Curiosità dalla F1Formula 1

Audi in Formula 1: un progetto troppo ambizioso?

Gli obiettivi della casa tedesca sono molto chiari e precisi, ma potrebbero portare troppa pressione

Dopo mesi di voci da corridoio e speculazioni, l’Audi ha annunciato da poco il suo imminente ingresso in Formula 1. Ma l’entusiasmo ha già portato il primo errore

Durante il Gran Premio del Belgio a fine agosto, è finalmente arrivata la conferma di cui si vociferava da mesi. L’Audi farà il suo ingresso in Formula 1 nel 2026. L’annuncio è stato accompagnato dal lancio di una show car e da dichiarazioni di gradi progetti.

L’entusiasmo per la nuova avventura e le ambizioni di casa Audi, però, possono rivelarsi un’arma a doppio taglio. Il CEO Markus Duesmann ha dichiarato che la casa automobilistica punta a essere competitiva entro tre anni dal debutto in Formula 1. Una tale affermazione non può che voler dire che l’obiettivo è, come minimo, il podio. Un traguardo tuttavia molto difficile da raggiungere in così breve tempo, sia dal punto di vista del motore che di quello del team.

Sicuramente non si tratta di una sfida impossibile. La storia della casa tedesca conta svariati successi nel motorsport: uno tra tutti quello delle 24 Ore di Le Mans. Inoltre, gli investimenti di Audi in Formula 1 si rilevano già cospicui. L’errore, però, potrebbe essere quello di sottovalutare troppo la sfida che li attende.

Audi come Reanult e Honda?

Anche nella storia recente, non sono mancate le dichiarazioni di grandi produttori che stabilivano traguardi da raggiungere a breve termine. In Formula 1 questa pressione si rivela spesso dannosa.

L’Audi sarà il primo nuovo produttore di motori sulla griglia da quando Honda si è unita nel 2015 e la prima acquisizione di un team ufficiale da quanto la Renault ha acquistato la Lotus nel 2016. Quello che accomuna questi due grandi nomi è proprio l’aver stabilito obiettivi non realistici e quindi irraggiungibili.

Renault, nonostante la prima vittoria in Ungheria dell’anno scorso, non riesce ad emergere dal midfield ed è sicuramente molto lontana dal combattere con i top team. Honda, invece, ha impiegato ben cinque stagioni prima di ottenere una vittoria e a causa delle troppe spese si è dovuta ritirare lo scorso anno.

Quello che rende diversa l’esperienza di Audi in Formula 1 è sicuramente il cambio di regolamento. Le norme sono meno complesse e il budget cap è favorevole per i produttori che vogliono identificare i costi fissi per determinati programmi.

Audi ha tutte le carte per essere un marchio vincente, tuttavia l’errore è quello di giocare al rialzo prima ancora di aver messo piede in Formula 1. Il successo non è improbabile, ma se arriverà entro uno, cinque o dieci anni è impossibile prevederlo. Il 2026 è più vicino di quanto sembri e la pressione che la casa sta mettendo su se stessa potrebbe essere dannosa e controproducente.

Silvia Gentile

Sono Silvia, vengo da Torino e sono laureata in Discipline della Arti, della Musica e dello Spettacolo. L'amore per la Formula 1 è nato solo qualche anno fa, in maniera improvvisa e inaspettata, ma da allora uno dei miei desideri è quello di raccontarne le vicende e i protagonisti a chiunque abbia voglia di ascoltare.

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