2018Dichiarazioni dei Piloti

Formula 1 | Daniel Ricciardo: “Fossi stato in Bottas, avrei cercato di vincere”

Il pilota della Red Bull ha ammesso che, al posto di Valtteri Bottas, avrebbe guidato in maniera più aggressiva durante la ultime fasi del Gran Premio del Bahrain, cercando il tutto per tutto per conquistare il gradino più alto del podio

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Il finale del Gran Premio del Bahrain è stato certamente un finale da cardiopalma che ha tenuto i tifosi con il fiato sospeso fino all’ultimo metro. Ma non solo.

Intervistato da Motorsport.com, il pilota australiano Daniel Ricciardo ha commentato quanto andato in scena sul circuito di Sakhir e ha ammesso che, se fosse stato al posto di Valtteri Bottas, avrebbe cercato di ottenere la vittoria in modo più determinato.

Stavo guardando la gara e pensavo “Fai qualcosa, vai, vai, vai!” e ovviamente anche i fan avrebbero voluto vedere un’azione, ma non l’ha fatto. Forse Valtteri pensava di prenderlo in curva 4, ma per me devi sempre cercare di cogliere la prima opportunità”.

Il pilota della Red Bull, dunque, ha fatto capire che la determinazione mostrata da Bottas durante le battute finali della gara ben si distanzia dalla sua visione delle cose e dal modo in cui lui stesso avrebbe affrontato la situazione.

Dal canto suo, il pilota della Mercedes ha dichiarato di non essere stato influenzato dai suggerimenti relativi a una guida più aggressiva, ma anzi ha commentato: “Ho rivisto tutto e se potessi rivivere la situazione, non farei nulla di diverso: sto bene e le persone possono dire quello che vogliono”.

Il finlandese, quindi, ha mostrato di avere un atteggiamento molto diverso da quello di Ricciardo, che però ha ammesso di dovere questo suo cambiamento proprio alla sua scuderia, che lo ha reso più determinato e aggressivo in battaglia con un altro pilota.

Non a caso, infatti, Ricciardo ha alle spalle una reputazione che lo vede come uno dei piloti più aggressivi nelle fasi di sorpasso, reputazione che l’australiano si porta dietro dopo i sorpassi ai danni di Sergio Perez e Nico Rosberg nel 2014, quando in Canada ha conquistato la sua prima vittoria.

“Durante i primi anni alla Toro Rosso, probabilmente mi mancava un po’ di confidenza ed ero forse un po’ troppo sopraffatto dalla Formula 1 e messo un po’ su un piedistallo. Non appena sono arrivato in Red Bull, però, ho capito che sarebbe stata la mia occasione, la mia possibilità di crearmi una reputazione”.

E, col senno di poi, Daniel Ricciardo questa reputazione è proprio riuscito a costruirla: nonostante la consapevolezza che le prime gare non sarebbero state facili, Ricciardo è andato avanti a testa bassa, diventando il pilota che oggi possiamo apprezzare in pista.

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Anna Vialetto

Mi chiamo Anna, ho 24 anni, laureata in Comunicazione e attualmente studentessa in Web Marketing & Digital Communication. Sono una ragazza determinata e testarda, con la passione per lo scrivere, i libri e gli anime. Nonostante le numerose cadute, cerco di trovare sempre il modo per rialzarmi e dare il meglio, per me e per la mia famiglia, punto di riferimento e fonte di ispirazione in ogni momento. La passione per la Formula 1 è iniziata circa durante gli ultimi anni dell’era Schumacher in Ferrari e, da quel momento, non mi ha più abbandonata. Il rombo dei motori, i sorpassi all’ultimo, la velocità sono tutti elementi che mi tengono incollata allo schermo e mi fanno venire la pelle d’oca. Il team a cui sono legata è Ferrari, con cui condivido gioie, dolori, rabbia, quasi come se vivessi in prima persona l’esperienza del Gran Premio: nonostante tutto, le emozioni che la scuderia e la Formula 1 riescono a regalarmi, sono qualcosa che è difficile spiegare a parole.

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