Analisi della redazioneFormula 1

Bilancio a metà stagione: Williams risale la china

Dopo un paio di annate molto difficili il team di Grove ha fatto dei passi avanti significativi, superando la concorrenza di Alfa Romeo e Haas

Dopo l’incredibile exploit in Ungheria la Williams occupa adesso l’ottava posizione nella classifica costruttori

Nella Formula 1 di quest’anno la lotta è accesa ad ogni latitudine di classifica. Se è vero che Mercedes e Red Bull si stanno contendendo il mondiale, e che Ferrari e McLaren stanno facendo lo stesso per la terza piazza del mondiale costruttori, anche nelle retrovie la situazione è tutto fuorchè statica. Haas, Alfa Romeo e Williams si contendono infatti un’ottava posizione che non è soltanto simbolica. Perchè in ballo ci sono decine di milioni importantissime per le casse dei piccoli team.

Se guardiamo ai risultati, la classifica dice che la Williams ha messo a segno un clamoroso exploit in Ungheria. I punti messi a segno da Russell e Latifi rischiano di avere un peso enorme in questo triello. In un colpo solo è stata superata e distaccata l’Alfa Romeo, che con Raikkonen aveva centrato tre volte il decimo posto, mentre la Haas è ancora ferma al palo. Per questi team è fondamentale sfruttare le famose “gare pazze”e in questa circostanza la Williams è stata la più brava delle altre, massimizzando il proprio potenziale.

Però non basta il singolo episodio a spiegare i progressi continui messi in mostra dalla Williams. A dire il vero, infatti, c’è molto di più. Dopo diverse annate molto complicate, in cui la stessa sopravvivenza del team è stata messa a rischio, le cose sono cambiate radicalmente con l’ingresso di Dorliton Capital, che ha sanato i debiti dando una nuova progettualità al team. Se a questo aggiungiamo i denari della famiglia Latifi e una patnership tecnica con Mercedes (da qui il “prestito” di Russell), il quadro ci è molto più chiaro. La Williams è riuscita a superare il suo momento più buio, e adesso si presenta come una squadra in crescita.

HAAS, FANALINO DI CODA

A prendere il posto della Williams come fanalino di coda del gruppone è stata invece la Haas. Una situazione difficile, ma preventivabile per il team statunitense. Con il team principal Steiner, che già prima dell’inizio dell’annata aveva messo le cose in chiaro. Tutte le risorse tecniche ed economiche sono state proiettate sul 2022, e la stagione in corso sarebbe servita soltanto per dare esperienza ai due piloti, entrambi debuttanti in Formula 1.

Da un lato poteva essere una mossa intelligente per togliere pressione dalle spalle di Schumacher e Mazepin. Dall’altro, però, bisogna riconoscere che non è semplice gareggiare quando si è praticamente senza obiettivi. La Haas sta affrontando quest’annata senza uno stimolo, senza un orizzonte, e i risultati stanno lì a testimoniarlo.

Sembra passata una vita da quando nel 2018, con Magnussen e Grosjean al volante, la Haas era la variabile impazzita della griglia di partenza. Le cose in Formula 1 possono cambiare in fretta. E ad oggi, con due piloti inesperti e parecchio inclini all’errore, una situazione economica che porta il team ad andare in pista quasi senza i pezzi di ricambio, quella della Haas è forse la situazione più difficile del paddock.

ALFA ROMEO, TANTE OCCASIONI SPRECATE

Difficile inquadrare la situazione dell’Alfa Romeo. Il team che, dei tre tirati in causa, è forse quello più veloce, se guardiamo alle prestazioni medie. Ma è anche quello a cui manca sempre un centesimo per fare una lira. Troppe volte è venuta meno sul più bello, spesso per errori che non dipendono dai piloti.

Raikkonen e Giovinazzi hanno messo insieme tre punti, che sarebbero potuti essere molti di più senza i vari pit-stop lenti, gli unsafe release e le strategie discutibili adottate nelle fasi cruciali di diversi appuntamenti. Alfa Romeo sta vivendo lo stesso destino che, in altre latitudini di classifica, tocca spesso ad AlphaTauri. Buon potenziale, piloti veloci, ma risultati non all’altezza delle aspettative.

Tuttavia, le occasioni per rifarsi di certo non mancano. La stagione è ancora lunga, e dopo la pausa estiva, Alfa Romeo avrà altre 11 gare per provare a risalire la china. Le motivazioni, soprattutto per un Antonio Giovinazzi ancora a caccia della conferma per la prossima annata, di certo non mancheranno.

 

Danilo Tabbone

Mi chiamo Danilo, ho 20 anni, vengo dalla Sicilia e studio all'Università di Palermo. La Formula 1 è la mia più grande passione, la seguo da quando ero bambino, e le emozioni che mi suscita sono parte integrante della mia personalità. Dal 2020 scrivo per F1world.

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