Si, alle donne in Formula 1 ma solo per chi lo merita davvero

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Louise Richardson, 22 anni, è una dei piloti donna più in vista nel Regno Unito. La ragazza, seguendo le orme del padre e del fratello, ha sempre preso parte a gare dove ha sfidato i colleghi del sesso opposto. Secondo la Richardson, le donne potrebbero avere un ruolo attivo, in qualità di pilota, in Formula 1 a probabilmente è ancora presto per un passo così grande. L’argomento è tornato di grande attualità quando, nelle settimane scorse, Bernie Ecclestone ha proposto l’idea di lanciare una specie di Formula Donna, un campionato tutto al femminile da inglobare nei fine settimana della Formula 1.

«Il grande salto dovrà essere fatto da una che veramente lo merita, che abbia il pacchetto pieno per fare bella impressione e dimostrare che anche le donne possono essere competitive in auto, quanto gli uomini. La Formula 1 è pronta per assistere al debutto in monoposto di una donna, ma non credo che in giro ci siano rappresentanti del gentil sesso brave abbastanza per un passo così importante – ha commentato la figlia d’are – È una buona cosa che si stia pensando di avvicinare in qualche modo le donne pilota alla Formula 1, ma la creazione di un campionato al femminile, personalmente è un po’ discriminante soprattutto per chi si è sempre sfidato coi colleghi uomini. Se effettivamente questa categoria verrà creata, credo che possa dare fastidio a qualcuno».

La Richardson, attualmente impegnata nel MSA Formula, a sua volta, si è dichiarata completamente contraria a questa divisione di sessi: «La Formula 1 è uno sport fisico fino a un certo punto, quindi non capisco perché una donna non potrebbe gareggiare contro degli uomini – ha dichiarato ai colleghi di Sky Sports UK – Facciamo un esempio pratico: io non riuscirei a correre una maratona al ritmo di Paula Radcliffe (campionessa del mondo di maratona nel 2005 ndr) e quindi sono sicura che una pilota donna con una vettura ben assettata potrebbe essere veloce tanto quanto un uomo. Non è necessario avere un campionato separato».

Eleonora Ottonello
@lapisinha

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

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