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Hamilton: “Bisognerebbe consultare i piloti per la selezione dei circuiti”

Hamilton ha messo in luce le scarse qualità di alcuni nuovi circuiti di offrire gare spettacolari

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Non è un mistero che alcuni tra i circuiti introdotti di recente, come Sochi e Paul Ricard, offrono gare soporifere, con noiose processioni di vetture in fila senza l’ombra di un sorpasso. È il caso soprattutto del circuito francese, che per il secondo anno consecutivo ha offerto una spettacolo decisamente di basso livello. E dire che il Paul Ricard è una pista “vera”, che annovera curve lente, accelerazioni e rettilinei. Forse, l’errore è averci piazzato una chicane nel bel mezzo del lunghissimo Mistral, che se non fosse stato spezzato avrebbe potuto regalare qualche sorpasso in più. Problemi analoghi li ha presentati il circuito di Sochi, entrato nel Circus nel 2014 e inadatto a offrire gare dai colpi di scena. Con le sue curve tutte uguali e nessuna variazione altimetrica, la pista russa è anche una delle più monotone del calendario.

L’argomento inerente alle nuove piste è tornato d’attualità questa primavera, quando è stato ufficializzato il ritorno a Zandvoort. Quella olandese è una pista vecchio stile, tortuosa e stretta, tanto da sollevare numerosi dubbi sulle sue qualità per offrire gare spettacolari. Alla prova del nove è atteso anche il cittadino di Hanoi, che si spera sia all’altezza di altri circuiti cittadini spettacolari come Baku, che in alcune edizioni è stato in grado di regalare colpi di scena a ripetizione (pensiamo alle edizioni in terra azera del 2017 e 2018).

Hamilton ha messo il problema al centro dell’attenzione nella conferenza stampa post GP di Silverstone. “Nella storia, noi piloti tendenzialmente siamo stati poco considerati quando si è trattato di introdurre nuove tappe nel calendario. Eppure noi siamo quelli che meglio possono capire le opportunità di sorpasso su una pista nuova ha puntualizzato il cinque volte iridato. “Non so di preciso chi decida dove andare, ma vi garantisco che alcuni circuiti dove andremo in futuro non hanno le qualità per regalare show”.

“La gente mi chiede spesso quali siano i circuiti che amo di più e uno di questi è senz’altro Silverstone: ha curve veloci e soprattutto puoi seguire le altre vetture. In altri circuiti non puoi nemmeno stare troppo attaccato a chi ti precede. Dunque, mi domando: andiamo a gareggiare solo per il gusto di andare in un Paese nuovo? O lo facciamo per mettere su uno spettacolo fatto di grandi gare?”.

“Va benissimo andare in Paesi nuovi, ma questi dovrebbero aprirsi a fare modifiche ai propri circuiti. Oppure, questi Paesi dovrebbero mettere a disposizione piste più adatte allo spettacolo ha concluso il pilota Mercedes.

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Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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