DichiarazioniFormula 1

La Formula 1 si schiera dalla parte dell’ibrido

Che impatto può avere sul Circus il divieto dell’ibrido in alcuni paesi? Brawn e Carey rispondono a favore delle power unit

Per contrastare le emissioni di co2, molti paesi hanno messo al bando la vendita  anche di veicoli ibridi, con la speranza che la Formula 1 possa fungere da traino verso un futuro più ecosostenibile

In questo periodo storico, per tentare di contrastare i problemi ambientali, e ridurre le emissioni di co2, molti paesi sono alla ricerca di soluzioni utili, iniziando a mettere al bando la vendita dei motori a benzina, diesel ed anche ibridi. Una situazione, che in Formula 1 si sta guardando con molta perplessità e curiosità, nel cercare di capire quale sarà la prossima direzione da seguire, per tenere il passo delle novità. In Formula 1, i motori ibridi, hanno fatto il loro ingresso nel 2014 e rimarranno in vigore fino al 2025.

Sicuramente, in questo periodo i vertici del Circus dovranno prendere una decisione, su come eventualmente sostituire le power unit. A proposito dei motori ibridi, e dei piani governativi che vietano la vendita delle vetture spinte da questi motori, molti costruttori potrebbero iniziare a riflettere se continuare o meno con questa tecnologia, mentre altre figure sono tuttora favorevoli sull’ibrido, ritenendolo una valida soluzione mondiale.

BRAWN: “INCONCEPIBILE AVERE UN’INFRASTRUTTURA, CHE SOPPORTI SOLAMENTE VEICOLI ELETTRICI TRA 15 ANNI”

I colleghi di Motorsport.com hanno chiesto a Ross Brawn, un pensiero sull’impatto che questo bando dell’ibrido, possa avere sulla Formula 1: “A dire il vero, non credo che dobbiamo sapere necessariamente ora dove stiamo andando. Penso che i governi debbano guardare al quadro generale e che dobbiamo tutti guardare all’impatto delle polveri sul trasporto personale. Penso che sia banale scegliere una tecnologia specifica. Per me, come ingegnere non ha senso. Bisogna capire dove siamo e dove vogliamo arrivare, poi valuteremo la miglior soluzione.”

“I governi devono essere fermi, devono costringere le persone a fare le cose, ma anche trovare il modo per finanziarle. Ma se troviamo una soluzione con carburanti sintetici, per esempio, lo possiamo fare, dato che le nostre infrastrutture hanno già una predisposizione. Ora, dovremmo eliminare l’inquinamento dai centri urbani, quindi si pensa a soluzioni come l’idrogeno o l’elettrico. Ma per me, è inconcepibile avere un’infrastruttura, capace di supportare solamente veicoli elettrici tra 15 anniha così affermato Brawn.

Per poi aggiungere: “Se guardiamo alla tecnologia sostenibile, crediamo che la Formula 1 possa diventare una forza trainante. Se la FIA dirà che nel Circus si potrà correre soltanto utilizzando carburanti sostenibili o sintetici, potete essere certi che questo è ciò che guiderà la tecnologia del futuro. Tutte le compagnia petrolifere saranno coinvolte, perché sanno che devono trovare delle alternative per il futuro. Quindi possiamo essere il catalizzatore del cambiamento”.

CAREY: “L’ELETTRICO? E’ GIUSTO AVERE DELLE ALTERNATIVE”

Anche Chase Carey, CEO della Formula 1, crede che puntare totalmente sull’elettrico sia sbagliato, e si schiera con il pensiero di Brawn, appoggiando l’ibrido, perciò ha affermato: “Ho letto i pareri di molti esperti, sul tema ambientale, e penso che la maggior parte di loro, riconosca che sia necessaria una serie di soluzioni. L’elettricità è diventata una sorta di pallottola d’argento. Intorno all’elettrico, sono sorti problemi ambientali, alle infrastrutture, ed a livello di costi. Penso che farà parte della risposta, ma che debba avere anche delle alternative”.

“Penso che in linea generale, un motore a combustione con carburanti sintetici e con un sistema di recupero delle energie, potrà essere l’elemento più importante della soluzione al problema. Infine, credo che arriverà un momento, in cui l’elettrico sarà meno un sogno politico, e più una realtà di mercato. Credo che anche le altre soluzioni debbano essere riconosciute come una parte importante di questo processo, per raggiungere questi obiettivi”, ha così concluso Carey.

Pubblicità

Giorgia Meneghetti

Mi chiamo Giorgia, nata nel 1986, e residente a Fermo nelle Marche. Diplomata in Perito del Turismo, e con ottime conoscenze di lingue straniere: Inglese, Francese, Spagnolo. La Formula 1 è una delle mie più grandi passioni, che seguo dal 1998. Grazie ai suoi protagonisti, piloti, monoposto, team ne sono rimasta talmente stregata, tanto da spingermi a scrivere, raccontarla e viverla attivamente, sognando e sperando di poter un giorno incontrarli, e diventarne parte, e magari in un lavoro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button