Curiosità dalla F1

Formula 1, Parla il padre di Jules Bianchi: l’ottimismo diminuisce

Nove lunghi mesi. Nove mesi di attesa, con la speranza che per Jules Bianchi ci fossero considerevoli e frequenti miglioramenti e che quindi giungessero buone notizie da Nizza. Tuttavia, l’entità dei progressi nella salute del pilota francese non è stata quella sperata, e il padre Philippe Bianchi non riesce a guardare con ottimismo i giorni che verranno. In un’intervista rilasciata nella giornata di oggi a France Info, Philippe esprime il senso di impotenza che prova nei confronti di tale situazione, oltre alla profonda sfiducia che avverte verso il futuro. «E’ insopportabile – ha esordito- è una tortura quotidiana. A volte pensiamo di impazzire, perché per quanto mi riguarda è sicuramente più terribile di quanto lo sarebbe stato se fosse morto. E non possiamo aiutarlo più di così.»

«Il tempo passa– ha continuato- sono meno ottimista rispetto a due o tre mesi dopo il crash, quando potevamo sperare in un evolversi migliore». Fino ad ora è stato riportato che Jules sia in grado di stringere la mano dei familiari, ma a questo punto il padre considera l’ipotesi che si tratti di un mero riflesso«Ad un certo punto- ha infatti dichiarato– bisogna mettere i piedi per terra e realizzare quanto grave sia la situazione.»

Infine, oltre all’assenza di grandi progressi, si temono gli effetti che potrebbe avere l’incidente su Jules, qualora si svegliasse. Secondo Philippe Bianchi, la disabilità del figlio è più inaccettabile della morte, ed è inevitabile menzionare l’incidente di Michael Schumacher, che ha ugualmente sconvolto il mondo del motorsport. «Siamo sicuri che ritrovarsi con gravi disabilità non sia ciò che Jules vorrebbe. Ne avevamo parlato. Ci aveva detto che se avesse avuto un incidente simile a quello di Michael Schumacher, sarebbe stato molto difficile per lui da accettare, soprattutto se non avesse più potuto guidare. Perché guidare è la sua vita.»

#ForzaJules

Beatrice Zamuner

Mi chiamo Beatrice, ho 20 anni e faccio parte di F1World da 4 anni. Ho frequentato il Liceo Classico Franchetti a Mestre e ora studio lingue a Ca Foscari. Da un anno scrivo anche in inglese e attualmente scrivo e realizzo video per MotorLAT. L’interesse per la F1 è nato dalle vittorie di un giovane ma carismatico Fernando Alonso. Da grande vorrei diventare giornalista sportiva, perché ritengo che unire passione e professione sia la cosa migliore che un individuo possa attuare in tutta la propria vita.

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