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GP Ungheria 2019, le parole della conferenza stampa

Il weekend ungherese si è aperto con la conferenza stampa dei piloti, che tra i diversi argomenti ha toccato anche il tema spinoso dello spettacolo in pista

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Sul GP d’Ungheria si è finalmente alzato il sipario, anche se il circus è ancora reduce dalla spettacolare gara andata in scena lo scorso weekend sul circuito di Hockenheim.

La conferenza stampa, che ha visto come protagonisti Daniil Kvyat, Lance Stroll, Robert Kubica, Kevin Magnussen e Romain Grosjean, ha trattato alcuni dei temi caldi del momento.

Naturalmente, la conferenza non poteva non partire dai commenti alla gara di Germania, dato che al vaglio delle domande dei giornalisti sono stati posti alcuni dei suoi protagonisti.

Primo fra tutti proprio Kvyat, che domenica scorsa non solo è diventato padre, ma ha anche riportato la Toro Rosso sul podio, dopo un digiuno di ben 11 anni.

In Germania è stata una settimana speciale, è nata mia figlia e la gara è andata alla grande. Sono successe tante cose in 24 ore, sono molto felice. Sono andato subito in ospedale dopo la gara, non ho dormito molto. Subito dopo sono ripartito per l’Ungheria. È stato un risultato fantastico riportare la Toro Rosso sul podio dopo 11 anni: un’emozione unica tagliare il traguardo terzo”.

A punti, lo scorso weekend, ci sono andati anche Stroll e Kubica ed entrambi si sono detti molto contenti di aver messo da parte un bottino simile, che però ha riservato i suoi pro e contro.

Il polacco della Williams, infatti, ha ammesso di essere un pò deluso dal modo in cui la scuderia è riuscita ad aggiudicarsi il primo punto della stagione, favorito proprio dalla penalizzazione inferta alle due Alfa Romeo.

Tuttavia, anche in vista della prossima gara, il polacco ha ammesso che il distacco dagli altri team è ancora evidentemente troppo elevato e la possibilità di regalare una buona performance agli appassionati che saranno presenti sul tracciato ungherese si profila ancora un’impresa.

Il pilota della Racing Point, invece, ha dimostrato tutto il proprio entusiasmo per la quarta posizione conquistata, portando in primo piano la stretta battaglia che sta coinvolgendo i piloti del centro classifica.

Argomento che, inevitabilmente, ha fatto ricadere l’attenzione sul contatto tra i due piloti della Haas: l’ennesimo e, soprattutto, quello che ha fatto alzare la voce al team principal.

Ma a riguardo,  Grosjean e Magnussen si sono dimostrati d’accordo nell’affermare che si sia trattato di un episodio sfortunato, alimentato semplicemente dall’attenzione negativa sollevata dagli stessi giornalisti nei loro confronti.

Tanta sfortuna a Silverstone tra me e Kevin, ma il rapporto tra di noi è molto bello, ci telefoniamo spesso. Abbiamo la stessa macchina quindi è normale trovarsi spesso vicini in pista. Dobbiamo migliorare anche per il team, ma a me piace lavorare con Kevin”.

Di conseguenza, in vista del Gran Premio d’Ungheria, i due piloti Haas sembrano non voler modificare il loro stile di guida, ma si sono entrambi detti pronti a rispettare le decisioni della scuderia.

Tuttavia, Grosjean ha lanciato una frecciatina al suo team principal, sottolineando come il problema non sia strettamente legato al rapporto tra lui e Magnussen.

La delusione di Steiner? Non siamo in lotta per i primi posti, ma vogliamo avere una macchina veloce. Il team è tornato al telaio di Melbourne e ho dovuto ricominciare tutto. Il problema è la comprensione della macchina”.

Da qui, la conferenza si è spostata sul tema del futuro, andando a includere sia quello dei piloti che quello della stessa Formula 1, con particolare riferimento al 2020.

Tutti i piloti hanno espresso un’opinione pressoché analoga per quel che riguarda il nuovo regolamento e soprattutto i punti chiave relativi allo spettacolo in pista.

Tanti fattori devono essere messi insieme per lo spettacolo. Dalle gomme all’abbassamento del carico di rifornimento: i punti discussi sono stati tutti molto interessanti, abbiamo trovato un buon accordo”.

Queste le parole di Kvyat, che ha espresso fondamentalmente il punto di vista dei protagonisti della conferenza stampa, anche se Stroll ha voluto riportare alla luce una delle lamentele sollevate qualche settimana fa.

Secondo il pilota della Racing Point, infatti, l’idea di portare in pista macchine più leggere sarebbe ben distante dal rappresentare una soluzione per lo spettacolo in pista, che invece dovrebbe concentrarsi maggiormente sull’aerodinamica e sulla ridistribuzione dei soldi.

Per quanto riguarda invece il futuro dei piloti, i due diretti interessati sono stati Kvyat e Magnussen, entrambi però poco preoccupati per ciò che li attende nel 2020.

Il pilota della Toro Rosso, in particolare, è stato interrogato sulla possibilità di tornare in Red Bull, scuderia che lo aveva rimpiazzato con Max Verstappen.

Un’idea che sicuramente ha sfiorato la mente del pilota russo, che ha voglia di vincere e di salire sul podio altre volte, ma che al momento non rappresenta il suo focus principale, determinato a crescere e a rendere orgogliosa la scuderia che invece gli ha dato la possibilità di tornare in Formula 1.

Ultimo tema toccato, in un certo senso ancora legato allo spettacolo in pista, è stato il record del pit stop della Red Bull segnato durante lo scorso Gran Premio.

Tutti i piloti lo hanno descritto come qualcosa di “impressionante”, che rappresenta sicuramente un segnale per far capire agli avversari la crescita raggiunta dalla scuderia austriaca.

Un segnale da prendere come punto di riferimento anche per quel che riguarda le gare stesse e la possibilità di renderle ancora più avvincenti, andando a interessare il Gran Premio in tutti i suoi aspetti.

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Anna Vialetto

Mi chiamo Anna, ho 25 anni, laureata in Comunicazione e laureanda in Web Marketing & Digital Communication. Sogno un futuro nel mondo dell'automotive, a stretto contatto con quella che è in assoluto la mia passione più grande. Sono decisa, determinata, curiosa: amo imparare e sono sempre alla ricerca di nuove sfide. La passione per la Formula 1 è iniziata circa durante gli ultimi anni dell’era Schumacher in Ferrari e, da quel momento, non mi ha più abbandonata. Il rombo dei motori, i sorpassi all’ultimo, la velocità sono tutti elementi che mi tengono incollata allo schermo e mi fanno venire la pelle d’oca.

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