2014

Formula 1, le pagelle del 2014: i promossi della stagione

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x4lclceEcco oggi l’elenco dei “promossi”, di quei piloti che hanno fatto bene in questo 2014. In questo elenco sono presenti anche tanti piloti che sono stati rallentati da vetture poco competitive o da sfortune varie. Tuttavia, quando un pilota dimostra di avere il “piede”, non serve dover per forza vincere per avere delle ottime pagelle. Eccole a voi!

 Daniel Ricciardo: voto 9. Dopo Hamilton, è stato il pilota più incisivo di questo 2014. Arrivato alla Red Bull con mille perplessità che aleggiavano sulla sua figura, ha saputo stupire tutti nonostante la crisi tecnica del team e nonostante un 4 volte campione del mondo come compagno di squadra che l’australiano ha letteralmente stritolato. Una crescita incredibile quella di Ricciardo che, si spera, possa andare di pari passo con una ritrovata competitività da parte della Red Bull nel 2015.
Nico Rosberg: voto 8. Quando le cose gli andavano bene, tutti a osannare la capacità del tedesco nel saper trattare bene la meccanica della sua vettura, ora che il mondiale lo ha perso, tutti a tirargli addosso. In realtà la stagione 2014 di Rosberg è stata ottima. Il passivo di 11 a 5 è, in effetti molto pesante e totalmente meritato. Aver perso un mondiale con una macchina così, poi, è una cosa che lascia il segno. Resta però un bilancio positivo che riguarda le qualifiche di Nico, in cui lui è risultato più veloce di Hamilton. Forse dovrà partire da questo dato se nel 2015 vorrà battere un vero “animale da gara” come il suo compagno di squadra neo campione del mondo 2014.

Lewis Hamilton: voto 10. Che dire? Tanto per non annoiarci mai, il britannico di Stevenage ha deciso che il suo mondiale avrebbe dovuto essere tutto in salita, a partire dal primo Gp in cui ad abbandonarlo fu un particolare da 2 euro. Ad un certo punto della stagione, in tanti pensarono che quest’anno non ce l’avrebbe mai fatta a laurearsi campione ma in molti cresceva il rimpianto nel vedere uno che va così forte rallentato da guasti assurdi (Germania, Ungheria!!!). La pista ci diceva che il campione era lui, non importa quanti punti in meno avesse. E alla fine, giustizia è stata fatta.

Fernando Alonso: voto 7. Una stagione senza vittorie per un pilota come Alonso, sarebbe da giudicare con un’insufficienza. Ma davvero pensiamo che questo 2014 di Alonso sia stato sotto la sufficienza? Alonso è riuscito a farci divertire pure all’interno di un contesto assolutamente deprimente. Silverstone è stato, forse, uno degli episodi più eclatanti. Ma in generale, pur con la consapevolezza di avere tra le mani l’ennesima vettura sbagliata, lui ha sempre lavorato a testa bassa, pedalando. Le strade di Fernando e della Ferrari si sono separate ma anche a Maranello sono consapevoli che ciò che ha dato Alonso è molto di più di quello che il pilota di Oviedo ha ricevuto dal Cavallino. Ora una nuova avventura che speriamo possa restituirgli quello che merita.

Jenson Button: voto 7. Button non ricorderà certo il 2014 come uno dei suoi migliori anni. La scomparsa del padre deve averlo segnato parecchio. Inoltre, la McLaren 2014 si è presentata fin da subito come una vettura poco competitiva e con un margine di sviluppo limitato. E così, quando lo sviluppo della vettura di Woking si è plafonato, è stato il “mestiere” di Button a portare avanti la baracca. Premiato a fine stagione con la riconferma al fianco di Alonso nella nuova avventura targata Honda.

 Kevin Magnussen: voto 6. Il danese è una sorta di “caso”. Ci si divide tra chi lo vede come una specie di mezzo brocco che è pure sleale in pista e chi, come me, pur riconoscendo dei limiti e un atteggiamento discutibile in pista, vede in questo ragazzo ampi margini di miglioramento. Alla fine la McLaren (ma pare che in realtà sia stata la Honda) ha deciso di parcheggiarlo come test driver per la stagione 2015. Speriamo non gli abbiano tarpato le ali.

