IntervisteScuderia Ferrari Club

La voce dei Ferrari Club: SFC Caprino Bergamasco

Con il Presidente, Paolo Magni, abbiamo scoperto cosa si cela dietro al sodalizio lombardo: non solo motori ma anche tanta beneficenza

Tutto è partito il 24 dicembre 1995 per mano dell’allora Presidente, Giulio Carissimi. La denominazione SFC Caprino Bergamasco, arriva solo nel 2006, quando il sodalizio decide di unirsi alla famiglia di Scuderia Ferrari Club

Date a un bambino un foglio di carta, dei colori e chiedetegli di disegnare un automobile, sicuramente la farà rossa“. Questa è sicuramente una delle frasi più iconiche del fondatore del Cavallino Rampante. Con l’obiettivo di unire sotto la stessa bandiera tutti i sostenitori della Rossa, sono nati in tutto il mondo numerosi club dedicati alla Ferrari, come a esempio lo SFC Caprino Bergamasco.

La Ferrari non è solo una squadra di Formula 1 o una casa automobilistica. È molto di più. È un fenomeno, che forse meriterebbe uno studio approfondito da esperti di comunicazione di massa.
Non a caso, un vero tifoso del Cavallino Rampante si riconosce subito. E non solo per la tenuta rossa d’ordinanza da sfoggiare agli eventi. Per provare a entrare in questo mondo di motori, benzina, passione e impegno sociale, F1world ha avuto il piacere di intervistare Paolo Magni, Presidente dello SFC Caprino Bergamasco.

Quando è nato il vostro sodalizio?
Il Ferrari Club Caprino Bergamasco è nato il 24 dicembre 1995, attraverso il benestare arrivato direttamente dalla Ferrari. All’epoca non ero io il Presidente, ma Giulio Carissimi, che è nostro attuale Presidente Onorario e al quale dobbiamo la fondazione del nostro sodalizio.

SFC Caprino Bergamasco
Credit: SFC Caprino Bergamasco, FB page

Quali sono le vostre attività in linea di massima?
Organizziamo sia attività per i possessori di Ferrari, sia per i soci normali che non hanno una vettura del Cavallino Rampante. Per i possessori organizziamo raduni o tour che durano magari un weekend. Proprio durante questi eventi organizziamo anche delle raccolte fondi per beneficienza. Non direttamente attraverso noi del Club, ma appoggiandoci a associazioni del territorio con le quali collaboriamo.
Per i soci “tradizionali” organizziamo gite, escursioni, oltre alla visita alla fabbrica Ferrari a Maranello che purtroppo, a seguito della pandemia da Covid-19, non si è più potuto fare.

Come dicevo in precedenza, organizziamo anche giornate che poco o nulla hanno a che fare col mondo dei motori. A esempio, proprio un mesetto fa abbiamo passato una giornata al Parco Faunistico Le Cornelle, che è qui in zona Bergamo, per trascorrere qualche ora, immersi nella natura, in compagnia dei nostri tesserati.
Ultimamente ci siamo mossi per andare a Imola, con un pullman, e prossimamente saremo a Montecarlo per sostenere la Rossa. Come si evince da queste parole, organizziamo svariati eventi: sia per i possessori di Ferrari, sia per i nostri soci “tradizionali”.

È dal 2006 che fate parte della famiglia di Scuderia Ferrari Club. Che cosa vuole dire per voi essere parte di questo gruppo?
Avere un Club Ferrari e non essere ufficiale ha poco senso. Mi viene in mente questo particolare. Prima del 2006 eravamo noi a stampare le tessere ai nostri soci e consegnarle loro. Ora, invece, arrivano direttamente da Maranello. Credo che per un tifoso della Rossa abbia un sapore diverso sapere di essere parte della famiglia Ferrari, in un certo senso.

Qual è stata la miglior giornata a livello di club che ricordate con più emozione?
Se avessi intervistato Giulio (Carissimi, il Presidente Onorario ndr) ti avrebbe sicuramente detto il primo raduno in occasione dell’inaugurazione, che ha organizzato come Ferrari Club Caprino Bergamasco. Il primo evento non si scorda mai. Si sta parlando del 1995 e tenendo conto che allora non c’era Internet, social network, Whatsapp e altre cose di questo tipo utili a pubblicizzare gli eventi, c’è stato un buon livello di partecipazione.

SFC Caprino Bergamasco
Credit: SFC Caprino Bergamasco, FB page

Mentre io ti dico la giornata che abbiamo organizzato per festeggiare il 25esimo anniversario del nostro Club che si è tenuto lo scorso 5 settembre. Sinceramente avremmo dovuto festeggiare il traguardo nel 2020 ma non è stato possibile a causa delle restrizioni per il Covid. Abbiamo rimandato di un anno.
In quell’occasione, oltre agli eventi legati alla Ferrari ci siamo sentiti in dovere di ricordare tutti gli amici e i tesserati che ci hanno lasciato durante la pandemia. È stato un anno davvero pesante che ha vissuto tutta Italia, ma in particolar modo dalla nostra città, Bergamo.
Per realizzare questo evento abbiamo interpellato l’Amministrazione Comunale che ci ha dato grande supporto permettendoci di portare in piazza, in mattinata, la bellezza di 65 Ferrari e noi abbiamo regalato loro una targa di riconoscimento per quanto la città abbia fatto nel periodo del Covid.

