Il futuro di Verstappen in Red Bull: contratto, famiglia e priorità

Futuro Verstappen Red Bull

© Red Bull Press Area

Max Verstappen sul suo futuro in Red Bull

“Ho 28 anni, ho un contratto con la Red Bull fino al 2028 e intendo rispettarlo. In questo momento sto escludendo un cambio di squadra, ha risposto Verstappen quando gli è stato chiesto del suo futuro in Red Bull dalla rivista svizzera Blick. Nel corso dell’estate, l’olandese era stato al centro di diverse speculazioni su un possibile cambio di squadra, con molti che lo davano per certo in Mercedes. A mettere a tacere le voci, però, era stato proprio lui, confermando già la scorsa estate che non avrebbe cambiato scuderia.

Se poi firmerà un altro contratto, al momento, non è dato saperlo e riguardo al suo futuro in pista ha commentato:Io non più in pista a 40 anni? Potete scommetterci. A 40 anni potrei sì essere ancora nel paddock, ma come team principal in un’altra categoria. Nota è infatti la passione di Max anche per altri campionati, soprattutto quelli di endurance.

Schumacher e la famiglia: il paragone di Max

Verstappen ha anche commentato il rapporto di lunga data e la profonda ammirazione per lo zio” Schumacher dicendo: “Michael era un pilota che lavorava instancabilmente e dava il massimo. Per lui contava solo la vittoria, indipendentemente da come la ottenesse. In pista era, proprio come me, totalmente focalizzato. Ma a casa si prendeva cura della sua famiglia e le dava tutte le attenzioni che meritava. Parallelismi tra me e Michael? Sì, sia in pista che fuori. Ma dopo oltre 230 gare, il mio obiettivo non è certo quello di inseguire i sette titoli mondiali. Non c’è niente di più importante per me della mia famiglia e dei miei figli. Sono la motivazione che si può trovare solo a casa”.

Verstappen, come Michael, condivide una grande dedizione per la famiglia e per questo non si è dimostrato molto entusiasta dei calendari delle gare, che sono sempre più fitti. “Da anni disputo circa 24 gare a stagione e nemmeno le sei sprint mi riempiono più di gioia. La maggior parte di queste ‘apparizioni’ inutili di sabato sono state anche piuttosto noiose”. L’olandese ha poi aggiunto che questa attività costante è “particolarmente stressante per i meccanici”.

di Beatrice Bertolotti