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Formula 1 | Renault, sensazioni agrodolci dopo i primi test

Al miglior tempo complessivo stampato da Hulkenberg nella prima settimana di test fa da contraltare l’allarme affidabilità per la casa francese

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Il miglior tempo della quattro giorni di test stampato da Nico Hulkenberg – 1’17″393, ricorrendo alla mescola C5, la più prestazionale di tutte per il giro secco – non è sufficiente a far gridare al miracolo in casa Renault. Il team transalpino, chiamato quest’anno all’onore e l’onere di affidare a Daniel Ricciardo una vettura competitiva, paga infatti nuovamente problemi di affidabilità. Nella giornata di martedì, l’australiano è stato costretto a interrompere il programma per un’avaria (potenzialmente pericolosa, visto che l’ala si è staccata in pieno rettifilo) al DRS, mentre giovedì, poco dopo aver siglato il crono di riferimento, Hulkenberg ha accostato la sua RS19 a bordo pista per concludere lì la giornata. Il tedesco aveva accumulato solo 24 tornate che, sommate alle 34 messe insieme da Ricciardo la stessa mattina di giovedì, hanno portato al computo totale di 58. Un numero decisamente basso.

La casa transalpina sta preparando il 2019 con grandi ambizioni, ma i problemi di affidabilità e la performance ancora non sembrano in linea per stare coi primi tre. Fonti interne al paddock, infatti, annoverano le solite Ferrari, Red Bull e Mercedes (in quest’ordine) come i tre team di riferimento in termini di velocità. Ne è consapevole Hulkenberg, che guarda alla Red Bull come al bersaglio della Renault, visto che, almeno nelle previsioni, l’incognita del motore Honda potrebbe tarpare le ali alle RB15 (ma i riscontri dei primi test suggeriscono decisamente il contrario).

“La Red Bull è più rapida di noi – ha ammesso il tedesco, con un pizzico di amarezza – però ci piacerebbe sapere perché. Onestamente, non sono così turbato da questo. Prima di tutto, dobbiamo infatti guardare a noi stessi e concentrarci sul lavoro con la nostra macchina. Credo che a metà classifica sia tutto molto equilibrato, ma noi non ci accontenteremo di certo del quarto posto”.

A far ben sperare la coppia Renault è il passo mostrato nei run più lunghi, dove il comportamento della RS19 verso le gomme sembra promettente, visto che lo stesso Ricciardo, martedì, raccontava di poter replicare i tempi dei primi giri anche a fine stint. “La macchina mi dà buone sensazioni – ha proseguito Hulkenberg – Abbiamo già potuto recuperare i livelli di carico aerodinamico che teoricamente avremmo dovuto perdere con il nuovo regolamento in merito all’ala anteriore. Infatti le sensazioni sono le stesse dell’anno passato”.

Se Hulkenberg parla di una Renault dietro a Red Bull, più caute sono invece le dichiarazioni di Daniel Ricciardo, che ha chiuso il giovedì col miglior crono personale di 1’17″785 sempre su mescola C5. “Direi che dobbiamo rimandare qualsiasi previsione accurata alla prossima settimana – ha detto l’australiano – Adesso è difficile ipotizzare quali siano i valori in campo. Azzardando, mi giocherei i miei soldi sulla Ferrari, al momento. Sembrano loro la squadra più consistente, ma aspettiamo la prossima settimana per fare valutaizoni precise. Più o meno tutte le vetture sembrano messe bene. Abbiamo visto che in tanti hanno girato in 1’17”: ciò vuol dire che la curva 3 la fanno tutti in pieno e anche la 9. Un po’ tutti non ce la stiamo cavando male”.

Anche sul motore Renault è difficile dare giudizi definitivi: “Per ora è abbastanza simile all’anno scorso – ha spiegato Ricciardo – Non lo abbiamo spremuto al massimo, perché abbiamo impiegato una mappatura più conservativa. Sperimenteremo meglio il nostro potenziale la prossima settimana. La guidabilità è buona, ma solo la settimana prossima con le simulazioni di gara potremo capire di più. I tempi di adesso sono provvisori, c’è ancora da limare. Magari non un secondo, ma c’è ancora qualcosa che possiamo togliere. In generale, sta andando bene. Non abbiamo cercato la prestazione pura, ma ci siamo focalizzati sull’accumulare chilometri. Solo giovedì abbiamo seguito un programma differente, facendo dei run brevi. Poi ci siamo focalizzati sulle modifiche al set up e abbiamo visto che la macchina risponde bene quando cambiamo le regolazioni. Per ora i dati raccolti sono positivi”.

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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