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Netflix, “Drive To Survive”: è record di ascolti per la 4ª stagione

Per la quarta stagione rilasciata lo scorso Marzo, il CEO di Liberty Media prevede una platea di spettatori ancora più ampia della precedente

Greg Maffei, amministratore delegato della Liberty Media, ha dichiarato che la serie prodotta da Netflix “Drive to Survive” è sulla buona strada per raggiungere un’audience più elevata delle precedenti, per la quarta stagione 

Non esattamente quello che possa definirsi un idillio  per i puristi e nostalgici di questo sport, che hanno ancora negli occhi i duelli tra Lauda e Hunt, o hanno amato follemente Michael Schumacher, o, ancora, sognato ad occhi aperti con la tragica favola di Ayrton Senna, o che non hanno mai digerito ciò che il fato riservò a Felipe Massa, in quel, ormai, lontano, 2008.  Tutti gli appassionati della Formula 1 a.DTS (Ante Drive To Survive – n.d.r. -) hanno, comprensibilmente, facoltà di indignarsi.

La piattaforma Netflix, stringendo una partnership con la Liberty Media, ha prodotto la serie “Drive To Survive” nel 2019, restituendo al mondo una narrazione della Formula 1 come mai era stato fatto prima di quel momento.
Drive To Survive è un modo per entrare all’interno del paddock, svelando il lato umano che si cela dietro ai professionisti che ricoprono un ruolo da protagonista in questo sport. Piloti, Team Principal, ingegneri etc.

Lo spettacolo di stampo Netflix è diventato in breve tempo estremamente popolare, facendo balzare gli indici di ascolto del pubblico medio globale per gara, di uno campionati più brevi mai disputato (quello del 2020), a 87,4 milioni, contro gli 80 milioni di cinque anni prima.

Un mix tra soap opera, documentario e film d’azione

La quarta stagione di Drive To Survive è stata lanciata da Netflix l’11 Marzo scorso, con qualche settimana d’anticipo rispetto all’inizio del campionato 2022 di Formula 1. Ripercorre, attraverso 10 episodi, la lotta serrata per la supremazia in classifica tra Max Verstappen e Lewis Hamilton.
La trasmissione ha  generato un enorme afflusso di seguaci e “nuovi tifosi” per la Formula 1, annullando il distacco tra i destinatari di un pubblico molto diversi fra loro. Per certi versi, ha raggiunto un uditorio persino molto distante da quello degli appassionati della Formula 1.

La produzione Netflix, infatti, risulta essere un miscuglio ben assortito tra soap opera, documentario e film d’azione, la cui drammatizzazione di alcuni eventi ed episodi è stata spesso – anche di recente – duramente criticata.

I piani per una quinta stagione di Drive To Survive devono ancora essere confermati. Quel che per ora è certo, però, è che la quarta stagione abbia tutte le carte in regola per superare le cifre degli ascolti registrati della terza stagione. La serie, nel 2021, svettava al primo posto nella classifica mondiale Netflix, registrando il 20% di ascolti in più rispetto alla prima stagione.

“Il pubblico della quarta stagione è già più ampio del pubblico della terza stagione. Quindi è un enorme successo. Penso che ci siano molti altri fattori che hanno contribuito a guidare la nostra popolarità. Questo è sicuramente uno che non scartiamo”, ha dichiarato Maffei, durante il lancio del nuovo GP di Las Vegas, ad inizio settimana.

Drive to Survive non convince tutti i piloti

Moltissimi piloti e figure delle scuderie sembrano gradire la presenza di Netlfix per una rinnovata affluenza di tifosi e sostenitori dell’automobilismo. Altri, invece, non nascondono la propria preoccupazione per il modo con Netflix restituisce l’interpretazioni dei protagonisti della serie.
Il neo-campione del mondo Max Verstappen, infatti, si è mostrato decisamente recalcitrante già nel corso delle riprese: aveva annunciato che non avrebbe preso parte alla quarta stagione proprio per il timore che la produzione potesse alimentare la tensioni tra i piloti.


Il Capo della F1, Stefano Domenicali, ha affermato che verranno programmati dei colloqui con la direzione di Netlfix, al fine di “regolamentare” l’uso della licenza creativa, utilizzata per rendere “accattivante” la serie, non sempre mostrando scenari realistici di quello che avviene dentro ai box

Sono stati utilizzati certi toni drammatici, per catturare l’attenzione di una maggiore audience. Sicuramente è un’opportunità, ma deve essere capita. Un pilota che si rifiuta di partecipare perché sente di non essere rappresentato nel giusto modo, non è normale. Quindi quello di cui abbiamo bisogno ora è di un dialogo necessario. Dobbiamo cercare di capire come può essere incluso in questo format in modo giusto.

“Discuteremo con tutti i piloti del tema. Dobbiamo fare in modo che il progetto portato avanti e che genera interesse, sia proposto in un linguaggio realistico, senza un ulteriore distorsione della realtà che viviamo tutti i giorni“, ha concluso Domenicali.

Giusy Alfano

Redazione

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