DichiarazioniFormula 1

Formula 1: Pirelli parla delle difficoltà nell’avvio di stagione

Mario Isola e il suo Team dovranno risolvere numerosi problemi organizzativi in seguito allo stop forzato causato dall’epidemia di Coronavirus

Mario Isola, responsabile del Motorsport Pirelli, ha  parlato delle difficoltà nel rimettere in funzione il grande motore del Circus: prima tra tutte, quella legata alla limitazione e all’evitamento del contagio dello staff

A causa dell’epidemia di Coronavirus e dello stallo forzato della Formula 1, l’intera stagione 2020 si è trasformata in un work in progress. Nessuno infatti può prevedere quali saranno le reali conseguenze di uno stop di simile portata.  Tra bilanci in rosso, contratti in scadenza e concrete difficoltà logistiche, a oggi, la prima gara della stagione è fissata per il 5 luglio, sul tracciato austriaco di Spielberg. Ma il dubbio di nuovi contagi e dell’effettiva impossibilità degli spostamenti fanno storcere il naso ai più scettici sul prossimo futuro.
Tra coloro che hanno dovuto rivedere il proprio ruolino di marcia, adattandosi alle nuove esigenze del calendario, c’è l’intero staff Pirelli guidato da Mario Isola, che recentemente ha reso pubbliche le sue preoccupazioni: “Dobbiamo essere sicuri al 100% di essere in grado di fornire le gomme, altrimenti l’evento non può essere organizzato” – ha dichiarato.

Per sostenere gli sforzi organizzativi di Pirelli, è probabile che la Formula 1 deciderà di adottare delle nuove linee guida che favoriscano la flessibilità della produzione e fornitura di pneumatici. “Stiamo cercando di lavorare con un approccio di flessibilità” – ha spiegato. “L’attuale regolamento afferma che dobbiamo conoscere le gomme con un anticipo di otto settimane per gli eventi europei e di 14 per quelli extra-continentali. Ovviamente questo non è valido per questa particolare situazione. Ecco perché abbiamo recuperato tutte le gomme che sono state spedite in Bahrain, in Vietnam, e siamo stati in grado di fermare quelle che stavano partendo per la Cina. Inoltre, abbiamo già iniziato la produzione per un altro paio di eventi. Quindi abbiamo uno stock di pneumatici che è immediatamente disponibile all’uso” – ha proseguito Isola.

PIRELLI: PRONTA A PRODURRE 35.000 PNEUMATICI IN DUE MESI

Abbiamo alcuni pneumatici in stock a Didcot e nel nostro stabilimento in Romania. Una volta che avremo il calendario, non ci resta che organizzare i camion per portare pneumatici e stuff all’evento. L’attrezzatura per eventi europei è meno problematica perché usiamo camion e non container” – ha sottolineato Isola.
Rimane la preoccupazione legata alla possibilità di fornire senza alcun problema i Team del Circus: “Ma ovviamente abbiamo bisogno di poter guardare a un periodo più lungo, per essere sicuri di essere in grado di fornire non solo i primi due eventi, ma anche il resto della stagione“.

Con lo stravolgimento del calendario di Formula 1 e l’intenzione di recuperare il tempo perduto, ci saranno numerose gare molto ravvicinate. “Se avremo la prima parte della stagione in Europa e poi ci trasferiremo in Asia e in America, in un periodo molto breve, ciò significa che per la produzione sarà un momento piuttosto intenso” – ha anticipato Isola.
Si parla di circa 35.000 pneumatici da produrre: “Probabilmente dovremo produrre qualcosa come 35.000 pneumatici in un paio di mesi, non in un anno. Puoi immaginare l’impatto sulla produzione. È abbastanza grande. Stiamo discutendo con i Team. Devo dire che sono abbastanza flessibili al fine di trovare soluzioni ragionevoli come, ad esempio, allocazione standard o una certa flessibilità per essere pronti a fornire  pneumatici in un periodo di tempo molto breve“.

FORMULA 1: L’OBIETTIVO E’ LIMITARE I CONTATTI

Una volta che le corse riprenderanno il via, Isola pensa che la sua azienda dovrà comunque inviare ai circuiti il suo solito numero di montatori, ingegneri e tecnici di pneumatici. La forza lavoro sarebbe dunque notevole, ma lo scopo è quello di pianificare attentamente lo spazio operativo. Il lavoro organizzato a turni contribuirebbe a ridurre notevolmente i pericoli di assembramenti e assicurerebbe così che le distanze sociali possano essere rispettate.

Conosco il piano della Formula 1 per mantenere i Team come in una ‘bolla’ per evitare contatti. Il problema è che siamo ovunque” –  ha detto Mario Isola – “Pirelli è in ogni garage con un solo ingegnere, e ne abbiamo già discusso. Una domanda era se fosse possibile assegnare uno spazio nel garage solo per l’ingegnere Pirelli, i pneumatici e il tecnico Pirelli al fine di evitare il contatto con il Team“.
Un altro problema è rappresentato dalle riunioni tra scuderie e tecnici Pirelli. “Dobbiamo anche capire come partecipare alle riunioni all’interno delle scuderie. Preferisco che possano farlo tramite una videoconferenza. Il problema è che, se abbiamo qualcuno in Pirelli che è positivo, allora il rischio è che poi il virus si diffonda all’interno di tutte e 10 le squadre, o ovunque nel paddock” – ha precisato il responsabile del Motorsport Pirelli.

UN TENTATIVO DI RIORGANIZZARE LA FORMULA 1

È un problema che non riguarda solo Pirelli, ma tutte le aziende e le associazioni che hanno contatti con le squadre. Basti pensare alla FIA: ha contatti con tutte le squadre, ad esempio diversi fornitori, caschi , o freni o qualsiasi altro componente disponibile per più di un Team. Pertanto, abbiamo bisogno di procedure e protocolli specifici per i fornitori che svolgono questo tipo di lavoro all’interno del paddock” – ha affermato Isola, come riporta motorsport.com.

In riferimento ai nuovi pneumatici, la cui introduzione in Formula è stata ormai spostata al 2022, Isola ha accennato al fatto che il suo Team sta procedendo con i test. “Ovviamente non possiamo fare alcun test all’aperto. Ma la scorsa settimana abbiamo iniziato le nostre attività, ad esempio con i test indoor” – ha precisato. “Non siamo soggetti alla chiusura, come lo sono i Team. Stiamo lavorando. Possiamo quindi fare alcune analisi o elaborare alcuni prototipi da testare nelle nostre strutture interne prima di scendere in pista il prossimo anno” – ha poi concluso.

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Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, sono laureata in Lingue e attualmente studentessa magistrale di Linguistica applicata nella capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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