerca della prestazione. Altrimenti non riusciremmo a girare in pista, e sarebbe un grosso problema.”

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Beatrice Zamuner

Mi chiamo Beatrice, ho 20 anni e faccio parte di F1World da 4 anni. Ho frequentato il Liceo Classico Franchetti a Mestre e ora studio lingue a Ca Foscari. Da un anno scrivo anche in inglese e attualmente scrivo e realizzo video per MotorLAT. L’interesse per la F1 è nato dalle vittorie di un giovane ma carismatico Fernando Alonso. Da grande vorrei diventare giornalista sportiva, perché ritengo che unire passione e professione sia la cosa migliore che un individuo possa attuare in tutta la propria vita.

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