Formula 1Gran Premio Austria

Ferrari in Austria con un Cavallino Rampante old style

Oltre ad apparire sulle F1-75 di Leclerc e Sainz, lo stesso emblema verrà applicato anche sulle 488 GTE in pista a Monza

La Ferrari scenderà in pista sul Red Bull Ring, per il GP Austria, apportando una leggera modifica al Cavallino Rampante

Bisogna fare un passo indietro. Al 9 luglio 1932, in occasione della 24 Ore di Spa-Francorchamps. In quella data il Cavallino Rampante faceva il proprio esordio sulle vetture della scuderia Ferrari.

Nel corso degli anni l’emblema che ha fatto conoscere in tutto il mondo le vetture dell’azienda italiana non è cambiato più di tanto. Si è semplicemente raffinato e adeguato ai tempi. Tra la versione originale del Cavallino Rampante che siamo soliti vedere, e quella che si potrà osservare questo fine settimana sulle Ferrari F1-75 ci sono solo minime differenze.

Il Cavallino Rampante donato dai genitori di Francesco Baracca era molto meno stilizzato e le lettere S e F, che rappresentano la Scuderia Ferrari, erano più piccole e distanziate molto l’una dall’altra. Vennero semplicemente aggiunti lo sfondo giallo, tributo alla città di Modena, e i colori della bandiera italiana in alto.

Chi era Francesco Baracca

La storia di come il Cavallino Rampante, che in origine fu emblema di Francesco Baracca, è sicuramente affasciante. Nato a Lugo il 9 maggio 1888, è stato il più famoso asso dell’aviazione italiana durante la prima guerra mondiale, tanto da venire insignito della medaglia d’oro al valor militare.

Dopo aver abbattuto cinque aerei nemici un pilota di aerei diventava asso e aveva la possibilità di scegliersi un simbolo da apporre al proprio mezzo e attraverso il quale farsi identificare. E Francesco Baracca scelse proprio un cavallino rampante. L’aviatore romagnolo morì a Nervesa, il 19 giugno 1918, abbattuto da un biplano austro-ungarico che probabilmente non era stato visto.

La madre dell’aviatore ha giocato un ruolo chiave

A consigliare a Enzo Ferrari di usare il cavallino rampante come portafortuna sulle sue auto da corsa fu proprio la famiglia di Francesco Baracca. Era il 1923 e all’epoca Ferrari era un giovane pilota che aveva iniziato a mostrare tutto il suo talento.

Proprio in seguito alle vittore al Circuito del Savio, conobbe il conte Enrico e la contessa Paolina Baracca, genitori di Francesco. La coppia rimase folgorata dalla determinazione e dall’ardore di quel giovane e decisero di affidargli il simbolo che era stato del figlio.

Quando vinsi nel 1923 il primo circuito del Savio, che si correva a Ravenna, conobbi il conte Enrico Baracca e in seguito la contessa Paolina – ricordò Enzo Ferrari in una delle occasioni nelle quali spiegò come arrivò il Cavallino Rampante sulle sue vetture – Fu proprio lei a dirmi di mettere sulle mie macchine il cavallino rampante del figlio perché mi avrebbe portato fortuna.
Conservo ancora la fotografia di Baracca, con la dedica dei genitori, in cui mi affidarono l’emblema. Il cavallino rimase nero. Io aggiunsi il fondo giallo canarino che è il colore di Modena“.

Non solo Formula 1

Oltre ad apparire sulle Ferrari F1-75 di Leclerc e Sainz al Red Bull Ring, lo stesso emblema verrà applicato anche sulle 488 GTE in pista a Monza, dove è in programma la 6 Ore valida per il FIA World Endurance Championship, dove alla guida delle vetture numero 51 e 52 sono impegnati Alessandro Pier Guidi-James Calado e Miguel Molina-Antonio Fuoco.

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

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