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Formula 1, McLaren: una perdita di liquido nel motore ha fermato il lavoro

Nel corso della prima settimana di test invernali a Barcellona, è caduta la prima testa del 2016 in Formula 1, quella di Yasuhisa Arai. Nonostante la smentita di Boullier, che ha lasciato intendere come l’addio del giapponese fosse stato deciso da tempo, sembra sempre più certo che il responsabile del progetto Formula 1 per Honda abbia pagato la disastrosa stagione 2015, caratterizzata da un’assenza di prestazione, velocità e affidabilità, che ha indissolubilmente affondato la McLaren. Proprio verso la fine dello scorso anno, dopo una stagione trascorsa con un piano di sviluppo della power unit che non ha portato i progressi attesi, Arai in persona aveva sottolineato che nel 2016 ci si poteva aspettare ben altri risultati dalla McLaren Honda in quanto ad affidabilità e prestazioni.

Peccato che gli ultimi due giorni di test sul tracciato catalano hanno portato alla luce i fantasmi che hanno caratterizzato la scorsa stagione. Lo scorso 25 febbraio Fernando Alonso è stato fermato da una perdita di liquido nel circuito di raffreddamento del motore che era stato montato sulla MP4-31 nella notte. Un intoppo inatteso che ha obbligato lo spagnolo a comnpletare una sola tornata cronometrata nell’ultima giornata di test a Barcellona.

Secondo quanto ha ammesso la stessa McLaren, dato che non era disponibile un motore di scorta da essere montato sulla monoposto di Alonso, si è deciso di assemblare due power unit diverse, un’operazione che, almeno fino a quando il driver di Oviedo non è sceso in pista sembrava essere stata completata con successo. Nonostante il problema tecnico la Honda non si è mostrata troppo impensierita, sicura di poter tornare a girare regolarmente nell’ultima sessione di test in programma a Barcellona che prenderanno il via martedì 1° marzo, quando proprio il fornitore di propulsori nipponico porterà al debutto in pista la versione 2016 della PU, quella definitiva in previsione della prima gara dell’anno in Australia. E solamente in quel momento, la pista darà la sua sentenza.

Eleonora Ottonello

Mi chiamo Eleonora e sono di Genova. Scrivo per passione, nella vita di tutti i giorni sono un'educatrice cinofila. Non ho paura di dire (forse è meglio dire scrivere) quello che penso. Per me la sincerità e la franchezza sono alla base di ogni rapporto umano. Sono pignola e puntigliosa ma disordinata e pasticciona allo stesso tempo.

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