DichiarazioniFormula 1

Binotto sulla stagione Ferrari: “Non vedo l’ora che si concluda”

Il team principal del Cavallino ammette di voler presto chiudere il capitolo di quest’anno per potersi concentrare su una monoposto che possa competere per il titolo

Se il prossimo anno potrà davvero rappresentare un’opportunità per la vittoria del titolo, allora conviene voltare presto pagina con la SF21

Con la possibilità di chiudere il Campionato Costruttori al terzo posto, avendo al momento un vantaggio di 39.4 punti rispetto alla McLaren, la Scuderia Ferrari può dichiararsi soddisfatta di una stagione che, senz’altro, è riuscita a cancellare i brutti momenti dello scorso anno. Tuttavia i tifosi, e gli stessi vertici del team, sono ancora più esigenti, e cercano quelle vittorie che il Cavallino non porta a Maranello da un bel po’. E in effetti, si potrebbe richiedere qualcosa di diverso all’unica squadra ad aver collezionato 16 titoli Costruttori e 15 Campionati Piloti, il cui trionfo manca ormai dal 2008?

Secondo le parole riportate dal Corriere della Sera, infatti, Mattia Binotto non vedrebbe l’ora di voltare pagina. Il lavoro per quest’anno è stato svolto, ed anche in modo distinto. E ormai non resta altro che concentrarsi sul nuovo progetto: “Quello che dovevamo imparare, l’abbiamo imparato. Non stiamo più sviluppando nulla ed è inevitabile che ci stiamo affannando per aprire un capitolo diverso con una nuova vettura. Lo dico sinceramente: non ne possiamo più. Non vediamo l’ora che finisca questa stagione“.

BINOTTO: “BUONA LA STAGIONE DELLA FERRARI, L’UNICA PECCA IL PAUL RICARD”

Riguardo la prestazione delle due Rosse in Qatar, Binotto aveva così commentato il Gran Premio ai microfoni di Sky Italia: “No, non direi al di sotto delle aspettative. E’ chiaro che P7 e P8 non è ciò a cui aspiri, ma sapevamo che questa era una pista difficile per noi per l’usura degli pneumatici. Questa è la stessa monoposto con cui abbiamo sofferto tanto al Paul Ricard, la vettura non è cambiata in questo senso. Ma penso che abbiamo imparato a gestirla, sicuramente meglio che al Paul Ricard“.

Fin dal primo giro abbiamo chiesto ai piloti di non spingere e di provare a fare un solo pit stop. Quindi si sono trattenuti nella guida, non hanno spinto né nel primo stint con le mescole medie né successivamente con quelle dure. Ma solo a dieci giri dalla fine, quando eravamo sicuri che gli pneumatici sarebbero arrivati alla fine. E devo dire che ha funzionato, se guardi gli altri che invece hanno spinto quando non c’era bisogno di farlo, e hanno forato. Quindi è merito del team che è riuscito a gestire gli pneumatici“.

Il team principal della Ferrari ha così ammesso che, avendo adesso a disponibilità buone strategie ed efficienti pit stop, oltre che a una validissima coppia di piloti, il vero problema resta soltanto la monoposto: “Vedo che la gestione della strategia, la gestione delle gomme, i pit stop, i meccanici e ancora una volta l’affidabilità sono stati tutti molto buoni. Ed anche entrambi i piloti hanno fatto una buona gara. Quello che ci manca ora è una vettura abbastanza veloce per competere per posizioni migliori“.

Alessia Verde

Di Napoli, classe 2002. Sono appassionata di letteratura e di teatro, e studio per poter specializzarmi in questi due campi. Con la Formula 1 e i motori è stato amore a prima vista. Tifosa della Rossa nonostante tutto, la Formula 1 è tra le cose che più mi emozionano al mondo. Ma ciò che mi emoziona di più è potervela raccontare.

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