DichiarazioniFormula 1Gran Premio Belgio

GP Belgio, la conferenza dei team del midfield

La parola ai principali protagonisti delle scuderie di seconda fascia: a tenere banco sono il futuro di Perez (più ottimista di rimanere nel suo attuale team) e Raikkonen

Settima tappa di un campionato che è stato allungato a 17 prove, con l’inserimento della Turchia, e tempo di analisi sul futuro per due alfieri della Formula Uno di centro gruppo

Parliamo di Sergio Perez e Kimi Raikkonen. Due piloti in fasi ben diverse delle rispettive carriere: se per Raikkonen il tempismo per un ritiro è più che giustificato – compirà 41 anni a ottobre e le prestazioni dell’Alfa Romeo non sono certo un toccasana per le sue motivazioni -, ben diversa è la situazione del messicano. Pur rallentato da due gare di stop per avere contratto il Coronavirus, l’alfiere della Racing Point sta disputando una stagione di alto livello, rinfrancato dalla monoposto probabilmente più competitiva tra tutte quelle guidate in carriera. Nonostante questo, manca ancora il podio – ma è opinione comune che sia questione di tempo – e a essere in bilico, almeno formalmente, è il suo futuro. 

Gli contende il sedile Sebastian Vettel, ritrovatosi sul mercato dopo il benservito della Ferrari. Ma il pilota di Guadalajara dispone dei capitali portati dai suoi sponsor messicani, che potrebbero rivelarsi decisivi. Anzi, dalle dichiarazioni di Perez paiono esserci buone possibilità di permanenza nel suo attuale team, dal prossimo anno Aston Martin.

“Non c’è ragione per cambiare – dichiara il messicano – Nel team tutto procede per il verso giusto. Conosco la squadra da tanto tempo e stiamo vivendo una stagione fantastica. Quando le cose vanno così, non ci sono motivi per cambiarle e i feedback che ho ricevuto dal team rafforzano questa impressione”. Perez ha anche dichiarato di avere interrotto i colloqui con gli altri team, specialmente con l’Alfa Romeo, data come futura destinazione in caso di arrivo di Vettel in Aston Martin. Non sto parlando con nessun altro – conferma Sergio – Ogni dialogo è solo con la mia squadra. Per questo nutro una certa fiducia sul futuro”.

In alto mare invece il futuro di Kimi Raikkonen, di certo poco galvanizzato dalle prestazioni della C39. “Non ho ancora deciso – confessa il finlandese – Verrà sicuramente un momento in cui riterrò opportuno appendere il casco al chiodo, ma non so ancora se sarà per il prossimo anno. Abbiamo disputato solo sei gare, voglio prendermi del tempo”. L’auspicio è anzitutto di migliorare il rendimento della vettura, che ha espresso livelli di performance in netto calo rispetto al 2019. “Confidiamo di fare meglio qui – dice il suo team mate Giovinazzi – A me e Kimi questo tracciato piace molto. Lo scorso anno qui feci una gara molto bella, prima di quel botto violento sul finale”.

IL RICORDO DI HUBERT

Per tutto il Circus questo sarà il weekend del ricordo di Anthoine Hubert, con cui alcuni piloti hanno intrecciato un legame più profondo per averci corso insieme nelle categorie propedeutiche. Parliamo di Pierre Gasly, la cui immagine mentre appone dei fiori sul luogo del dramma ha spopolato tra i social. E ci riferiamo al duo della Williams, coi giovani Russell e Latifi che con lo sfortunato francese hanno condiviso diverse esperienze. Sarà il suo weekend – rivela il britannico del vivaio Mercedes in riferimento al collega scomparso – La tragedia del 2019 cambia le nostre sensazioni verso questa pista. Rimane un tracciato da brivido, su cui guidare è una libidine, ma tutto questo viene messo un po’ in un angolo se ripenso a quello schianto. Correrò per Hubert, spero di regalare uno spettacolo degno in suo onore”.

“Ero in gara quel maledetto giorno con Anthoine – ricorda Latifi – A chiunque sarebbe potuto capitare ciò che è successo. È qualcosa che lascia un segno indelebile. Stamattina abbiamo fatto il percorso del circuito ed è stato inevitabile osservare come hanno cambiato la via di fuga all’Eau Rouge. Non vedo comunque l’ora di affrontare il weekend qui su una Formula Uno, anche se come ha detto George questa adrenalina è un po’ affievolita dal dolore dello scorso anno”.

Luca De Franceschi

Sono Luca, studio Lettere e seguo la Formula 1 da una decina d'anni. Mi sono appassionato a questo sport durante l'era dei successi di Michael Schumacher con la Ferrari, per poi assistere alle prime vittorie di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel. A casa ho diversi DVD sulla storia di questo sport, che mi hanno fatto conoscere i piloti e le auto del passato. Ho anche la passione dei kart, sui quali ogni tanto vado a girare.

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