12 giorni ai test: il peso sarà la sfida delle monoposto 2026

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© Pirelli Press Area

Monoposto 2026, una questione di peso

La preparazione per la nuova stagione non è ancora entrata nel vivo. I team non conoscono ancora i valori delle loro vetture, né dal punto di vista aerodinamico né sul fronte motoristico. Eppure, nei reparti tecnici il lavoro non si è mai fermato e gli ingegneri che si occupano dei telai hanno già aperto un nuovo capitolo. Si parla molto dei nuovi motori, dello sfruttamento dell’energia elettrica e della componente aerodinamica, ma molto meno del peso, un tema cruciale per lo sviluppo delle monoposto 2026.

Il nodo del peso minimo

I team stanno verificando che le vetture in fase di sviluppo risultino sopra il peso minimo, un problema che emerge spesso all’introduzione di nuove regole tecniche. Per il 2026, il regolamento ha abbassato il peso minimo delle vetture dopo anni di aumenti costanti. Si passa dai 798kg della scorsa stagione ai 768kg previsti dal nuovo ciclo regolamentare. Una riduzione significativa sulla carta, ma difficile da ottenere nella pratica. Negli ultimi 16 anni il peso è cresciuto in modo costante, creando non pochi dissensi tra i piloti e gli ingegneri. Da un lato l’aumento di potenza, dall’altro l’introduzione delle batterie e dei sistemi ibridi, che da soli hanno quasi raddoppiato il peso a vuoto delle monoposto. A questo si aggiungono i requisiti di sicurezza come l’Halo e l’aumento delle dimensioni totali delle vetture.

Il passato leggero della Formula 1

Piloti come Fernando Alonso rimpiangono il passato, con monoposto del peso minimo di 595kg, più piccole e agili. Nello stesso anno dell’esordio di Lewis Hamilton, il peso minimo era fissato a 605kg. Da lì in avanti la crescita è stata continua, fino a sfiorare gli 800kg dello scorso anno. Alcune monoposto sono partite nel 2022 con 20 o addirittura 25 chili di sovrappeso. Solo 10 chili di peso in eccesso possono costare tre decimi al giro. In termini di prestazioni, significa partire con uno svantaggio compreso tra i sei e gli otto decimi a giro. Per molti team, raggiungere il limite regolamentare ha richiesto un’intera stagione.  Anche gli ingegneri sognano un ritorno al passato, con vetture sotto il peso minimo imposto. In quel contesto era ancora possibile usare una zavorra per ottimizzare la distribuzione del peso in base al circuito. Oggi questa libertà non esiste più: la distribuzione dei pesi è molto rigida e vincolata dalle regolamentazioni e i sistemi di sicurezza.

Ridurre il peso resta complicato con le attuali regole in vigore, con l’uso di materiali più leggeri molto limitato. Il peso minimo delle nuove monoposto rappresenta ancora una sfida tecnica enorme. Non sorprende che i team con maggiore budget omologhino spesso un nuovo telaio a metà stagione. Per ora, l’unica soluzione sembra quella di concentrarsi principalmente sulle modifiche al telaio: sul motore, invece, c’è ben poco da fare.

 

Maria Rita Manica