Felipe Massa: voto 7. Inizia la stagione con la solita dose di sfortuna che lo aveva oramai reso poco credibile da questo punto di vista. Mentre Bottas volava, lui veniva centrato da tutti e da tutto. Poi però, man mano che la stagione si avviava verso la conclusione, anche la sfortuna di Massa spariva. Ed ecco che il talento di Felipinho, usciva fuori nel finale e gli procurava un paio di soddisfazioni. Resta il rimpianto per una mancata vittoria.

Valtteri Bottas: voto 7. La Williams avrà benedetto il giorno in cui ha firmato il contratto di fornitura motori con la Mercedes e Bottas avrà benedetto il giorno in cui ha firmato per la Williams. Sfrutta alla grande questo connubio tecnico e stupisce tutti con la sua velocità e consistenza. Tuttavia, se si analizza nel dettaglio la sua stagione ci si accorge di una pecca grossa così: non ha mai vinto! Stesso problema riscontrato in Massa. Bottas, però, è molto più giovane e dovrebbe essere molto più affamato di vittorie.

Nico Hulkenberg: voto 6. La stagione del tedesco è stata bipolare: sfavillante e ricca di quei numeri tipici del suo repertorio all’inizio, piatta e poco incisiva nella parte finale del campionato. Forse è scattata un pò di demotivazione in “Hulk” a causa di un altro anno senza che i grandi team si accorgessero di lui. Può anche darsi che sia troppo alto o troppo pesante per le odierne vetture di F1, ma per me, Hulkenberg merita un top team anche se sembra che abbia perso il treno buono. VJ Mallya, invece, se lo tiene stretto e gli concede pure lo “sfizio” di correre la 24 ore di Le Mans con la Porsche nel 2015.

Jean Eric Vergne: voto 6. Che F1 pazza! J. E. Vergne ci viene solitamente presentato come un pilota dotato di una certa esperienza (in realtà è del ’90, è giovanissimo) che si è fatto surclassare dal baby rookie Kvyat per il quale la Red Bull pare abbia perso la testa. Poi, invece, andiamo a vedere l’andamento del mondiale nel dettaglio e scopriamo che, non solo Vergne ha ottenuto molti più punti del russo (22 contro 8), ma è anche arrivato più volte davanti al giovane compagno di squadra. Il risultato è che, alla fine al francese danno il benservito e il russo viene promosso alla Red Bull. Fortuna che la Ferrari ha trovato un ruolicino per Jean Eric…

 Daniil Kvyat: voto 6. La dote principale di Kvyat? La sfontatezza. Il difetto più grande? La sfontatezza. Il giovane “russo di Roma”, così come viene chiamato, è stato un’alternanza di sana sfrontatezza e classici errori da debuttante. In qualifica, effettivamente, è stato super. In gara, però, non reggeva anche a causa del fatto che la Toro Rosso tendeva a “mangiarsi” le gomme posteriori, caratteristica che cozzava col suo stile di guida. Ora l’attende un’altra sfida. Quella con un’altro sfrontato, Ricciardo. Solo che l’australiano ride sempre, il russo poco. Chissà quale sarà l’approccio migliore.

Infine un pensiero a Jules Bianchi. Poche ore fa è apparso un comunicato da parte della famiglia Bianchi in cui i genitori del pilota nizzardo comunicano come Jules continui a lottare, che la sua situazione resta sempre stabile e dove continuerà il suo percorso di riabilitazione. Queste parole, dotate di tutto il realismo del caso, non cancellano del tutto la speranza. Se Jules dovesse riuscire a tagliare quel traguardo, il 10 in pagella per lui sarebbe d’obbligo. Spero di scrivere quella pagella il prima possibile.

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Giuseppe Lucera

Mi chiamo Giuseppe Lucera, ho 35 anni e sono un docente d'inglese specializzato sul sostegno. Sono da sempre appassionato d'automobilismo. Seguo di tutto, dalla F1 alla 24 ore di Le Mans, passando per i rally e, anche, gli slalom locali. Grande appassionato di kart, quando posso, mi diletto in competizioni riservate ai kart 4t

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