Curiosità dalla F1Formula 1

Ferrari, i problemi alla power unit sono un brutto ricordo?

Quest’anno per quelli di Maranello l’affidabilità è stato un cruccio non da poco. Le rotture in Spagna, Azerbaijan ed Austria sono ancora sotto gli occhi di tutti, ma qualche miglioramento entro la fine della stagione pare esserci stato

La Ferrari sembra aver imboccato la strada giusta per appianare tutti quei grattacapi alla power unit che hanno così pesantemente influenzato il 2022, e che ci si augura non si ripresenteranno

Uno dei temi più scottanti della stagione appena conclusasi della Ferrari ha riguardato l’affidabilità delle proprie power unit. In un regolamento che prevede tre unità per campionato, la Rossa è stata costretta a montarne ben sei per pilota. Un problema che ha inficiato non poco l’annata, fra penalizzazioni varie e rotture in gara. Però arrivati alla fine pare che a Maranello siano giunti al nodo della questione, una nuova rilanciata da Franco Nugnes su Motorsport.com.

I dubbi in merito alla tenuta del motore era sorti fin dai banchi di prova. Il superfast progettato da Wolf Zimmermann è riuscito a pareggiare, se non superare, la performance di quelli avversari. Ma a pagarne il prezzo è stata la garanzia di percorrenza di quel determinato numero di chilometri che in teoria avrebbe dovuto fare in pista. Meglio un motore veloce che si rompe, che uno lento e affidabile, una frase di Carlos Sainz a cui non si può che non dare ragione in una situazione che perdurerà fino alla fine del 2025, e che permette di lavorare esclusivamente sull’affidabilità.

Motivo per cui fin dall’inizio le potenzialità non sono mai state sfruttate a pieno fin dal Bahrain. Tuttavia ad un certo punti gli uomini del Cavallino si sono accorti che avrebbero dovuto limitare ulteriormente il regime di funzionamento loro delle unità. Gli inconvenienti in Spagna, Azerbaijan, Austria non hanno infatti lasciato dubbi. Ed a confermare questo era stato Mattia Binotto poco più di sette giorni fa: Abbiamo dovuto abbassare leggermente la potenza, dovevamo farlo.

In Messico l’elevata altitudine aveva messo severamente in crisi la power unit Ferrari. Tant’è che in Centroamerica la F1-75 ha vissuto il suo Gran Premio più difficile prendendo un minuto di distacco dal vincitore Max Verstappen. A poche settimana da quell’appuntamento complicato, sembra che invece ad Abu Dhabi si sia corso a regimi più alti grazie all’aver trovato “elementi capaci di rispondere alle esigenze dello 066/7 in modalità in massima potenza”. Lasciando presagire a un 2023 più tranquillo sotto questo punto di vista.

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

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