Formula 3Gran Premio Olanda

Formula 3, Riassuntone GP Olanda: il solito Hauger mette un’ipoteca sul campionato

A Zandvoort il norvegese del Red Bull Junior Team è tornato a essere il solito acchiappatutto (forature permettendo), mentre Doohan non riesce a stare al passo

Grazie ai punti conquistati al GP d’Olanda, Hauger può ora permettersi di gestire il proprio vantaggio in classifica per vincere il campionato di Formula 3

Archiviato l’appuntamento di Spa, la Formula 3 ha dovuto velocemente girare pagina per buttarsi sul fine settimana del GP d’Olanda. Tanti i motivi che ci hanno fatto guardare con interesse alle vicende dei pilotini. Considerando pure che Zandvoort rappresenta la penultima tappa di un campionato che si sarebbe dovuto concludere ad Austin, e che invece si chiuderà a Sochi alla fine di settembre.

Ci eravamo lasciati con la domanda se Doohan fosse l’anti Hauger. E se per rispondere a questa domanda ci è voluto un po’; ci è stato chiaro fin dalle qualifiche che il norvegese non avrebbe ripetuto un weekend sottotono come quello belga. A dimostrazione di questo il giovane del Red Bull Junior Team si è subito conquistato i primi quattro punti del weekend accaparrandosi la pole position.

GARA 1

Il sabato mattina ha visto un Leclerc infuocato. Il monegasco, partito dalla terza casella della griglia, è stato protagonista di una partenza davvero brillante che gli ha permesso di prendersi nell’immediato la leadership di Gara 1. Il fratello di minore di Charles è stato successivamente capace di mantenere la testa fino alla fine resistendo agli attacchi di Sargeant. L’americano ha chiuso così in seconda pizza, con alle spalle la Hitech di Iwasa.

Il pilota partito dal palo, Cordeel, non ha avuto la stessa fortuna. La sua corsa è stata infatti compromessa da un contatto con Smolyar alla primissima tornata. Un episodio costato al russo una penalità di dieci secondi, che insieme a un pit stop piuttosto lento (per la sostituzione dell’ala anteriore) lo ha portato a concludere solo ventiquattresimo.

Un tracciato così sfidante come quello di Zandvoort ha reso inevitabile vedere diversi piloti commettere degli errori, come lunghi e bloccaggi. L’uscita di pista di Yeany al diciassettesimo giro ha costretto all’uscita della Safety Car. Alla ripartenza (21/24) la compattezza del gruppo ha permesso di vedere diversi sorpassi. Particolarmente importanti sono stati quelli compiuti da Hauger, che lo hanno portato a concludere in settimana piazza.

GARA 2

Allo spegnimento dei semafori Novalak è stato capace di prendersi la leadership a discapito di Cohen, partito dalla pole. Ma alla sedicesima tornata il francese della Trident ha dovuto cedere la propria posizione arrendendosi alla MP di Martins, infine vincitrice di Gara 2 con alle spalle proprio il pilota avignonese e la ART Grand Prix di Vesti. 

Durante la corsa, nelle retrovie a lungo Hauger e Caldwell se le sono date di santa ragione per il quinto posto. Un duello portato avanti fino al diciottesimo giro, quando al norvegese è finalmente riuscito il sorpasso sul compagno i squadra. La rimonta del pilota della Prema, giunto fino alla quarta posizione, ha dovuto però fare i conti al penultimo giro con una foratura causata da Cohen (sceso in quarta).

Sarebbe stata un perdita di punti importanti per il leader se non fosse stato per l’errore commesso da Doohan poco dopo, che lo ha portato in diciannovesima senza nessun punto in tasca. Nel trambusto finale molti piloti hanno avuto l’occasione di recuperare posizioni. Oltre ai tre sul podio, la top 10 si è composta di Collet, Schumacher, Caldwell, Leclerc, Crawford, Nannini e Sargeant.

GARA 3

Dopo l’amaro lasciatogli dall’episodio del sabato pomeriggio, Hauger ha avuto la possibilità di riscattarsi. Partito dal palo, il norvegese ha guidato la gara flag to flag portandosi a casa il massimo bottino e mettendo una seria ipoteca sul campionato di Formula 3. Alle sue spalle Martins ha più volte tentando di superare Schumacher per il secondo piazzamento, venendo bloccato ogni volta dall’egregia difesa del tedesco

O almeno così è stato fino a che al ventiduesimo giro il francese non ha provato di sopravanzarlo tenendo una nuova traiettoria in curva tre che lo ha successivamente portato al contatto con il figlio di Ralf. David Schumacher ha dovuto chiudere la sua gara contro le barriere, mentre Martins per questo si è dovuto accollare una penalità di dieci secondi. È così che Novalak e Smolyar sono stati promossi sul podio, rispettivamente secondi e terzi. Ed è così che anche i restanti piloti all’interno dei primi dieci (fino a Leclerc) hanno potuto avvantaggiarsi di una ulteriore posizione.

LE CLASSIFICHE DI FORMULA 3 A -1 DALLA FINE

Avevamo approcciato al fine settimana del GP d’Olanda chiedendoci se Doohan sarebbe stato in grado di aggiungere un brio al campionato. Ma gli appena 17 punti portati a casa dall’australiano (contro i 35 del norvegese) lasciano poche speranze. Sono 193 i punti di Hauger in classifica e sono 150 quelli di Doohan. È vero che i punti in palio a Sochi sono tanti; ma per un ribaltone si dovrebbe sperare che il pilotino della Red Bull corra un weekend poco brillante mentre quello della Trident faccia il contrario di quanto fatto a Zandvoort. 

Anche la Top 10 potrebbe vedere alla fine tanti cambiamenti visti i corti distacchi. Per avere meglio una visione d’insieme si ricapitolerà la classifica piloti: Hauger (193 p.), Doohan (150 p.), Novalak (122 p.), Martins (117 p.), Vesti (117 p.), Smolyar (107 p.), Caldwell (92 p.), Collet (87 p.), Sargeant (75 p.) e Leclerc (67 p.). 

Per quanto riguarda i team la lotta al primo posto è decisamente più aperta. Trident che insegue Prema può contare su un trio di piloti più costante – Doohan, Novalak e Schumacher, mentre la squadra veneta ha sì Hauger ma anche un Leclerc e un Caldwell più ballerini per quanto riguarda i risultati. Qui si riporta la classifica: Prema (352 p.), Trident (327 p.), ART Grand Prix (233 p.), MP (204 p.), Hitech (113 p.), Charouz (100 p.), HWA (44 p.), Campos (27 p.), Carlin (25 p.) e Jenzer (21 p.). 

Silvia Quaresima

Il mio amore per la Formula 1 é sempre stato lì con me, fin da quando ho ricordo delle vittorie di Michael in rosso. Ma con il tempo è cresciuto così tanto che ora c’è voglia di esserne parte e di raccontarla.

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