2018Analisi della redazione

Formula 1 | Perché l’Halo non è peggio dell’aeroscreen

L’Halo fa e farà discutere per tanti motivi e in molti invocano l’aeroscreen testato in Indycar. Ma siamo sicuri che il sistema di sicurezza utilizzato dagli americani sia davvero migliore?

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Nella vita come nello sport è facile scivolare nel populismo e criticare, spesso a priori, le decisione prese da chi comanda. È un po’ quello che sta avvenendo in Formula 1 per quanto concerne, dalla stagione 2018, l’introduzione del sistema di sicurezza Halo.

Discusso, discutibile, perfezionabile, non bello. Ma necessario in una categoria che mira ad essere punto di riferimento del motorsport intero. Dal 1994 e dai fatti di Imola in poi la FIA ha investito tanto nella sicurezza e Halo è solo l’ultimo tassello volto a proteggere l’unica parte rimasta scoperta di un pilota all’interno di un abitacolo: la testa.

Presenta delle criticità, questo è sicuro: garantirà la giusta visuale ai piloti? O darà fastidio nell’affrontare alcuni curvone, tipo l’Eau Rouge a Spa? Sarà un ostacolo in più quando il pilota dovrà uscire in fretta e furia dell’abitacolo?

Tutti dubbi che inizieranno ad andar via, o magari rimarranno, con l’inizio dei primi test di fine febbraio a Barcellona.

Sul web intanto i puristi continuano ad indignarsi, invocando soluzioni alternative come l’aeroscreen testato in questi giorni in Indycar. È più bello esteticamente rispetto all’Halo? Probabilmente sì. Sarebbe più efficace? Non crediamo.

L’aeroscreen in Formula 1 creerebbe seri problemi di visibilità se dovesse venire a piovere, situazione che in America non si pone del tutto visto che in caso di gara bagnata sui tracciati ovali non si corre. Montare dei tergicristalli, come paventa qualcuno, sarebbe assurdo. Ma non solo: il rischio per il pilota sarebbe di avere una visuale distorta a causa di questa sorta di parabrezza che fungerebbe da lente vera e propria, per non parlare dello sporco che i detriti sollevati dalle monoposto andrebbero a creare.

Ricordiamoci che l’aeroscreen fu testato anche in F1, venendo sonoramente bocciato dai piloti, Vettel e Ricciardo.

Diamo tempo all’Halo, vediamolo, testiamolo, poi giudichiamolo. Senza partire prevenuti a priori. Com’è sempre stato per ogni novità introdotta nelle corse. Ci piacerà, ce lo faremo piacere, capiremo quando possa essere utile, non sarà certo l’Halo a sminuire la nostra passione.

La Formula 1 è il progresso. Bisogna guardare al futuro e non è sempre vero, nella vita come nelle corse, “che in fondo si stava meglio quando si stava peggio”.

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Christian Caramia

Mi chiamo Christian e ho 27 anni, vivo a Martina Franca (Taranto). Appassionato fin da piccolo di Formula 1, da bambino i miei idoli erano Ayrton Senna e Jean Alesi. Sono cresciuto prima con Michael Schumacher e poi con Kimi Raikkonen. Grazie a loro sono qui a scrivere di questo magnifico sport.

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