Esattamente come avevamo fatto per i venti anni dalla Fondazione, anche per il venticinquesimo abbiamo realizzato un collage con alcune delle immagini più simboliche del nostro Club ma questa volta utilizzando come sfondo lo skyline di Città Alta proprio con l’obiettivo di festeggiare il nostro anniversario ma ricordando lo sforzo che ha fatto Bergamo per quanto è successo.
Sempre in quella stessa giornata, al pomeriggio, si è presentato a Caprino Roberto Facchinetti per collaborare a questo evento e portare più gente possibile a questa manifestazione. Tra i momenti più toccanti ricordo il minuto di silenzio che abbiamo osservato per ricordare tutte le persone che non c’erano più e quando Facchinetti che ha intonato ‘Rinascerò rinascerai’, la canzone scritta durante la pandemia nata a sostegno della città di Bergamo gravemente colpita dal Covid-19.

SFC Caprino Bergamasco
Credit: SFC Caprino Bergamasco, FB page

Facciamo un passo indietro, al 2020. Anno che ha toccato da vicino tutto il mondo a causa della pandemia da Covid-19, ma in particolar modo la vostra zona e il vostro club visto che sono venuti a mancare alcuni vostri iscritti. Come avete vissuto quell’anno, non solo dal punto di vista umano ma anche di comunità?
Generalmente quando accadono disgrazie di questo tipo, mi viene da pensare al terremoto in Emilia Romagna, cerchiamo di organizzare delle raccolte fondi. Nel 2020, attraverso un nostro sponsor che produce dispositivi medici tipo guanti e mascherine, eravamo riusciti a recuperarne un po’, perché non se ne trovavano in giro. E li abbiamo regalati ai medici che andavano a visitare in casa i pazienti.

Nonostante non ci si potesse incontrare e condividere momenti assieme, sono stati i nostri soci, anche quelli che stavano fuori Bergamo, che ci sono venuti incontro. Non c’è stato un solo giorno in cui non ci sentissimo al telefono e ci chiedevano come potevano essere di aiuto alla città. Dopo i loro messaggi abbiamo contattato l’ospedale per capire se avessero un conto corrente al quale far pervenire le donazioni. Dopo un po’ di tempo siamo stati ringraziati direttamente dall’Amministratore Delegato dell’ospedale di Bergamo per le donazioni che avevano ricevuto. E questo è partito direttamente dai nostri tesserati, senza che noi chiedessimo qualcosa.

Ripensando a tutto quello che avete costruito come club, in futuro cosa vi piacerebbe realizzare che non avete ancora potuto fare?
Difficile rispondere perché in questi anni abbiamo organizzato davvero tanti eventi e di svariate tipologie. Una delle cose che abbiamo realizzato e che ricordo con più emozione è stato quando siamo stati contattati per realizzare il desiderio un ragazzo malato di SLA, grande tifoso di Kimi Raikkonen.

Ottavio comunicava solo con gli occhi e avrebbe voluto assistere al GP e incontrare il suo idolo. Appena ci giunse questa richiesta contattammo subito la Ferrari per vedere se si riuscisse a organizzare e ricevemmo risposta positiva. Anche se non poteva risponderci con la voce, quel ragazzo speciale aveva gli occhi che brillavano nel momento in cui ha conosciuto Raikkonen. E, nonostante si sia sempre detto che Kimi fosse uno freddo, noi, in quell’occasione, abbiamo visto un suo lato veramente tenero e attento. A ripensarci ho ancora la pelle d’oca.

Credo che forse, l’unica cosa che ci manca da realizzare sia una cena per tutti i nostri soci con la presenza di entrambi i piloti della Ferrari. Difficile, ma credo che possa essere davvero l’unica cosa che ci manca.

SFC Caprino Bergamasco
Credit: SFC Caprino Bergamasco, FB page

La Ferrari è partita alla grande in questo 2022. Ha vinto 2 delle prime 4 gare del campionato e Leclerc comanda la classifica piloti. Che idea vi siete fatti dopo questa prima parte di stagione? Non solo della Ferrari, ma anche dei loro avversari.
L’obiettivo della Ferrari ora è quello di migliorarsi, a differenza degli altri che invece devono rincorrere. A Imola se ci fossero state temperature più alte e non ci fosse stata la pioggia, la gara sarebbe finita diversamente per Sainz e Leclerc. È vero quella di domenica non è stata la gara della Ferrari, ma un weekend storto su oltre venti gare credo possa anche starci. L’unico vero rammarico, forse, è che sia avvenuto proprio in occasione della gara di casa della Ferrari. Ma nonostante tutto io ho grande fiducia in questo 2022.

Quali sono i prossimi appuntamenti che vi vedranno protagonisti?
Il 27 maggio saremo in trasferta a Montecarlo, sempre a sostenere la Rossa; poi domenica 29 maggio abbiamo in agenda un ritrovo benefico con il Lions Club Valcalepio e Valcavallina, ormai evento consolidato che si svolge sempre l’ultima domenica di maggio. Proprio la raccolta fondi prevista per questa giornata sarà devoluta in favore dei rifugiati provenienti dalla guerra in Ucraina mentre a termine della manifestazione andremo a visitare i cantieri e il museo Riva di Sarnico.

Il 5 giugno da non perdere a Monza, prenderemo parte al 7° Memorial di tributo a Michael Schumacher e chiuderemo questo cerchio, dato che siamo arrivati al settimo anno, esattamente come i titoli Mondiali che ha conquistato in Formula 1. Poi abbiamo in programma una gita sulle Dolomiti a metà giugno, la Notte Rossa a Maranello e la partecipazione al GP d’Italia, a settembre, a Monza.

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

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