2018

Formula 1 | Vandoorne: “Sono il futuro della McLaren”

L’inizio stagione del belga è stato deludente, ma Stoffel non perde la fiducia e sente che il suo rapporto con la McLaren durerà ancora a lungo

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Stoffel Vandoorne non è stato certo protagonista di un avvio di stagione esaltante, esponendolo ora alle critiche dei più e senza avere ancora nessuna certezza per il futuro.

In effetti a ben guardare i numeri il confronto col titolato compagno di squadra Alonso sembra impietoso: il belga ha totalizzato in classifica generale solo 8 punti, contro i 32 di Fernando; anche in qualifica è partito 6 volte su 6 dietro all’asturiano.

C’è chi difende Vandoorne, in particolare Toto Wolff che ha dichiarato alla tv belga: “Per me il discorso riguardante Stoffel è piuttosto semplice, è uno dei piloti più talentuosi in griglia. Ha battuto chiunque in GP2 e quando è arrivato in F1 tante persone dicevano che era il nuovo Senna. Aspettative e simili paragoni sono difficili per qualsiasi giovane pilota. Serve tempo. Bisogna dare a un pilota il tempo di macinare chilometri e imparare.

Lo stesso Vandoorne non intende mollare: “Mi concentro sulla mia performance, che ritengo sia più importante, voglio solo tirare fuori il meglio dalla mia auto. Ho un lungo accordo con la McLaren, quindi non sono preoccupato: un contratto di Formula 1 rimane un contratto di Formula 1.

“La squadra ha piena fiducia in me, non sono affatto preoccupato, mi farò pronto il giorno in cui potrò davvero correre con un’auto competitiva”.

Penso di essere ancora il futuro della squadra, non vedo nessun altro“, ha insistito circa le voci che vorrebbero Lando Norris in Mclaren dal 2019.

“Voglio correre con una macchina al top il prima possibile per dimostrare quello che posso fare, ma non penso che ci vorrà molto tempo per la McLaren perchè ciò accada”, ha concluso il 26enne di Courtrai.

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Christian Caramia

Mi chiamo Christian e ho 27 anni, vivo a Martina Franca (Taranto). Appassionato fin da piccolo di Formula 1, da bambino i miei idoli erano Ayrton Senna e Jean Alesi. Sono cresciuto prima con Michael Schumacher e poi con Kimi Raikkonen. Grazie a loro sono qui a scrivere di questo magnifico sport.

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