DichiarazioniFormula 1

Binotto: “Vettel e la Ferrari? É stato difficile ammettere che… “

Il team principal della Ferrari riflette su quanto sia stata dura dover lasciar andare Vettel e ammettere il fallimento

A otto anni di distanza dall’accordo di Vettel con la Ferrari, Binotto ammette che lasciarlo andar via dalla rossa è stato difficile. Il fallimento è stato del pilota e del team insieme

A una settimana di distanza dall’addio di Vettel dalla Formula 1, Mattia Binotto ricorda del periodo di Seb in Ferrari. Come sappiamo, il tedesco lascia la Red Bull nel 2014 per unirsi alla rossa dove rimarrà fino al 2020. Sebbene l’inizio sia stato entusiasmante, Vettel ha definito il suo stint in Ferrari un vero e proprio fallimento, dal momento che non è riuscito a portare a termine il suo principale obiettivo: conquistare un titolo mondiale in nome del cavallino rampante.

Binotto concorda con Vettel sul fatto che il suo periodo in Ferrari sia stato deludente, ma ribadisce comenon sia stato solo lui a fallire, ma l’intero team. “Penso che in qualche modo abbia ragione perché quando è entrato in Ferrari, era ambizioso, il suo obiettivo era vincere il titolo con la Ferrari e penso che insieme a lui, era il nostro sogno e anche il nostro obiettivo. Quindi è stato un fallimento per lui, ma è stato un fallimento tutti insieme come squadra“, ha dichiarato il team principal della rossa ai media.

Inoltre, sempre Binotto ricorda il momento in cui dovette lasciar andare Vettel come uno dei momenti più difficili della sua carriera. E’ stato difficile per me, arrivando alla fine, in qualche modo annunciargli che non avremmo rinnovato. Perché quando ami una persona del genere e ti piace davvero lavorare con lui, è sempre difficile arrivare alla fine e prendere una decisione in qualche modo per annunciarlo“, ha aggiunto. Vettel è stato un grande pilota e ha dato un grosso contributo alla squadra, ecco perché la Ferrari e tutto il paddock si considerano fortunati ad averlo avuto con loro per sei anni.

Ma quali sono state le ragioni di questo fallimento?

Il tanto ambito titolo di campione del mondo con la rossa non è stato aggiunto al CV del pilota tedesco che quest’anno saluta il mondo F1 con grande commozione da parte di tutti. Le ragioni di questa travagliata storia d’amore con la Ferrari sono molteplici. Anzitutto, l’opzione Vettel è stata una sorta di ripiego dopo l’uscita di scena di Alonso, quindi vi è stata un’incompatibilità di base rispetto a un ambiente decisamente pretenzioso. In secondo luogo, pare che il team non nutrisse grande fiducia nei confronti del tedesco in quanto le sue vittorie erano associate allo strapotere tecnico di Red Bull più che alle capacità del pilota.

Infine, l’arrivo di Charles Leclerc è stato il colpo finale. Forte di una posizione autorevole in squadra e soprattutto ben protetta politicamente e mediaticamente, il monegasco ha posto la parola fine alla parabola Sebastian. La scuderia, quindi, fece la sua scelta in termini di sviluppi e di investimenti, con il rammarico però non aver mai compreso fino in fondo il reale valore del pilota.

Federica Incatasciato

Siciliana, classe '97, a Torino. Ho una laurea magistrale in Ingegneria Biomedica. Sono perfezionista fino al midollo e super scaramantica, cerco di sfruttare sempre il mio tempo in maniera proficua per imparare più cose possibili. Mi piace leggere e scrivere di politica, storia, letteratura e Formula 1. Fin dal liceo ho coltivato la mia passione per le auto da corsa e in particolare per la Formula 1. Essendo un'ingegnere, della Formula 1 mi affascina molto tutto il lavoro che c'è dietro a quelle monoposto, frutto di studio, strategia e collaborazione all'interno del team.

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