Analisi della redazioneDichiarazioniFormula 1Gran Premio Ungheria

La ripartenza in solitaria di Hamilton: il chiarimento di Masi

Il Direttore di gara ha spiegato quali sarebbero state le procedure se anche l’inglese si fosse fermato per il pit stop

Una scena che ricorderemo a lungo quella in Ungheria. Il Direttore di gara descrive le procedure di ripartenza

L’ultimo appuntamento mondiale ci ha regalato forti emozioni e qualche sorpresa: dalla prima vittoria di Esteban Ocon, di certo inaspettata, al groviglio di macchine incidentate alla prima curva subito dopo il via e la ripartenza in solitaria da libri di storia di Lewis Hamilton. E proprio questo ultimo episodio ha lasciato a bocca aperta i presenti e i telespettatori da casa, davanti alla monoposto del campione inglese, l’unica schierata sulla griglia di partenza dopo la bandiera rossa.

Ma come è successo? Ripercorriamo insieme gli attimi precedenti. Inizia il GP di Ungheria sul tracciato bagnato dalla pioggia; Hamilton mantiene la leadership e scappa via indisturbato, mentre alle sue spalle si scatena il putiferio: Bottas sbaglia la frenata alla prima curva e centra Norris davanti a lui. L’inglese perde il controllo della sua McLaren e si scontra con un ignaro Verstappen. Nella mischia, anche lo sfortunato Perez, costretto al ritiro. Troppi detriti in pista; non basta la Safety Car. Sul circuito viene esposta bandiera rossa e i piloti rientrano in Pit Lane. Gioco fermo per 10/15 minuti, la pista nel frattempo si asciuga.

Finalmente, si può riprendere: le monoposto tornano in pista per il giro di formazione e decidono che è arrivato il momento di montare gomme da asciutto. Tutti effettuano il pit stop, tranne Hamilton, esatto. Il sette volte campione del mondo, spinto dal suo team con chissà quale piano diabolico in mente, prende invece posto in griglia di partenza ad attendere lo spegnimento dei semafori. Ed ecco qui una scena cui nessuno aveva mai assistito prima: una sola vettura al via. Qualcosa di surreale e, perché no, anche divertente. Ma sarà stato certamente di un altro avviso il diretto interessato, costretto poi a rientrare al giro successivo, perdendo infiniti secondi per ritrovarsi l’ultimo del gruppo. Strategia Mercedes: bocciata.

LA RIPARTENZA DI HAMILTON: UN PO’ DI STORIA E IL CHIARIMENTO DI MASI

A una scena abbastanza simile si era assistito solo a Indianapolis nel 2005, entrato negli annali per aver visto schierarsi in griglia solo 6 vetture su 20, tra cui Ferrari, Jordan e Minardi, su gomma Bridgestone. Tutti gli altri, con Michelin, decisero di non disputare la gara per mancanza di sicurezza degli pneumatici in dotazione. Storia diversa, esito analogo.
Ma come sarebbe andata se anche Hamilton fosse rientrato ai box per il pit stop?

A rispondere alla domanda è lo stesso Michael Masi, Direttore di gara, che, parlando con GP Fans, ha spiegato le dinamiche: “Quello che sarebbe successo, ma non è successo, è che, una volta entrata l’ultima vettura in Pit Lane, si sarebbe attivato il segnale di uscita e, una volta spento, il semaforo verde sarebbe stato acceso all’uscita della Pit Lane e quello sarebbe stato l’ordine di uscita dalla stessa“. Come riporta Soymotor.com, per Masi, l’ultima vettura ad entrare nella Pit Lane sarebbe stata l’ultima vettura in griglia: “Ovviamente abbiamo visto Lewis superare la linea della Safety Car e Esteban salire in macchina piuttosto tardi in quel momento“, ha concluso l’italiano.

Erika Mauri

Metà brianzola e metà romana, ho una Laurea Triennale in Lingue Straniere e una Laurea Magistrale in Linguistica, entrambe conseguite nella Capitale; da sempre amo scrivere e lavorare con la lingua italiana in tutte le sue forme. Mi definisco una persona dinamica, intraprendente, coraggiosa e amante delle sfide, faccio della mia capacità organizzativa e del problem solving due delle mie qualità migliori, insieme alla facilità di collaborare con altri in gruppo e a un pizzico di anticonformismo. Amo viaggiare e sono appassionata di tecnologia, spazio, cinema, musica, lettura e, ovviamente, di Formula 1.

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