2019DichiarazioniFormula 1

Verstappen non crede più in una vittoria

L’olandese vede molto difficile la conquista di un terzo trionfo entro la fine della stagione. Nemmeno il Messico, dove ha vinto due volte, gli dà fiducia

L’olandese ha parlato a margine di un evento organizzato da uno sponsor, indicando un buon inizio del 2020 come target della Red Bull

Il team di Milton Keynes si era posto come lo sfidante più temibile della Mercedes in prossimità della pausa estiva, tra fine luglio e inizio agosto, ma la ripresa del campionato sta raccontando una storia diversa. Mentre la Ferrari si è elevata prepotentemente a principale antagonista della casa tedesca, la Red Bull sembra plafonata, tanto che, tra prestazioni incolori e qualche sfortuna, Max Verstappen ha raggranellato solo 31 punti dal Belgio al Giappone. Peggio addirittura del compagno Alex Albon, che arrivando sempre al traguardo ne ha messi a referto 48. 

Interpellato circa le chance di aggiungere un nuovo trionfo stagionale ai due già messi in cassaforte, il pilota olandese, in lotta per la terza piazza assoluta con le due Ferrari, si è detto alquanto scettico. “No, non credo sarà possibile – ha commentato un categorico Verstappen durante un evento organizzato da Tag Heuer ad Amsterdam – Se riusciamo ad avvicinarci al podio, o a conquistarlo, sarà stato un buon risultato. Ma pretendere di più ora è utopia”.

Eppure la F1 sta per approdare in Messico, che negli ultimi due anni è stata terra di conquista per l’olandese. “Dobbiamo essere realisti: nell’ultimo biennio là abbiamo vinto, ma quest’anno è tutto più difficile. Anche in termini di bilanciamento della vettura, non siamo dove eravamo lo scorso anno. Non mi aspetto di ripetere la performance del 2018 in Messico, soprattutto guardando a cosa sta facendo la Ferrari: hanno una macchina super, soprattutto in rettilineo.

OBIETTIVO 2020

Parlando del lungo termine, il padre Jos si è detto scettico sulle possibilità della Red Bull di colmare il gap da Ferrari e Mercedes. Più cauto è invece il figlio Max, legato ai bibitari ancora per tutto il 2020, che a questo punto diventerà l’anno decisivo per decretare la sua permanenza alla corte di Milton Keynes. Dipende tutto da come inizi l’anno. Le scorse stagioni abbiamo sofferto un avvio sottotono e quello ci ha messo sulla strada sbagliata da subito. Spero che l’anno prossimo partiremo col piede giusto, ma è presto fare previsioni adesso”.

“Quest’anno è rimasto poco da raccogliere – ha continuato l’olandese – C’è in palio il terzo posto e credo che sarà quella la nostra posizione tra i costruttori. Tanta gente a Milton Keynes è già focalizzata sul 2020. Più o meno sappiamo cosa otterremo da Honda e questo è positivo. Dobbiamo lavorare e imparare dagli errori di quest’anno, sperando di non ripeterli il prossimo”.

 

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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