Analisi della redazioneGran Premio Australia

Gran premio d’Australia : chi sarà promosso e chi bocciato?

L’astinenza da weekend motoristici è giunta finalmente al capolinea, la Formula 1 è ricominciata questo fine settimana e tutti voi (me compreso) vi starete facendo la più classica delle domande : quali scuderie saranno promosse e quali bocciate dal primo gran premio della stagione? Rispondere non è cosa facile, sebbene sia possibile fare alcune previsioni considerando il grande gap prestazionale che separa i due top team (Mercedes e Ferrari) dal resto della griglia.

Partiamo innanzitutto dai test pre-stagionali che si sono svolti sul circuito di Montmelò. Si è scritto che la Mercedes non avrebbe forzato e che disporrebbe tuttora di un grande potenziale nascosto da utilizzare nel momento del bisogno. Personalmente non sono d’accordo con questa interpretazione, infatti mi sono fatto convinto che nelle giornate di test la Mercedes abbia preferito sottrarsi ad un possibile momentaneo confronto con la Ferrari, col fine ultimo di “studiare” da vicino l’avversario per vedere a quale livello sia arrivato. Ovviamente la scuderia con sede a Brackley non è rimasta a guardare nel frattempo, dedicando così tanta attenzione all’affidabilità e alla raccolta dati da mettere insieme in otto giorni tanti chilometri quanti se ne percorrono in più di venti gran premi. Tuttavia, il fatto che, a differenza della rossa di Maranello e di altri team, si siano sottratti all’utilizzo delle nuove mescole Pirelli Ultra-soft (le più prestazionali sul giro secco) mi fa supporre quanto detto precedentemente. Certo, tali mescole non saranno utilizzate prima di Montreal (sesto gran premio stagionale) ed il tracciato di Barcellona con l’elevata abrasività del suo asfalto poco si presta all’utilizzo di tale gommatura; ciò non toglie, però, che qualche giro da parte della stella d’argento con le Ultra-soft avrebbe fornito a tutti (a partire dalla Ferrari per arrivare fino a noi tifosi) un interessante riscontro circa il reale divario di prestazioni tra le due pretendenti al titolo.

Un giornalista inglese della BBC, Andrew Benson, ha rivelato lo scorso febbraio che la Power Unit Mercedes erogherebbe una potenza pari a circa 950 cavalli, una ventina in più rispetto a quella Ferrari, la quale si attesterebbe sui 930 cavalli. Questi valori, ritenuti attendibili da molti, unito all’articolo del regolamento tecnico che fissa la portata benzina a 100kg/h sopra i 10.500 giri di rotazione del propulsore (norma voluta ai suoi tempi proprio per evitare che si superassero i 1000 cavalli di potenza), fa sì che difficilmente ci si possa aspettare grandi salti prestazionali a livello motoristico nel corso di questa stagione. Gli unici incrementi di potenza potrebbero essere ottenuti aumentando la portata di carburante, ovvero trovando un modo per aggirare il regolamento (e alcune zone d’ombra ci sono), oppure attraverso un miglioramento dell’efficienza termica e del processo di combustione del motore stesso. Quest’ultima via, però, non è facile da percorrere poiché richiede lunghi studi, senza contare inoltre i limiti regolamentari dettati dal numero di gettoni a disposizione di ogni team per la stagione in corso ed il fatto che, a detta di Andy Cowell in persona (capo reparto motori del team Mercedes), la loro Power Unit avrebbe raggiunto un rendimento termico del 50%. Assumendo che ciò corrisponda al vero, se considerate che il motore endotermico (diesel) della vostra auto forse a malapena raggiunge il 30%, potete capire quanto alzare ulteriormente l’asticella delle prestazioni sia diventato difficile. E siccome tra Mercedes e Ferrari la differenza si aggirerebbe sulla ventina di cavalli, nutro i miei dubbi sul fatto che il team della stella d’argento sia in grado di infliggere distacchi “monstre” alla rossa. Il rovescio della medaglia di tutto ciò è che l’aerodinamica, la bontà del telaio e il corretto sfruttamento degli pneumatici torneranno prepotentemente nel 2016 ad essere fattori molto importanti nel determinare gli equilibri in pista.

Insomma, la speranza (e la previsione) è quella di assistere a distacchi più contenuti tra i due team in lizza per il mondiale. Questo perlomeno durante le gare, le qualifiche potrebbero sfuggire a questa interpretazione a causa dell’uso del cosiddetto “manettino”, in barba ai limiti di consumo. Con distacchi più umani lo sviluppo aerodinamico e la gestione ottimale dei pneumatici torneranno ad essere punti cruciali sui quali lavorare per “limare” quei decimi che separano i due contendenti, come dimostra l’affinamento di disegno del nuovo muso della W07.

Passando alle retrovie il team a cui prestare maggiore attenzione è senza ombra di dubbio la Red Bull, che in virtù delle sue qualità telaistiche e di una Power Unit marchiata Tag Heuer, ma Renault nell’animo, potrà sicuramente dire la sua in determinati gran premi dove il telaio e gli sforzi di trazione possono fare la differenza (Montecarlo, Singapore ed Ungheria, ad esempio). Questo poiché il motorista francese pare essersi dato parecchio da fare nel corso dell’inverno, tanto che il suo propulsore è accreditato di 900 cavalli.
Piacevoli sorprese potranno essere la Force India e la Toro Rosso (soprattutto i piloti di questi due team stuzzicano molto la mia fantasia), che dovrebbero giocarsela con una Williams sempre troppo “pasticciona” per ambire alla vittoria di cui tanto parlano da due anni a questa parte. Senza considerare tutti i limiti dettati dall’essere un team cliente.
Non sapendo cosa aspettarmi dalla Renault, un capitolo a parte, invece, merita la McLaren-Honda. I passi avanti ci sono sicuramente stati a livello motoristico, sia nell’affidabilità che nella prestazione, tuttavia il gap dalla posizione a cui questo duo ambisce (la vetta) è ancora davvero grande. I cavalli mancanti sarebbero circa 100, come denotano le velocità di punta ancora relativamente basse, ed a livello telaistico dubito siano al passo della Red Bull (ci andrei cauto su dichiarazioni tipo “abbiamo il miglior telaio). Ottimisticamente parlando, l’obiettivo primario per loro deve essere quello di entrare stabilmente nella top 10 al termine di ogni gara, giocandosi bene le strategie gomme e puntando forte sui due piloti talentuosissimi di cui dispongono.

P.s. Finita la parte seria posso buttarmi in un pronostico : sul podio prevedo solo piloti con la tuta grigia argentata e rossa, e non per forza una doppietta 1-2 da parte di un team.

Luca Stopelli

Ho 24 anni e sono uno studente di ingegneria meccanica. Appassionato di auto e motori seguo la F1 e il motorsport in tutte le sue declinazioni fin da quando ero piccolo.

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