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Formula 1 | Sergio Perez si è sentito sottovalutato nel dualismo con Esteban Ocon

Un confronto interessante quello che ci hanno regalato Perez e Ocon in questi anni, con il messicano che però si è sentito sminuito nel confronto con il giovane francese

In Formula 1 il confronto con il proprio compagno di box è sempre stato importante e decisivo durante la stagione, e lo sa bene Sergio Perez che negli ultimi due anni ha avuto molte gatte da pelare nel confronto con Esteban Ocon, giovane francese di scuola Mercedes di ottime prospettive. Sono stati due gli anni di condivisione del box prima Force India , poi Racing Point, per questi due piloti molto diversi ma allo stesso tempo molto simili in termini di velocità: parliamo del 2017 e del 2018, annate dai due volti per il team fondato da Vijay Mallya. Se nel 2017 la Force India è stata decisamente la quarta forza del campionato, non possiamo dire lo stesso per il 2018, un’annata tutt’altro che tranquilla caratterizzata anche dal cambio al vertice del team.

Sergio Perez si appresta ad iniziare la sua nona stagione in Formula 1, un’avventura lunga e ricca di soddisfazioni per il messicano che è diventato ormai una garanzia e un veterano di questo sport. Nel circus dal 2011, Perez ha sempre offerto prestazioni di qualità e nel confronto con i propri compagni di squadra ne è quasi sempre uscito vincitore, ma nonostante ciò proprio nel dualismo recentemente terminato con Esteban Ocon, il messicano ha dichiarato di essersi sentito sottovalutato: “E’ come se la gente fosse abituata alle mie prestazioni, quando ero nuovo qui tutti parlavano di me ed ero una grande promessa, tutto ciò quest’anno è successo con Esteban Ocon“, ha dichiarato il messicano che vuole mettere a tacere tutte le voci che lo vedrebbero inferiore ad Ocon: “Ho sempre battuto tutti i compagni di squadra, i risultati parlano chiaro“, ha dichiarato Perez.

perez button mclaren

Perez durante la sua carriera in Formula 1 ha avuto molti compagni di squadra con i quali si è confrontato e molto spesso ne è uscito vincitore: eccezion fatta per il 2013, quando perse il confronto con il più esperto Jenson Button in McLaren, il messicano ha sempre dato filo da torcere ai compagni di box, ma colui con il quale è andato più in difficoltà, soprattutto in qualifica, è Esteban Ocon. I parziali dei risultati in qualifica del 2018 parlano a favore di Ocon, che in ben 16 occasioni su 21 gran premi si è qualificato davanti a Perez, e proprio quest’ultimo ha ammesso la superiorità del francese sul giro secco, seppur con un margine minimo tra i due: “Ocon era il migliore in qualifica, ma la distanza tra noi era veramente minima, spesso era meno di un decimo“, ha dichiarato il pilota della Racing Point.

La leggera difficoltà in qualifica non comprometteva il risultato in gara, con Perez che molto spesso recuperava posizioni finendo davanti al suo compagno di team e di questo parlano i numeri: Perez ha concluso la stagione all’ottavo posto assoluto, con all’attivo ben 62 punti arricchiti dal clamoroso podio di Baku. Un rendimento di alto livello anche nel confronto con Ocon: “Lui era più forte in qualifica mentre io ero il migliore in gara. Ho ottenuto il maggior numero di punti e anche i migliori risultati“, ha dichiarato Perez che spiega il motivo del basso rendimento in qualifica, causato dalla mancanza di un feeling totale con la monoposto: “Non mi sono sentito molto fiducioso quest’anno con l’auto, ho dovuto spesso lottare per trovare il bilanciamento giusto e questo non mi ha aiutato in qualifica, mentre in gara riuscivo a lottare e a tirare fuori il meglio“, ha concluso Perez.

Andrea Barilaro

Mi chiamo Andrea, ho 21 anni, abito a Milano e sono uno studente universitario. Ho una passione enorme per Formula 1 fin da piccolo, e negli anni questa passione è diventata sempre più grande. Il sogno è quello di far diventare questa passione un lavoro in futuro: ho iniziato a scrivere i primi piccoli articoli già a 10 anni, e col passare del tempo ho sempre dedicato molto tempo a questa passione. Il primo ricordo di Formula 1 che ho risale al gran premio di Monza del 2007, quando andai all'autodromo per la prima volta con mio padre a vedere la gara, e da quel momento non ho più abbandonato questo meraviglioso sport.

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