DichiarazioniFormula 1

Monza a rischio dopo il flop di quest’anno?

“Trovo difficile pensare a una Formula 1 senza l’autodromo brianzolo, ma i GP sono anche business”, le parole di Stefano Domenicali che avvisano i dirigenti del circuito

L’ultima edizione del Gp d’Italia non è una di quelle che si vorranno ricordare, visti i deludenti numeri registrati. Si mette in dubbio il futuro di Monza?

Quella appena passata è stata una Monza emozionate grazie soprattutto alla vittoria della McLaren di Daniel Ricciardo. Nonostante questo gli spalti dell’autodromo però non erano in molti ad assistere al GP d’Italia. I motivi dietro a questa fredda risposta del pubblico sono da ricercarsi nei costi decisamente poco contenuti del biglietto e nelle tempistiche tardive dell’apertura alla vendita. Una situazione che preoccupa i vertici della Formula 1 e della FIA.

I GP DEVONO AVERE UN RITORNO ECONOMICO

“Perché così poco pubblico a Monza? Sono rimasto deluso vedendo le tribune [ndr. vuote] durante le qualifiche di venerdì”, così Jean Todt alla Gazzetta dello Sport. Una situazione che quest’anno non si è vista in altri circuiti. È vero però che qui non c’è stata la possibilità di comperare il più economico prato ed è pur vero che i risultati della Ferrari non richiamano la voglia dei più.

Il francese sa bene, dai tempi della sua esperienza a Maranello, che tipo di bolgia possa divenire Monza e per questo: “Sarei deluso se non ci fosse nemmeno una gara in Italia nel calendario di Formula 1 dei prossimi anni. Ma è una domanda da rivolgere a Stefano Domenicali”. Ma d’altronde lo stesso cruccio se lo porta anche Domenicali: “Stiamo discutendo con gli organizzatori per capire come rilanciare il Gran Premio. Trovo difficile pensare a una Formula 1 senza Monza; ma gli eventi sono anche business e devono fruttare un ritorno economico che li giustifichi”. E come dargli torto?

Il più recente GP è stato pure sotto questo punto di vista un vero e proprio flop, una inevitabile conseguenza. Il presidente dall’autodromo Giuseppe Radaelli ha comunicato perdite che si avvicinano ai 15 milioni di euro. E ha così commentato: Lo scorso anno, con la gara a porte chiuse nel pieno dell’emergenza sanitaria, avevamo avuto quasi un azzeramento delle imposte da pagare alla Formula 1. Quest’anno invece, nonostante le pesanti restrizioni (con i posti all’aperto ridotti del 50% e quelli al chiuso limitati al 35%), non abbiamo alcuno sconto.

Insomma si tratta di un contesto ben diverso dal GP del 2019 che aveva fatto segnare numeri record, quello che aveva visto vittorioso Charles Leclerc. Dal successo dei 200 mila all’insuccesso dei 15 mila. Ma come si è già detto tanti sono stati i fattori che hanno influito. L’augurio è che nel 2022 si ritorni a quei livelli di partecipazione, pandemia e Ferrari permettendo.

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

Un commento

  1. Leggo su altri siti che la colpa del poco pubblico sarebbe da attribuire anche all’obbligo di Green Pass. Nulla di più falso: è stato, anzi, proprio questo obbligo che ha inizialmente convinto me e il mio gruppo ad andare a Monza per il GP, perché ci ha fatti sentire più sicuri, anche per il viaggio.

    Abbiamo tuttavia desisdito a causa dei prezzi folli dei biglietti!

    Forse si dimentica che un tifoso deve affrontare anche la spesa del viaggio e del pernottamento: se i biglietti dell’Autodromo sono così cari, non si può pensare, in un periodo come questo, che ci siano molte persone disposti a sborsare simili cifre.

    Il problema Ferrari? Del tutto marginale. Non si va a vedere una gara solo quando si ha una certezza di vittoria. La passione per questo sport è altro: andremmo anche se la competizione fosse con la Haas per la penultima posizione anziché l’ultima.

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