I verdetti di fine stagione: le pagelle del Gp di Abu Dhabi

hamilton-gp-abu-dhabiEcco le pagelle del Gp di Abu Dhabi, Gp che ha visto l’affermazione di Lewis Hamilton sia in gara che nella conquista della corona iridata. La gara dell’emirato, infatti, ha visto il britannico laurearsi campione del mondo per la seconda volta nella sua carriera. Vediamo nel dettaglio come sono andati i protagonisti di questo Gp, i vincenti e gli sconfitti di fine campionato.

Sebastian Vettel: voto 6. Il compito che gli spetta non è certo facile: partire dal fondo della griglia a causa di certi esperimenti aereodinamici che la Red Bull ha fatto sulle ali ma che la rendono irregolare. Il fatto è che lo stesso destino toccava anche a Ricciardo, anzi peggio: Daniel partiva dietro il tedesco. La differenza a fine gara è evidente e consta in una trentina di secondi abbondanti. Troppi. Speriamo bene per il prossimo anno.

Daniel Ricciardo: voto 8. Come già detto sopra, stesso destino di Vettel ma gara diversa. Guida a testa bassa ma con il delicato compito di non distruggere le gomme affinchè la strategia adottata dal muretto box funzioni. L’australiano è un’ennesima scommessa vinta da Marko e fa venire il sorriso (nonostante il motore Renault) agli uomini Red Bull quando pensano al prossimo anno.

Nico Rosberg: voto 8. «No, no, I will go till the end ». C’è in questa frase con la quale Rosberg risponde al suo ingegnere che lo invita a ritirarsi a causa dei tanti problemi tecnici della sua Mercedes, un non so che di eroico e dignitoso. Sono le parole di un ragazzo che ci ha provato fino alla fine e che è stato, anche da me, spesso criticato nel corso dell’anno per aver meno talento di Hamilton e più fortuna. Ieri, di fortuna, non ne ha avuta tanta, ma ha voluto concludere quest’avventura 2014 con la bandiera a scacchi. E per questo merita il nostro plauso.

Lewis Hamilton: voto 9. Parte alla grande, brucia Rosberg, mette su un tesoretto di poco più di 2” e lo mantiene fino a quando Rosberg non inizia ad accusare i problemi che lo mettono fuori gioco. La gara di Hamilton è tutta qui. Fa, una volta tanto il ragioniere, anche quando Massa si fa minaccioso negli specchietti della sua Mercedes e, in definitiva, vince il suo secondo, meritatissimo titolo mondiale rendendo giustizia a se stesso e anche alla F1 che non poteva certo sopportare che un pilota così  avesse solo un titolo mondiale all’attivo.

Fernando Alonso: voto 6. Quando un camera car ci mostra la Ferrari di Alonso faticare a superare la Caterham di Stevens che, nel frattempo, prendeva una ventina di secondi dal proprio, lentissimo, compagno di squadra Kobayashi, ci si rende conto della frustrazione di Fernando Alonso in questi anni. In gara ha dato tutto quello che poteva dare. Il suo addio alla Ferrari è stato mesto ma non meritava questo il campione spagnolo. L’addio avviene nella pista in cui, nel 2010, Alonso sfiorò il titolo ma venne tradito dagli uomini Ferrari. Il primo tradimento di tanti.

Kimi Raikkonen: voto 6. A parte le qualifiche e la buona partenza, non c’è molto da prendere dalla gara di Raikkonen. Però non finisce molto lontano da Alonso e, comunque, cosa avrebbe mai potuto combinare con questa Ferrari che cola a picco? Spera in una rossa migliore per il 2015. Anche lui, però, dovrà darsi una mossa.

Romain Grosjean: voto 5. Vede la bandiera a scacchi e tira un sospiro di sollievo. Non, però, per la gara conclusa, ma per la stagione conclusa, una delle peggiori da quando è in F1. Peggiore anche di quelle in cui faceva casini ad ogni Gp. La colpa, come sappiamo bene, non è sua, ma di una Lotus inesistente. Lui, però, ha un pò troppo assecondato la sua deludente monoposto.

Pastor Maldonado: voto 5. La lentezza con la quale esce dall’abitacolo della sua Lotus mentre lo scarico andava in fiamme, è un’immagine abbastanza significativa della rassegnazione che era presente all’interno del team Lotus. Ora arrivano i motori Mercedes e Maldonado spera che le cose cambino sul serio.

Jenson Button: voto 7. Chissà se questa sarà davvero l’ultima gara di Button in F1. Se così fosse, la gara dell’inglese ha mostrato, una volta di più, che la sua classe non è mai stata intaccata, che le sue motivazioni sono integre e che, in ultima analisi, riesce a tirare succo anche da un limone spremuto come la McLaren di questo 2014 usando tecnica e diligenza. Un grande.

Kevin Magnussen: voto 5. Much ado about nothing, avrebbe detto Shakespeare. Beh, la gara del danese è proprio un sunto di agonismo, aggressività varia (doti che non andrebbero sempre demonizzate) ma anche di mancanza di concretezza. Una gara inconcludente. Forse con una McLaren così scadente serviva avere un approccio diverso. Forse, però, sarebbe anche servito mettere meno pressione al ragazzo. Avrà un’altra chance nel 2015?

Felipe Massa: voto 9. Il vero protagonista di questo Gp. Parte bene e, cosa ancor più importante, tiene le due Mercedes a una distanza poco superiore ai 10”. Questa volta il muretto gestito da Pat Symmonds non sbaglia una mossa e gli consegna un’ottima strategia. Non basta per la vittoria. Forse il Ricciardo di adesso, al posto di Massa, avrebbe potuto raggiungere e superare Hamilton? Non possiamo saperlo. Resta il fatto che il brasiliano ha fatto una grande gara, priva di errori. In questo finale di stagione rimedia alla sfortuna di inizio anno e smentisce chi lo dava già per finito.

Valtteri Bottas: voto 7. Alla fine, concludere al terzo posto non è certo un risultato per cui rimanere deluso. Però se il tuo compagno ti finisce davanti un pò sì. E se poi pensi che hai anche l’aggravante di aver sbagliato di netto la partenza e di aver perso, nelle battute iniziali, una dozzina di secondi da Massa che non sei più riuscito a recuperare, allora ok, la delusione ci sta tutta. E infatti il volto del finlandese non era dei più allegri sul podio nonostante l’ottimo risultato.

N. Hulkenberg: voto 7; S. Perez: voto 6; E. Gutierrez: voto 5; A. Sutil: voto 5; J. E. Vergne: voto 5; D. Kvyat: voto 6; K. Kobayashi: voto 4; W. Stevens: voto 3.

Giuseppe Lucera

Mi chiamo Giuseppe Lucera, ho 35 anni e sono un docente d'inglese specializzato sul sostegno. Sono da sempre appassionato d'automobilismo. Seguo di tutto, dalla F1 alla 24 ore di Le Mans, passando per i rally e, anche, gli slalom locali. Grande appassionato di kart, quando posso, mi diletto in competizioni riservate ai kart 4t

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