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Formula 1 | Qualifiche GP di Gran Bretagna 2018, le pagelle

Gran bello show la Q3 delle qualifiche di Gran Bretagna 2018. Il solito Lewis, non con la solita Mercedes, contro la fortissima Ferrari

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Pagelle qualifiche da Silverstone. Questa è casa di Lewis Hamilton, e cosi è stato. Sua la pole position per il Gran Premio di Gran Bretagna, con dietro non il vuoto a guardare le due velocissime SF71H di Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen. Il mezzo vuoto a guardare come è finita l’altra W09 di Valtteri Bottas, il #77.

Piloti

Daniel Ricciardo – 5

L’australiano volante sembra non esserci più. Troppi decimi presi da Verstappen, dalla RB14 dal tre in doppia cifra. Qualcosa sembra cambiato nella sua mente, nella fattispecie dopo una sessione di mercato che non sarà andata come nei suoi di piani. Si, azzoppato da una vettura non in palla come la rossa e l’argentea, ma da epoche immemori il primo avversario è il pilota con la stessa vettura. Un trend in qualifica comunque generalizzato, abbastanza grave per il morale. Per la sua proverbiale tenacia mentale. Disperso.

Max Verstappen – 8

Max, sempre il solito del 2018. Erroraccio nelle libere, sempre lì a costringere agli extra i meccanici di Milton Keynes. Sempre lì a bastonare un Ricciardo all’apparenza piu sottotono del solito. Un computer quando c’è da fare i giri che contano, quelli buoni per tenersi in finestra vittoria come accaduto in Austria. Un avvoltoio indomabile, anche quando la macchina le busca sulla pista di Gran Bretagna. Quella pista da efficienza, ma dalla caratteristica immutata nel tempo della velocità. Della qualità di propulsione, il lamento continuo di Max. Chiacchierone.

Valtteri Bottas – 6

Il gap è relativamente contenuto in termini cronometrici, relativamente i freddi numeri. Grandissimo in termini di significati, giusto per trovare l’ennesima riprova che a Brackley oltre un soldatino Valtteri non potrà mai essere. Mai pauroso, se non per il collega scandinavo in rosso, finitogli davanti e non di poco. Un Bottas che forse, forse non ama particolarmente queste Pirelli “ribassate”. In questo, il terzo indizio che sancisce la prova che in casa Mercedes queste nere particolari vanno più a nozze con il poleman di tutti i tempi. Ricacciato.

Kimi Raikkonen – 9

La pista di Silverstone è tanto amata da Kimi Raikkonen, e anche stavolta la conferma arriva dal weekend condotto sin qui. Sull’onda della gara gagliarda, forse troppo al Red Bull Ring, il finlandese di Espoo trova un minimo di continuità anche in Gran Bretagna. Un Raikkonen alla Vettel, quello dell’ultimo giro da leone, arrivato lì lì per mettersi nuovamente in prima fila come nel 2017. Sempre un pilota sublime quando in giornata, quando riesce a mettere sull’asfalto i suoi numeri, un po’ sbiaditi da tempo, pur sempre grossi. Accasato.

Sebastian Vettel – 9

Arriva a 44 millesimi dal master of pole position di Silverstone, scopre involontariamente le carte con un primo giro da Q3 alla Raikkonen. Non riesce nella sua più classiche delle imprese, la stessa del rivale per l’iride, quella di trovare qualcosina in giro per la pista nel run della verità. Un Vettel rabbuiato, con un taping lato destro del collo, abbastanza vistoso dopo il fastidio muscolare delle libere 3. Un comunque bell’andare di un pilota che di faville sul tracciato inglese ne ha sempre fatte, trovate ben poche. Coriaceo.

Lewis Hamilton – 10

È lui il Re di Gran Bretagna, su tutto e tutti, contemporanei e passati. Sesta pole in questa Silverstone super tecnica del nuovo millennio, in lotta con la sua annunciata dominatrice di vettura, con una rossa davvero fastidiosa. Un giro da The Hammer, trovato nel secondo settore, un fucsia che gli è valso la pole position sulla SF71H #5. La sua pista, il suo settore, un dato di fatto eloquente vista la fine fatta dall’altra grigia. Un pilota in sofferenza, impaurito da avversari che dovevano trovarsi molto piu lontani, pur sempre a capo dello schieramento. Divino.

Team

Red Bull – 6

La linea di galleggiamento viene mantenuta a stento, visto quanto vicina è arrivata una delle due Haas alla RB14 #3. Una Red Bull che non va avanti sui non impietosi rettilinei dell’ex aeroporto militare, una colpa da non spartire con il motorista. Forse la creatura di Newey non eccelle in assoluto in efficienza aerodinamica rispetto a Ferrari e Mercedes. Un dato sicuramente da contemplare, roba da oltre Renault, da Milton Keynes senza dubbi. La blue è una bellissima vettura, sofisticata solo a guardarla, ma è dietro. Anche quest’anno. Sofferente.

Ferrari – 9

Prestazione in blocco quella Ferrari, meglio, a posizioni invertite di quanto accaduto nella Gran Bretagna della passata stagione. Pronti a Maranello nel rispondere agli aggiornamenti austriaci della diretta rivale, della corazzata di Stoccarda. Meno blindata viste le noie tecniche accadute nell’ultima gara mondiale. La Ferrari resta li, conferma di tenere fortemente alle velleità iridate 2018, in palla sulla pista, oramai, del solo Lord di Stevenage. In pole ugualmente per una vittoria domenicale, di quelle molto importanti. Funambola.

Mercedes – 9

Non valeva la pole questa W09 aggiornata dell’Austria, proprio no. La verità sta sempre nel mezzo, e la posizione di un giro da pole normale della #44 l’avrebbe relegata dietro le due rivali dal vestito rosso. Salvata dalla tenacia del suo campione, tenuta in posizione di successo finale con tutti i dubbi annessi e connessi. Il bello della Formula 1 è sempre da scoprire, nonostante le indicazioni sfavorevoli di contesto suggerite per la gara dalla foresta della Stiria. Tutto da giocare, ci mancherebbe, ma la pole da tantissima forza. Aiutata.

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Gianluca Langella

Ingegnere Meccanico, operante come libero professionista nel mondo degli Impianti Tecnologici Civili ed Industriali. Innamorato di auto, e dall'arrivo di quel Tedesco nativo di Kerpen, votato alla causa Ferrari dal 1996. Un amore incondizionato per la F1, da me definita come "Lo Sport che risveglia i Talenti dell'uomo." Mi è mancato il coraggio di lasciare i miei natali per andare al Politecnico di Torino a studiare Ingegneria dell'Autoveicolo. Mi rimane la scelta di osservare, analizzare, godere e non, di tutto quanto offerto, di anno in anno, da questo beneamato sport motoristico. Mi resta un sogno nel cassetto, irrealizzato, da donare, eventualmente, ad un mio futuro figlio. Quello di vederlo diventare, un giorno, Ingegnere in Ferrari.

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