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Formula 1 | Qualifiche GP di Azerbaijan 2018, le pagelle

Ci si avvicina all’Europa, quella vera, e la tappa intermedia dell’Azerbaijan ha dato la gloria del sabato a Loria & Seb, nonostante un tracciato stancante, anomalo. Complicato da domare, pur non eccellendo in piacere di guida per i piloti. Una pistaccia, terreno di caccia di Bern Maylander, la domenica

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Pagelle qualifiche da Baku. Sebastian Vettel riesce a domare il circuito dell’Azerbaijan per la prima volta in carriera. La Loria va, senza se e senza ma, lo accompagna alla terza pole consecutiva in questo 2018. Kimi sgonfiato in un giro superfucsia alla curva del rettilineo per il paradiso del sabato azero. Nulla di concluso con Hamilton in prima fila.

Piloti

Kimi Raikkonen – 6

Un Kimi Raikkonen thrilling in queste qualifiche dell’Azerbaijan. Sempre bello, in forma, promettente, a tratti più costante del compagno di box. Litigioso con le Super Soft nella Q2, finito in un possibile baratro, pena un pass per la Q1 solo a mezzo sacrificio partenza su comoda scarpa rossa. Tant’è, smorto nel primo tentativo, magico fino alla curva che lancia le vetture sul lunghissimo rettilineo di partenza. Tutto fucsia, fin lì, a far crollare quell’imponente castello di Baku, fregato da un “colpetto” al posteriore della sua SF71H. Fine dei giochi, sesto era, confermato tale dalla bandiera a scacchi della sessione. Rognato?.

Max Verstappen – 7

Max stavolta le prende dal vicino di box, di pochissimo, di un soffio. Un ragazzo forse maturato, affetto da qualche retaggio negativo anche nelle libere su una pista insidiosissima. Un ragazzo sempre a suo agio nel giro da qualifica, capace di tenersi sempre ad alti livelli quando con il fiato sospeso. Una faccia più tesa, coi microfoni soprattutto, un tantino ingabbiato in uno status di giudizio sospeso. Forse, si spera, aver calato la maschera, in Cina, gli gioverà da questo Azerbaijan all’eternità. Osservato.

Daniel Ricciardo – 7

Anche Daniel Ricciardo, come il collega finlandese rosso, in Q2 bussa alle porte dell’eliminazione. Si salva per uno Stroll forte su questa pista, aiutato da cavalleria nuova Mercedes, finito dietro di appena un decimino. Quantomeno, stavolta, le suona in millesimi allo scomodo olandese volante, giusto per creargli un grattacapo in più, tanto per fungere da argine sui partenti davanti. Stava promettendo grandi cose la sua RB14, mancata anche nel T2 per una super Ferrari da qualifica. Un fantastico manico, sempre coscienzioso dei limiti del suo di mezzo. Ammanigliato.

Valtteri Bottas – 8

Valtteri(no) in Azerbaijan si conferma sull’onda delle ottime ultime due qualifiche. Presente, lì sul pezzo, con una W09 meno stellare del previsto. Per il momento un bel baluardo in quel di Stoccarda, dopo quello schianto australiano che lo poteva smontare mentalmente. Un pilota apparentemente migliorato nella gestione della pressione, che senza numeri da manuale rimane a galla al sabato. Una buona stella questa di Bottas in versione 2018, almeno per il momento. Pronto, lì a rompere nel paniere di Sebastian. Ancora una volta. Certezza.

Lewis Hamilton – 9

Il campione del mondo. Eccolo rientrare dalla pausa caffè cinese, lì a tentare di punzecchiare la sua ossessione di rosso vestita. Le prova tutte, deve arrendersi nel settore centrale, dove è costretto ad inchinarsi al cospetto del granitico castello affittato per il sabato da Maranello. Da tutto quello che ha, ma nel dritto, anche cercando centimetri di pista in qualche staccata. Si mette lì, al fianco di Vettel, per pregustare l’aria della prima fila, quella da lui tanto amata, poiché casa sua. Rialzato.

Sebastian Vettel – 9

Il #5 di Maranello deve ringraziare quel “colpetto” miracoloso patito dalla SF71H #7 alla curva di ingresso del rettilineo del traguardo. Senza lo quale nemmanco un vento monsonico in opposizione avrebbe potuto mantenergli la terza pole position consecutiva 2018. Compie un bel giro da qualifica, quale tappa di avvicinamento a qualcosa di più fantasmagorico mai arrivato col secondo tentativo. Un errore, grave, perfettamente descritto nelle sue interviste. Insomma una manna dal cielo, di nome Loria, che lo ha rivoluto in pole anche a Baku. Salvato.

Team

Red Bull – 7

La Red Bull continua ad abbaiare, tanto per non mordere mai in qualifica. Si, lo si è capito, la piaga è la scarsezza del Renault in riferimento al Ferrari e Mercedes. Un litemotiv che inizia un tantino a stancare, anche per ovvia mancanza di alternativa propulsiva. Un atteggiamento sottile, di accusa al blasone della losanga, senza il quale, però, sarebbero costretti a mangiare tutt’altro tipo di polveri. Un T2 perso a serbatoi scarichi, ceduto per manifesta inferiorità, anche per quota parte di mezzo. Standard.

Mercedes – 9

Toto Wolff non mostra una bella cera dopo la prestazione della W09 con compound rosso alla fine del Q2. Spiegato il motivo, da una pioggia di fucsia caduti, per fortuna a casaccio, ad opera delle due SF71H. Una prestazione di squadra, bella solida, a sfruttare più del possibile avuto dal Bahrain, dalla Cina. Tutto sommato una gran qualifica, di rintuzzo, di attesa. Un primo passo per intentare il colpaccio domenicale, con una sola rossa da palleggiare, da battere. Ottime probabilità, qualora il ritmo gara della capricciosa W09 si dimostri all’altezza di quello della rivale. Sorniona.

Ferrari – 10

Se anche sull’anomala pista dell’Azerbaijan la SF71H sembra capace di andare che un meraviglia, allora le gare bisogna non perderle più. Serve onorare questa bella prestazione in qualifica anche di domenica, serve questa vittoria come il pane, dopo gli intoppi cinesi. Nulla al caso, anche per la ingombrante presenza di due macchie argentee, con l’altra di rossa persa in terza fila. Serve una buona giornata, una grande partenza, un acume molto sviluppato nel comparto strategie. Il ritmo sembra debba essere di quelli buoni, di quelli da sabato delle qualifiche. Occorre un ennesimo grande sforzo di tutta la Ferrari. Imbattibile.

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Gianluca Langella

Ingegnere Meccanico, operante come libero professionista nel mondo degli Impianti Tecnologici Civili ed Industriali. Innamorato di auto, e dall'arrivo di quel Tedesco nativo di Kerpen, votato alla causa Ferrari dal 1996. Un amore incondizionato per la F1, da me definita come "Lo Sport che risveglia i Talenti dell'uomo." Mi è mancato il coraggio di lasciare i miei natali per andare al Politecnico di Torino a studiare Ingegneria dell'Autoveicolo. Mi rimane la scelta di osservare, analizzare, godere e non, di tutto quanto offerto, di anno in anno, da questo beneamato sport motoristico. Mi resta un sogno nel cassetto, irrealizzato, da donare, eventualmente, ad un mio futuro figlio. Quello di vederlo diventare, un giorno, Ingegnere in Ferrari.

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