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Formula 1 | GP Bahrain: Circus accusato di ignorare quello che accade fuori il tracciato di Sakhir

Le ONG scrivono alla Formula 1 per chiedere aiuto nella liberazione di due attivisti in carcere. Nonostante l’interesse è probabile che tutto venga messo a tacere

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Ormai non è più una novità. Dopo otto anni repressione sembra non trovare fine la grave situazione che si è generata in Bahrain a riguardo della violazione dei diritti umani.

Come accade esattamente ogni anno, in prossimità del Gran Premio di Formula 1, l’argomento sembra acutizzarsi più che altro nella speranza di dare visibilità soprattutto davanti alla mancanza di reazione della comunità internazionale dinanzi alle crescenti infrazioni.
Una situazione davvero snervante per il popolo bahrenita, iniziata ormai nel lontano febbraio del 2011 quando proprio le condizioni di grande disagio nelle quali era relegata buona parte della popolazione, fece esplodere una rivolta popolare che da quel momento vide scendere in strada manifestanti anti-regime per chiedere ai governanti condizioni di vita più giuste.

La ONG United for Human Rights assieme ad altre sedici organizzazioni, hanno fatto avere alla FIA nella giornata di oggi una lettera firmata nella quale si chiede alla Federazione Internazionale di poterli aiutare per far rilasciare una donna, attivista in Bahrain che attualmente è una prigioniera politica proprio nel Paese dove questo fine settimana si disputerà il secondo appuntamento del Mondiale 2019 di Formula 1.

L’attivista, Najah Yusuf, assieme al giornalista Ahmed Humaidan, starebbe scontando una pena di tre anni di carcere in una struttura a sud di Manama, a praticamente una ventina di chilometri dalla pista. Secondo una ricostruzione del The Guardian, che ha intervistato proprio la donna, Yusuf avrebbe affermato di essere stata torturata e violentata in occasione della prima settimana che ha passato in carcere, esattamente pochi giorni dopo che sulla sua pagina aveva pubblicato alcuni contenuti contro il Gran Premio di Formula 1 e la monarchia regnante.

Nonostante l’interesse mosso per questo caso, già dai mesi scorsi, da parte della Federazione Internazionale e della Formula 1, è molto probabile che tutto venga messo a tacere dato che gli esponenti della Categoria non si sono mai occupati delle questioni politiche del paese nonostante la situazione sia gradualmente degenerata pericolosamente anno dopo anno con un crescendo di arresti.

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Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora, ho 32 anni e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

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