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Formula 1, c’è l’idrogeno nel futuro del Circus?

Dato che la Formula E vanta l’esclusiva della motorizzazione elettrica, la categoria regina del motorsport deve valutare le energie alternative a cui attingere per i prossimi anni

I mondiali da seguire sono ancora tanti, ma in Formula 1 si parla già del 2026 e l’idrogeno potrebbe fare il suo ingresso all’interno del Circus

Per quanto riguarda i motori delle monoposto del futuro, non c’è dubbio: rispetto a quelli attuali dovranno subire certamente delle modifiche. Su questo concordano anche Toto Wolff e Cyril Abiteboul, che però non hanno tenuto conto di quello che sembra essere l’argomento principale delle prossime stagione di Formula 1: il tipo di energia da implementare sulle monoposto. Il puro elettrico rimane un’utopia, se non altro per la già avviata e strutturata Formula E, cui la FIA ha assicurato l’esclusiva dell’elettrico. Le alternative, quindi, si riducono a poche scelte. Da un lato, l’introduzione dell’idrogeno; dall’altra, l’idea di un carburante neutro, il cosiddetto bio-carburante.

IL FUTURO DELLA FORMULA 1 SARÀ L’IDROGENO?

La sfida per trovare nuovi fornitori da introdurre nel Circus si prospetta quindi più complessa del previsto, agli occhi di FIA e Liberty Media. L’idea è quella di coinvolgere chi ha già un’esperienza in termini di energia pulita e sostenibile. Una scelta che modificherebbe inevitabilmente l’anatomia della Formula 1, ma che permetterebbe anche di accogliere nuovi nomi all’interno del Circus.

Dal canto suo, il team principal della Renault guarda molto positivamente all’introduzione dell’idrogeno. Secondo Abiteboul si tratta di un’alternativa che sta via via prendendo piede anche tra i fornitori attuali.  Questo perché non si tratta solo di una forma di energia pulita, ma anche perché rappresenta una valida alternativa all’elettrico. Il motivo? L’idrogeno garantirebbe vantaggi in termini di peso, volume, fabbricazione. Inoltre, elemento non da poco, eviterebbe i problemi dovuti allo smaltimento delle batterie.

Tuttavia, il problema principale sarebbe quello legato alle dimensioni. Per un motore del genere, infatti, bisognerebbe puntare a dimensioni particolarmente ridotte, in linea con l’aerodinamica delle monoposto. Una sfida non da poco, che però sembra non preoccupare gli ingegneri addetti alla strutturazione di questo nuovo motore. Abiteboul, che appare come uno dei principali sostenitori a riguardo, afferma: “Quasi due anni fa l’idrogeno era stato immediatamente scartato. Oggi, invece, genere sempre più interesse. Potrà entrare in Formula 1? Ci sono nuove tecnologie a disposizione, ma il settore dell’auto è ancora pieno di dubbi“.

Anna Vialetto

Anna è sinonimo di determinazione, concentrazione e curiosità. Ho sempre studiato e lavorato per rincorrere e realizzare i miei sogni, con l'obiettivo di concretizzarli in quella che è la mia più grande passione: l'automotive. La Formula 1 per me è parte integrante della mia personalità: il rombo dei motori, i sorpassi all’ultimo centimetro, la velocità delle monoposto. Ma soprattutto, tutto il mondo che sta dietro allo spettacolo in pista: l'organizzazione, la comunicazione, il marketing, l'energia...la stessa che, fin da quand'ero bambina, mi ha portata a coltivare questo grande amore.

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