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Formula 1 | Magnussen soddisfatto del suo team: “In Haas c’è un’atmosfera splendida”

Kevin Magnussen ha tirato le somme dopo due anni in Haas: l’ottima atmosfera e la fiducia reciproca tra pilota e team sono alla base di un rapporto solido

Il countdown per l’inizio del nuovo campionato mondiale è sempre più vicino: a meno di due mesi dal weekend australiano manca ormai davvero poco per conoscere le nuove vetture che lotteranno in questo 2019 che si preannuncia scoppiettante. Il 2019 sarà un’anno particolarmente importante per il team Haas, che giunto ormai alla sua terza apparizione nel maggiore campionato al mondo per monoposto è chiamato ad una conferma delle ottime prestazioni del 2018 ed eventualmente ad un ulteriore salto di qualità. Il campionato concluso lo scorso 25 novembre ad Abu Dhabi, per il team fondato da Gene Haas, è stato il migliore dal 2016, data della prima apparizione in Formula 1: i 93 punti ottenuti gli sono valsi il quinto posto in campionato, appena dietro al ben più noto e potente team Renault. Il team americano, che ha deciso per la riconferma di entrambi i piloti, ovvero Kevin Magnussen e Romain Grosjean, sta vivendo dunque un ottimo momento con le prestazioni che dal 2016 sono cresciute in modo esponenziale.

magnussen haas vettura

Dietro questa evoluzione così marcata c’è senza dubbio dietro un lavoro costante, grande impegno ed appoggio economico della proprietà: tutti ingredienti fondamentali che, uniti ad un ambiente solido e sereno, può indicare la strada giusta da seguire per il successo. E’ di questo avviso anche Kevin Magnussen, pilota di buona esperienza e carattere che si è aggregato al team dal 2017 dopo esperienze in McLaren e Renault, le quali però non si sono rivelate particolarmente felici per il danese: “Sicuramente qui c’è un’atmosfera molto bella, la migliore da quando sono in Formula 1, sono nel posto perfetto, il migliore della mia carriera“, ha dichiarato Magnussen. Oltre all’ambiente sereno, Magnussen ha trovato nella Haas un team che crede in lui e che ripone totale fiducia nel pilota, una sensazione perfetta per pensare esclusivamente a guidare e dare il meglio: “La squadra mi trasmette sicurerzza per il futuro e sento il loro appoggio. Mi sento stimato e questo è davvero positivo per fare al meglio il nostro lavoro“, ha dichiarato il pilota Haas.

Un passato in Formula 1 dunque non felice per Magnussen, che ha raccontato di aver vissuto anni negativi in Renault e McLaren prima di trovare stabilità in Haas: “Ho avuto esperienze negative in passato, tutti i membri del team si incolpavano a vicenda e questo non può fare bene alla squadra. Quando ci si incolpa a vicenda è semplice dare la colpa al pilota“, ha dichiarato Magnussen, il quale vede in Haas il team perfetto per armonia e modo di stare nel team: “Qui in Haas non è mai successo che ci si incolpasse a vicenda: ci si siede e si parla per trovare una soluzione“.
Quella promossa dal team americano è una cultura nuova in questo sport: la mancanza di competizioni interne tra i vari reparti ed un dialogo costante tra i membri del team formano le fondamenta di una grande famiglia che funziona e che sta raggiungendo buoni risultati.

magnussen renault 2

La strada da percorrere è ancora molto lunga e tortuosa, ma la direzione intrapresa è quella giusta e in Haas non ci si pone limiti, consci però della grande competizione che c’è in Formula 1 dell’asticella del livello che ogni anno si alza sempre più.
Secondo Magnussen un punto debole del team è l’esperienza, ancora troppo limitata per competere con team più importanti: “L’esperienza non è ancora il nostro maggiore punto di forza, soprattutto nell’assetto e nelle conoscenza completa degli pneumatici, ma stiamo lavorando duramente per migliorare in questo ambito. Alla fin fine il 2019 sarà solamente in nostro quarto anno in Formula 1“, ha concluso Magnussen.

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Andrea Barilaro

Mi chiamo Andrea, ho 21 anni, abito a Milano e sono uno studente universitario. Ho una passione enorme per Formula 1 fin da piccolo, e negli anni questa passione è diventata sempre più grande. Il sogno è quello di far diventare questa passione un lavoro in futuro: ho iniziato a scrivere i primi piccoli articoli già a 10 anni, e col passare del tempo ho sempre dedicato molto tempo a questa passione. Il primo ricordo di Formula 1 che ho risale al gran premio di Monza del 2007, quando andai all'autodromo per la prima volta con mio padre a vedere la gara, e da quel momento non ho più abbandonato questo meraviglioso sport.

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