Formula 1Gran Premio Belgio

Leclerc e quel tear-off: oltre al danno anche la beffa

Ferrari sembra aver individuato il proprietario della visiera a strappo che ha causato problemi alla monoposto del monegasco

Secondo quanto appreso dalla scuderia di Maranello, il tear-off che ha compromesso la gara di Leclerc apparteneva ad una Red Bull

Non è stata una domenica fortunata per Charles Leclerc, lo si era capito dal quarto giro quando il monegasco è stato costretto alla sosta per rimuovere un tear-off incastratosi nella presa d’aria dei freni dell’anteriore destra. Le visiere a strappo sono fatte proprio per essere rimosse quando hanno bisogno di migliorare la visibilità. A proposito di ciò, la direzione gara aveva avvisato i piloti chiedendogli di depositarli all’interno dell’abitacolo al fine di evitare episodi del genere.

Dalle parole di Mattia Binotto si apprende come, secondo Ferrari, quel tear-off appartenga proprio al rivale di Leclerc: Max Verstappen. La Rossa ha dovuto così effettuare un pit-stop anticipato per rimuoverlo. Oltre a questo, a fine gara ha anche ricevuto una penalità di cinque secondi per aver superato il limite di velocità in pit-lane. Ma cos’ha a che fare con l’infrazione commessa dal monegasco? Ebbene, la visiera a strappo dell’olandese, una volta incastratasi all’interno della brake duct, ne ha causato il surriscaldamento. Questo ha poi messo fuori uso il sensore che rileva la velocità, come ha fatto notare lo stesso Team Principal: “Non abbiamo usato i nostri sensori perché si sono guastati a causa del surriscaldamento dovuto al tear-off di Max“.

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Con una gara ormai compromessa, il team italiano ha deciso di chiamare ai box Leclerc per provare a ottenere il giro veloce: “Nonostante tutto siamo stati coraggiosi. Ci abbiamo provato visto che c’erano le condizioni per farlo“. Il margine sul primo inseguitore, però, era davvero sottile: “Sapevamo che sarebbe stato molto al limite con Alonso, ma penso comunque che sia stata la decisione giusta. Charles a quel punto aveva pneumatici migliori, quindi avrebbe potuto superarlo nuovamente“, ha spiegato il boss della Ferrari.

Martina Luraghi

Amante dello sport: a primeggiare sono ovviamente i motori, ma anche il calcio e un pizzico di tennis. Tra gli altri interessi spiccano la musica e tutto ciò che riguarda il Giappone, da cui nasce la mia voglia di viaggiare. Il mio grande obbiettivo è far diventare la mia passione un vero e proprio lavoro, arrivando a girare per i paddock di tutto il Mondiale di Formula 1. "Believe it." è da sempre il mio motto che rispecchia il mio carattere ambizioso e la determinazione che ho nel raggiungere i miei sogni. Può sembrare banale, ma voglio svegliarmi la mattina essendo felice perchè faccio quello che amo.

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