2019Formula 1

Ferrari: tutte le prove a sostegno dell’innocenza di Vettel

I dati analizzati dalla Scuderia Ferrari hanno fatto emergere nuove prove a favore di Sebastian Vettel. La penalità potrebbe essere revocata?

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Sebastian Vettel ha dominato il GP del Canada ma ha perso la vittoria a causa di una penalità di cinque secondi assegnata per essere rientrato sul tracciato in maniera pericolosa dopo un fuori pista. Secodo gli steward della FIA il pilota tedesco, con questa manovra, avrebbe danneggiato il suo inseguitore Lewis Hamilton. Dopo varie polemiche, la Scuderia Ferrari ha presentato un reclamo ufficiale alla FIA per revocare questa sanzione affidandosi al diritto di revisione.

La squadra italiana ha esaminato a fondo il caso e, dalle analisi effettuate, sono emerse nuove prove “significative e rilevanti”. Ai sensi dell’articolo 14 del Codice Sportivo Internazionale, la Ferrari presenterà i dati GPS della SF90 di Vettel, la telemetria della monoposto e la testimonianza del pilota stesso. Se questi elementi dovessero essere accettati dagli steward, il 31enne della Ferrari potrebbe dimostrare di non aver commesso alcun errore in pista.

Il motivo principale per cui Sebastian Vettel è stato penalizzato, è l’essere rientrato in pista in modo non sicuro. L’articolo 27.3 del regolamento sportivo recita: “I piloti lasciano la pista quando nessuna parte della monoposto rimane in contatto con essa. È possibile rientrare sul circuito solamente in condizioni di sicurezza e senza trarne vantaggio”. Secondo i video analizzati, il tedesco avrebbe recuperato il pieno controllo della sua vettura e invece che sterzare a sinistra per lasciare spazio, avrebbe stretto Hamilton verso destra costringendolo a frenare. La Ferrari, tuttavia, sostiene esattamente il contrario.

I dati ottenuti dal GPS della SF90 numero #5 indicano che il posizionamento della monoposto non era drasticamente differente rispetto ai giri precedenti e Hamilton non si sarebbe dovuto sorprendere di quella traiettoria. Per quanto riguarda l’argomento secondo cui Vettel avrebbe dovuto sterzare a sinistra e lasciare spazio al suo rivale, la Ferrari sostiene che non ci sia alcuna regola per cui un pilota dovrebbe concedere una posizione in tali circostanze. Il quattro volte campione del mondo, inoltre, non ha tratto alcun vantaggio dal fuori pista, anzi, al contrario, il suo inseguitore è riuscito a riavvicinarsi.

Altro fattore che, a quanto pare, ha convinto gli steward ad assegnare una penalità, è stato il team radio di Lewis Hamilton. Il pilota della Mercedes, però, secondo le analisi della scuderia italiana, ha mantenuto sostanzialmente la traiettoria effettuata nei giri precedenti e non si sarebbe messo in una posizione facilmente individuabile dagli specchietti retrovisori di Vettel. Per di più, la Ferrari è convinta che Hamilton non abbia mai abbandonato del tutto il tracciato per evitare l’incidente. Tuttavia, non tutte le evidenze sono accertabili dalla FIA, per cui il caso potrebbe essere archiviato rapidamente se gli steward ritenessero che le prove non siano convincenti.

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Alberto Lanzidei

Mi chiamo Alberto, ho 23 anni e seguo la Formula 1 sin dalla tenera età. Grandissimo tifoso Ferrari, sono cresciuto seguendo, in compagnia di mio padre, il dominio di Michael Schumacher. In seguito ho sviluppato una fortissima passione per Fernando Alonso e ho gioito e sofferto per le sue vittorie in rosso. Oltre la Formula 1, cerco di seguire tutti gli altri motorsport, in particolare WRC, MotoGP e SBK. Quando non seguo gare mi dedico al bodybuilding e ai videogames

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