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Formula rivoluzione: ecco come cambierà la Formula 1 nel 2014 – I° parte

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Il 2014 sarà un anno fondamentale per la Formula 1 che si trova davanti a quella che possiamo ritenere come la rivoluzione più importante degli ultimi dieci anni. Molteplici sono le modifiche regolamentari, sia sul piano sportivo che su quello tecnico che, forse, ha messo in crisi ingegneri e progettisti. Vetture più pesanti, più basse e più strette davanti, oltre che più sicure e più potenti. Se si riutilizzeranno motori V6 Turbo da 1.6 litri con regime motore limtato a 15 mila giri al minuto, le monoposto potranno contare sull’ERS, l’Energy Recovery System, che avrà il compito di offrire alla vettura una potenza maggiore, per un tempo limitato, ancora più del Kers, grazie alla sua potenza di 160 cavalli per 33 secondi al giro.

Nessuna novità per la questione del DRS: i piloti potranno utilizzare il Drag Reduction System solo all’interno della zone designate all’utilizzo, esattamente come nel 2013, durante le libere e le qualifiche, mentre in occasione della gara può essere attivato sempre nella zona di copertura ma solo ed esclusivamente se il pilota che precede si trova a meno di un secondo dall’avversario davanti.

Un’altra delle importanti novità, sempre sotto il profilo tecnico, riguarda il peso minimo della monoposto che da 642 chili è stato portato a 691 mentre l’altezza massima del muso, per questioni di sicurezza, è stato abbassato a 185 millimetri, esattamente come la larghezza dell’ala anteriore ridotta da 1800 millimetri a 1650 millimetri con le vetture obbligate a imbarcare un massimo di 100 kg di carburante per la gara. Quindi, la chiave per vincere il mondiale, oltre che dalle gomme, sarà dettata dalla capacità dei piloti a gestire i materiali di utilizzo: ogni driver dovrà utilizzare una scatola del cambio per 6 GP consecutivi, rispetto agli attuali 5, mentre avranno a disposizione un set aggiuntivo di pneumatici da utilizzare solo durante i primi 30 minuti delle prime libere del venerdì, per incoraggiare quest’ultimi a scendere in pista senza preoccuparsi della gestione degli pneumatici.

Più ampio la questione del regolamento sportivo che tocca differenti campi, andando ancora a influenzare il sistema di punteggio. I piloti hanno potuto scegliere, come in MotoGp, un numero distintivo che li accompagnerà per tutta la loro carriera in Formula 1. Se la crifra, dovrà essere ben visibile sulla parte anteriore della monoposto così come il nome e il logo della team di appartenenza, il nome del pilota dovrà brillare sulla carrozzeria della vettura. Oltre che le sessioni di test in season che si terranno sui circuiti che ospitano i Gran Premi, verrà assegnato un innovativo trofeo riservato al pilota che conquisterà il maggior numero di pole position durante il campionato. Se tutto sembra fatto per aumentare lo spettacolo di una disciplina in crisi, data la diminuzione di pubblico televisivo, anche l’assegnazione dei punti cambierà, ma solo durante l’ultimo Gran Premio della stagione, dove il punteggio verrà raddoppiato, quindi il vincitore riceverà 50 punti anziché 25, il secondo 36 anziché 18 e così via.

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Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora, ho 30 anni e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono una dog-sitter. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso, cosa che mi ha creato non pochi grattacapi. Sono una tifosa di Formula 1 atipica: non ho un team del cuore ma il pilota, Fernando Alonso che tifo fin dal 2001. Sono pignola ma disordinata, pasticciona e folle.

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